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10 Domande ad Ahri Arianna Vitale

1 – Ciao Ahri e benvenuta su megliodiniente.com abbiamo ascoltato il tuo ultimo EP è siamo qui per conoscerti meglio. Parlaci di te, di chi sei, da dove vieni da quando fai musica e soprattutto perchè?

Sono cresciuta a Milano in una famiglia numerosa e sicuramente non benestante. Nel mio sangue spirito siciliano. Ero una bambina vivace, intelligente e soprattutto cantavo, suonavo e ballavo. Sempre. Qualunque cosa.
Peccato avere avuto una vita famigliare così travagliata che, oltre a non avermi permesso di sviluppare i talenti creativi innati, mi ha sicuramente segnato il destino in modo indelebile.
Avevo 24 anni quando lasciai la casa materna, incinta di quasi 8 mesi. I gravissimi problemi di instabilità emotiva e di personalità di mia madre non mi permettevano di poter proseguire il rapporto. Ma, inevitabilmente, lo strascico e le conseguenze di tutto questo si sono fatte sentire per molto, moltissimo tempo. Tuttto il tempo in cui, pur non avendo mai smesso di sognare di fare musica, mi sono dedicata anima e corpo al lavoro e alla figlia.
Tante le vicende che mi hanno accompagnato negli anni dal 1994 al 2014, una vita sempre intensa e sempre in lotta con qualcosa o con qualcuno.
Ma io sono sempre stata impaziente, insofferente, ribelle, anarchica. Impossibile ingabbiarmi in qualche progetto a lungo. Inizialmente mi appassiono, mi entusiasmo, sono capace di grandi sforzi per il raggiungimento degli obiettivi… ma mi annoio facilmente. E ancora necessito di stimoli, nuove sfide.
Nel corso della vita ho cambiato impiego, magari anche abitazione, amici, partner…
Ho capito solo ora, in età adulta che, forse, semplicemente il mio spirito mi spingeva in altre direzioni…..
Trovo la strada del cantautorato a 43 anni a seguito di un licenziamento che mi ha permesso, finalmente, di fermami per qualche mese e guardarmi dentro.
Da questa pausa di riflessione è nata AHRI in quanto cantautrice.
Ora scrivere canzoni è l’unico modo per esprimermi con gli altri. Sono infatti una persona introversa, pudica e poco incline alla superficiale socialità.

2 – Parlaci ora di questo ultimo lavoro?

“ Non siamo le maschere che portiamo” è il primo lavoro, dopo “Non chiamarlo amore” nato interamente dalla mia chitarra, sotto il profilo musicale.
Sono io, vista da tante prospettive. Quello che penso, quello che vivo. Non bisogna giudicarmi dalla maschera che porto. Dietro la corazza di donna forte, intraprendente e sicura di sè, si nasconde una fragilità e una ipersensibilità al limite del patologico. Il bisogno di conferme e di accettazione poco si sposa con il mio lato artistico, creando un continuo altalenarsi di paure, insicurezze e senso di inadeguatezza. Sono molto molto lontana da quegli artisti sicuri di sè, spavaldi, vanitosi ed egocentrici, che purtoppo ogni tanto incontro…..

3 – Devo dire mi hai stupito positivamente e non capita spesso. Ascolto tantissima buona musica da artisti indipendenti ma non tutti mi stupiscono. Tu lo hai fatto perchè non ci sono molte donne con la chitarra in mano soprattutto in Italia. Ricordo più che altro Paola Turci e la Grazia Di Michele che poi è sparita, in te trovo anche qualcosa di graffiante tipo la Nannini. Mi piacerebbe sapere gli artisti uomini e donne a cui ti ispiri?

Se devo essere sincera mentirei a dire che mi ispiro a qualcuno. Cerco di tirare fuori la mia essenza più vera, ecco perchè lo definisco un percorso il mio. Cresco inseme alla mia musica. O forse è il contrario…

4 – Ho curiosato nelle tue canzoni su youtube e spotify ,”Immagino”, ”Bastavo poco”, ”Ricordi di lei”, ”Una nuova alba” e ”Non ridere di me” si parla molto spesso dei problemi di una donna. Quanto c’è di autobiografico e quanto è rivolto o pensato comunque per altre donne che non necessariamente sei tu?

Io scrivo della vita. La mia. E siccome ho avuto una vita piena e spericolata ho vissuto più o meno tutto quello che una donna può vivere.
Tutti i miei testi sono autobiografici. E tutti parlano di vita reale. Ed è vero, parolo molto di donne, sempre e comunque. A loro va tutta la mia stima.

5 – Mi sono piaciute le tue canzoni, come nascono sei tu che scrivi i testi e le musiche o hai dei collaboratori?

Le mie canzoni nascono da sole. Vengono fuori già con le parole. Come cantava il Vasco nazionale.
All’epoca pensavo fosse una frase fatta, di effetto. Invece esiste questa cosa. Le canzoni possono nascere da sole.
Scrivo tutto io, testi, melodia, musica. Definisco anche il genere, il mood mentre suono.
Poi, ovviamente, necessito di qualcuno che produca il brano. In questo senso questo è il più grande limite alla mia vena artistica, sempre subordinata alla disponibilità di budget.
Io sono una donna, una compagna e una madre. Non posso permettermi di non comportarmi in modo responsabile e le risorse economiche che uso per la mia attività artistica le guadagno con l’attività live.
Per questo motivo, sono ufficio stampa, agenza booking e social manager di me stessa. Ho creato e curo personalmente il mio sito, dove ho un blog personale e una sezione dedicata agli autori emergenti che preferisco. Ho anche una Playlist Spotify con una selezione musicale in tal senso.

6 – Ho visto che suoni la chitarra ed è parecchio presente nelle tue canzoni, sono curioso di sapere se la suoni anche in studio oppure te ne avvali solo per comporre o accompagnarti durante i live?

Purtroppo non suono io. Non ho studiato nè musica nè canto, e nemmeno chitarra. Tutto quello che faccio è frutto di un orecchio e di una musicalità naturali. Con la chitarra compongo e mi accompagno nei live. Tra i progetti futuri c’è anche quello di suonarmela in studio. Perchè nessuno, nemmeno il migliore, potrà mai suonare con l’intenzione di chi la musica se la crea nella testa e nel cuore. Spesso creo assoli, melodie ecc. con la voce che poi vengono riprodotti da chi suona. Per esempio, proprio, “Ricordi di lei” è tutta arrangiata da me. Con la voce, che poi Riky ha riprodotto con la chitarra. Ma in generale tutto il secondo EP “Non siamo le maschere che portiamo” è arrangiato da me.

7 – Esibizioni live dove possiamo vederti appena tutta questa situazione in Italia sarà risolta?

Ho dovuto cancellare tutto già da ottobre 2019, causa importante infortunio del mio compagno. Ora aspetto tempi migliori, in tutti i sensi. Sia a livello famigliare che a livello nazionale.
Sono presente sulla WebTV L’assedio tutte le settimane e a volte faccio parte di collettivi streaming.

8 – Progetti per il futuro un album, un nuovo EP, collaborazioni?

Un nuovo EP sicuramente. Si intitolerà “Nel tempo che rimane” perchè scritto durante l’infortunio del mio compagno nel tempo rimasto libero dopo le cure mediche e la fisioterapia
Ora 2 singoli. Uno, in collaborazione con Clemmy di Milano, che verrà pubblicato a breve.
Poi…. “una bambina”, ambizioso brano a tema sociale, la pedofilia. (stavolta non autobiografico) che verrà presentato ai più importanti premi musicali italiani già dal 20 aprile

9 – Come definiresti la tua musica?

Faccio di tutto perchè non sia etichettabile. La musica è bella tutta. Ma se proprio devo, la definirei “la mia musica” perchè sicuramente non scopiazzo nessuno. Preferisco fare brutte cose ma che siano autentiche.

10 – Convincici ad ascoltare e a comprare il tuo prossimo lavoro?

Sono troppo liberale per convincere gli altri di qualcosa. Ma se proprio devo, direi di ascoltare tutta la discografia prima di ascoltare gli ultimi lavori. E’ un percorso il mio, e va capito e metabolizzato. Prima di tutto bisogna capire e amare l’artista, poi le sue canzoni. Questo è il mio pensiero.

Mi ha fatto molto piacere conoscerti ed ascoltare la tua musica. All’estero ci sono alcune grandi cantautrici dalla mitica Joan Baez a Suzanne Vega dalla poetessa del Rock Patty Smith a Sheryl Crow, in Italia invece è un ruolo che in parte manca. Grazie allora e facci sapere l’evolversi delle tue produzioni.

In Italia manca spazio per le donne. Le donne faticano a crearsi un seguito di ascoltatori (le donne sono competitive e gli uomini giudicano prima dall’aspetto estetico) e faticano a smantellare l’idea che il cantautorato sia solo lo scopiazzamento di De Andrè o De Gregori….. Subiamo ancora troppo il dominio maschile.
Ma per fortuna ci sono nuove leve molto molto interessanti. Tra cui Levante, Francesca Incudine e ovviamente Ahri (ahahahahahaha)
Insomma donne con carattere, personalità e idee chiare. Sarà un caso che le cantautrici sono quasi tutte siciliane?
Grazie Ben per lo spazio che mi hai dedicato e scusa se mi sono dilungata tanto… Grazie a Megliodiniente per il meraviglioso lavoro che fa per noi autori emergenti. Non è scontato assolutamente ed è encomiabile. Senza persone come voi noi non avrenno spazio.

I SOCIAL DI AHRI

Facebook: https://www.facebook.com/ariannavitale.ahri/
YouTube: https://www.youtube.com/user/AHRIsongwriter
Sito Web: https://www.ariannavitale.com
Instagram: https://www.instagram.com/ahri_ariannavitale/
Spotify:https://open.spotify.com/artist/59BD3WUU4Sa0fVBgDNdcEz
SoundCloud:https://soundcloud.com/ahri_ariannavitale

IL VIDEO DI ”FERMATI”

IL VIDEO DI “FERMATI” IL SINGOLO APPENA PUBBLICATO E SCRITTO E PRODOTTO IN REMOTO CON LA PREZIOSA COLLABORAZIONE DI CLEMMY DELLA ROCCA DELL’ETICHETTA CLEMMY COMMUNICATION.

 

 

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