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🌹Inferno, Canto XX | Silvana Torto legge la Divina Commedia

 

Inferno, Canto XX Silvana Torto legge la Divina Commedia Inferno Canto Ventesimo (dopo il commento al minuto 15:20) Silvana Torto @silvamarilli legge Dante Alighieri su #divinicanti la rubrica condotta su #libertàdipensieroMDN il nuovo canale YouTube megliodiniente.com #ladivinacommedia #dantealighieri #divinacommedia #poesia #poema #letteratura #arte #cultura #italia #letteraturaitaliana #audiobook #audiobooks Eccolo, il nostro Dante, le gote bagnate d’angoscioso pianto, e pronto a scrutare il fondo della quarta bolgia che gli si apre sotto ai piedi: vede gente venire per il vallone circolare, muta, in lacrime, con l’andatura delle processioni. Abbassa lo sguardo e si accorge di un orrendo prodigio: questi dannati sono stravolti fisicamente dal mento all’attacco della cassa toracica, hanno insomma il collo attorcigliato, camminano con il volto girato all’indietro, costretti così a procedere a ritroso. Eccoli i fraudolenti, maghi e indovini. Loro che hanno voluto vedere troppo avanti, son condannati a guardare all’indietro per l’eternità. E si rivolge a noi: “Mettiti, lettore, nei miei panni! Come sarei potuto restare ad occhi asciutti, vedendo così da vicino la nostra immagine, la nostra figura umana a tal punto contraffatta, tanto che il pianto dei loro occhi si incanalava nella fessura delle natiche?” Nel III Libro del Convivio Dante aveva scritto: “Mirabilissimo è l’uomo infra li effetti de la divina sapienza” e “sottilmente armoniato conviene esser lo corpo suo”. Il pellegrino Dante piange, a testa china, a vedere la sacra immagine dell’uomo sfigurata a tal punto. Ma il maestro severamente lo richiama. Perché sei sempre sciocco come tutti gli altri? Pietà, spiega Virgilio, è proprio escludere tutti i dannati e quelli di Malebolge dal campo della propria pietà. Provare compassione, un moto di misericordia, davanti agli effetti della giustizia divina è la più stupida delle colpe. E in un passo del Convivio, infatti, Dante distingue chiaramente fra pietà e misericordia. La misericordia sta nel dolersi dell’altrui male, è compassione, dunque è ancora passione. La pietà invece è una nobile disposizione dell’intelletto, intesa ad attuare quella naturale amistade che legherebbe gli uomini fra loro.

 

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