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Game Over di Herbert Zambelli

Ho letto: Game Over
Autore: Herbert Zambelli
Genere: Thriller
Recensione di Carlo Amedeo Coletta
Dandarandan ta da da tandarandan, ta rara, dandarandan tarara dandarandan, danaaaaan dananaaaan! Bè, non vi dice nulla? Dai! 007! La spia dei servizi segreti di Sua Maestà che, tra una conquista femminile e l’altra, trovava il tempo di salvare il mondo, i cittadini, il governo, Sua Maestà, il postino e il conto in banca!
Ma dove vivete? Comunque, se vi fosse tornata in mente questa colonna sonora, siete pregati di lasciarla ronzare nel cervello per l’intera lettura. Se non la conosceste, hanno inventato youtube. Cercatela e mettetela su. Per l’intera lettura. E non parlo della lettura di questa recensione, figuriamoci. Per questa va benissimo una qualsiasi pubblicità degli anni ’80. Parlo del libro di prossima uscita per conti di PAV Edizioni, GAME OVER di Herbert Zambelli, uomo più da rock che da 007 ma sempre ben inserito in quegli anni lì.
Come quali? Gli anni ’80, dico, quelli ruggenti, e gli anni ’90, quelli sfuggenti. Eppure, sembra strano, il suo libro Game Over è un Thriller ultramoderno che ci catapulta direttamente nel nuovo mondo dei videogiochi.
Sì, bravi, ancora a pensare al Commodore 64 o all’Amiga…quanto mi manchi…no no, nulla di tutto questo!
Se avete la mia età, di fronte a qualsiasi avversità della vita sarete abituati a incolpare le notti insonni passate davanti al computer, perdendo il conto dei neuroni fulminati giocando a Sensible Soccer, Cannon Fodder, The Manager o Formula 1 manager, per dirne alcuni. Intere manciate di sinapsi gettate nel cestino della spazzatura unicamente per arrivare alla fine e ottenere la gloria. Neanche fosse poi tutta sta gran bellezza la signorina Gloria.
Sappiate che adesso, per i giocatori più bravi, tutte quelle sinapsi bruciate hanno un costo. Ci sono persone che vengono pagate per giocare. Ve lo ripeto? Ci sono persone che vengono pagate per giocare. E vengono organizzati tornei e campionati in giro per il mondo con montepremi che Superenalotto spostati! Per questo motivo, ragazzi e uomini di ogni origine, età e provenienza, si organizzano in squadre tentando la fortuna. Ci sono allenatori, strateghi e operativi. Come sempre, ci sono vincitori e vinti. E come sempre, tra i vinti, c’è anche quello che la prende male. Molto male. Nel caso del libro Game Over, malissimo! Lasciamolo qui questo cattivone. E’ un thriller, mica vi posso spiegare tutto!
Voltiamo pagina. Ci sono Roberto, Paolo, Carlo, Ruggero e Christian amici, confidenti, giocatori. Ci sono Micheli e Inverni, amici e colleghi. Poliziotti. E c’è Ghilardi, figlio d’arte, anche lui in divisa. E c’è un’indagine difficile da seguire per chi è abituato ai crimini che avvengono nella realtà. Vi chiederete: ma che c’entra la polizia con i videogame?
Provo a spiegarvelo senza svelare il mistero. Potrei incorrere in una brutta fine se aprissi troppo la bocca e quei bravi poliziotti saranno sicuramente ancora impegnati nelle loro indagini. Rimarrei un caso irrisolto.
Se qualcuno, uno con gli attributi, uno che sa muoversi nei videogame e nel mondo criminale, volesse vendicarsi di ciò che ritiene un torto subito, come potrebbe riuscire nell’intento senza essere subito preso?
Bè, ad esempio, potrebbe creare un videogioco o un meccanismo tale per cui un eventuale inconsapevole giocatore, una volta terminate le vite nel mondo virtuale, potrebbe lasciarci la pelle anche nella vita vera, comodamente seduto sulla propria poltrona, davanti allo schermo collegato alla propria console di gioco, tutto solo nella propria stanza o in salotto. Riuscireste anche solo a sospettare qualcosa? Difficile.
Il nostro Herbert Zambelli, invece, ci porta per mano in quello che è ancora un mondo sconosciuto per molti di noi. Forse solo intuibile per molti appassionati. Un mondo virtuale divenuto una professione, con tutte le conseguenze del caso. E come sempre, di qualsiasi realtà si parli, le dinamiche dell’uomo rimangono le medesime e immutate: amore, amicizia e fiducia contrapposte al risentimento, al desiderio di vendetta e all’ambizione. Siamo persone semplici, amiamo con il cuore, ragioniamo con l’orgoglio e il portafogli.
Herbert Zambelli riesce nel difficile compito di modernizzare un genere fermo da molto tempo. Se è condivisibile pensare che le leve dell’uomo siano quelle esposte sopra, è sicuramente vero che il mondo cambia, la realtà varia e, in un genere come questo, anche gli scenari si aggiornano. Non solo. Herbert riesce in un connubio difficile da realizzare: i sentimenti della vita vera, piena e vissuta contro le sensazioni artificiali ma non meno forti create con la realtà virtuale. Vengono i brividi a pensare quanto i due mondi abbiano un confine sempre più sottile tra loro. Arriverà il giorno in cui si mischieranno al punto da non poter più distinguere cosa sia vero e cosa no? Di certo, il frutto di un primo mix già si nota in questo romanzo.
Qualcuno ribalta nella vita vera la frustrazione nata nel mondo virtuale. Non è forse questo il primo passo?
Vi parlerei di questo libro ancora per molto. Le dinamiche dell’indagine sono avvincenti, i personaggi sono pieni di caratteristiche che li pongono sia nell’appartamento accanto al nostro sia, invece, ad anni luce dal nostro quotidiano. E poi c’è il cattivone che, oh, è proprio cattivo!
E non dimentichiamoci la colonna sonora obbligatoria!
Dandarandan … E se vi va … ta da da tandarandan … a presto e … ta rara, dandarandan tarara dandarandan
Buona lettura!
Danaaaaan dananaaaan!

Comments (2)

  1. Irene 23 Luglio 2020
    • megliodiniente 24 Luglio 2020

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