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🍎Isla Negra | Adriana legge Neruda | respiro poetico

PABLO NERUDA – 1904-1973 Seconda parte: ISLA NEGRA “È da tanto tempo che guardo il mare: è là, come sempre, che s’infrange gioioso contro gli scogli e sembra invitarmi. Vado sulla sponda, il vento che percuote il mio volto mi rianima. Guardo il cielo, le nuvole stanno viaggiando, spinte da un vento che le disfà con incredibile sveltezza. Le guardo allontanarsi, tutte mi offrono il profilo di Pablo, che se ne va sempre sorridente. Mi fa bene lo scherzo delle nuvole. Il sole comincia a tramontare. L’aria del mare porta odore d’alghe e di iodio oceanico; tutto questo, come un soffio balsamico, mi porta il ricordo di come Pablo difendeva il suo mare; per lui non c’era nel mondo un’altra spiaggia come Isla Negra. Una volta (eravamo in Europa) Pablo di disse: ‘Voglio tornare. Non resisto più al desiderio di vedere il mare’. Ebbe per tutta risposta una gran risata mia perché mi diceva questo mentre passeggiavamo sul lungomare di Viareggio (eravamo stati invitati là, perché appunto quell’anno gli dettero il Premio Viareggio). Lui mi guardò e mi disse: ‘Ma questo non è mare. Non vedi che non si muove, non ruggisce e neanche odora? Questo non è mare’- era convinto che i mari civilizzati della Costa Azzurra non fossero mari”. Matilde Urritia, Mi vida jungo a Pablo Neruda. Memorias. Brano tratto dalle Memorie di Matilde Urritia, la terza e ultima moglie di Pablo Neruda, L’Isla Negra era il luogo dove Neruda visse negli ultimi anni, una casa dominata dall’oceano Pacifico e che oggi è una casa museo. Un casa costruita per somigliare ad una nave ed in cui avvenne una delle tante perquisizioni da parte dei militari di Pinochet ed in cui Neruda sembra abbia detto loro: “Guardatevi in giro, c’è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia” Ed in cui raggiunse il punto più alto della sua ultima stagione poetica con il suo “MEMORIALE DI ISLA NEGRA”, una sorta di autobiografia lirica in cui vi sono i ricordi della sua infanzia, del suo paese e dell’esilio.

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