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🍎Poesia ininterrotta | Adriana legge Paul Éluard | Respiro Poetico

Poesia ininterrotta | Adriana legge Paul Éluard | Respiro Poetico @Lilithins #libertàdipensieroMDN #respiropoetico #poesia qui la poesia ininterrotta seconda parte https://youtu.be/AEIDa4l_JpM Bentornati amici nella mia rubrica #respiropoetico. Siete sul canale #libertàdipensiero, ideato e condotto da Antonello Zedda Oggi inauguro la poesia francese con un poeta forse un po’ dimenticato. Sto parlando di Paul Eluard pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel, uno dei maggiori esponenti del movimento surrealista francese e in particolare vi leggerò la sua Poesia ininterrotta, poesia che fu scritta nel 1946 e che rappresenta il culmine della poesia di Eluard. La poesia non va mai spiegata, va semplicemente letta, tutt’al più ascoltata, come in questo caso, lasciando fluire le proprie emozioni o lasciando emergere le immagini, infatti ho sempre preferito raccontarvi l’autore piuttosto che la sua poesia. Ma qui sento la necessità di una breve nota esplicativa che spero vi permetterà si seguire meglio l’andamento poetico. Si tratta di un’alternanza fra un uomo ed una donna che si raccontano, raccontano di se stessi o si rivolgono all’altro, raccontano il proprio amore ma non solo, attraverso brevi e concisi segmenti di comunicazione. Questa poesia si apre (min. 4:02) con una serie tumultuosa di aggettivi in cui la donna parla di sé e si rivolge a se stessa. Sembra non esserci uomo in ascolto, è come una sorta di lunga introspezione femminile. Quindi interviene una seconda voce (min. 11:36) che possiamo identificare con quella del poeta che parla prima dell’uomo e poi si rivolge alla donna. Ma improvvisamente interviene l’orrore, il disastro in cui gli uomini vivono con le loro memorie del passato. Ma interviene di nuovo la donna che parla di felicità riaprendo alla vita mentre al poeta è lasciato il compito della sua trasformazione. Vi è poi una alternanza di felicità ed orrore in cui viene precisata sempre meglio il contesto la realtà storica. Fino alla lunga sequenza finale ritmata e scandita in cui si ha il ripetersi per ben sette volte di questo del verso: Se si potesse salire Un gradino più su Che si concluderà con un vittorioso: E noi saliamo seguito da una tempesta ritmica finale. Come dice il titolo si tratta di una lunghissima poesia che sono costretta a dividere in tre parti. Oggi vi leggo la prima parte, in cui la donna inizia a parlare seguita poi dall’uomo. Buon ascolto POESIA ININTERROTTA (min 4:02) Nuda dissolta assonnata Scelta sublime solitaria Profonda obliqua mattutina Fresca perlacea scapigliata Vivida prima sovrana Leziosa viva appassionata Arancione rosa azzurrognola Dolce carina disinvolta Naturale stesa alzata Serrata aperta raccolta Raggiante discordante Zingara sorridente ammaliante Scintillante somigliante Cieca rude disastrosa Erbosa arborea insanguinata Selvaggia oscura balbuziente Soleggiata illuminata Fiorita confusa tenera Istruita discreta ingegnosa Fedele facile stellata Carnosa opaca palpitante Inalterabile contratta Pavimentata costruita vetrificata Globale alta popolare Sbarrata contraddittoria Uguale pesante metallica Implacabile imperdonabile Sorpresa disfatta spezzata Nera umiliata macchiata Siamo due noi o sono solitaria? Come una donna solitaria Che disegna per parlare Nel deserto E per vedere dinnanzi a sé L’anno potrebbe essere felice Un’estate in lingotti E d’inverno la neve è un letto ben fatto Quanto alla primavera ne usciamo Con delle ali ben formate Di ritorno dalla morte di ritorno dalla vita Passo da giugno a dicembre Attraverso uno specchio indifferente Tutto nel cavo della vista Come una donna solitaria Resterò quaggiù Avrò un giorno risposta a tutto? E risposta a nessuno il peso dei muri chiude tutte le porte continua… 1. Tomaso Giovanni Albinoni – Concerto a Cinque in G Minor Op. 5 n. 11 2. Tomaso Giovanni Albinoni – Oboe Concerto #2 in D Minor Op. 9

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