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Arianna Poli – Grovigli – La recensione.

 

Ho ascoltato: Grovigli
Artista: Arianna Poli
Recensione di Carlo Amedeo Coletta

Vi ricordate quando intorno ai vostri vent’anni eravate supereroi? Dai, siate sinceri, non vi siete mai sentiti immortali e con una voglia irrefrenabile di ribaltare il mondo per renderlo più simile a voi? Davvero non avete mai pensato che se le cose fossero girate come vi frullava in testa, tutto sarebbe stato meglio? Ma sì che vi è capitato!
Bè, se così non fosse, sappiate che in più di una fase della mia vita ho avuto queste pulsioni. Strano io o strani voi, poco importa. Di certo, e su questo non ho dubbi, molti dei momenti della vostra vita sono stati accompagnati da una canzone, una musica o un artista particolare. Un po’ come avere una colonna sonora sempre a portata di cervello e ricordo.
Bene, avete per caso voglia di dare un calcio a tutto e tutti? Volete trovare quell’energia e quella rabbia da incanalare nel cambiamento di voi stessi e della vostra vita? Come potrebbe dirvi un dottore armato di pillole e farmaci, vi prescrivo almeno un ascolto al giorno di Arianna Poli, preferibilmente la mattina appena usciti di casa. Due gocce del brano “finchè esisto”, per esempio. Lo trovate in blister, capsule sicuramente dure, nell’album “Grovigli”.
Vedrete che magnesio e potassio, in confronto, saranno come caramelle di zucchero sciolte nell’acqua.
Arianna Poli è una che ce la sa. E’ inutile starsela a raccontare. Anche all’orecchio di uno come me che può vantare l’unico titolo nobiliare di acquirente finale, questo fatto risulta evidente. Arianna suona la chitarra così bene e forte da farle prendere fuoco e quelle fiamme non impiegano molto a impossessarsi della mente e del corpo di chi ascolta.
E che voce ha Arianna Poli? Me lo state chiedendo? Ve lo state chiedendo? Sono buono e ve lo dico anche se, in effetti, sarebbe meglio se andaste a sentire.
Arianna ha una voce forte e graffiata, grintosa, non sai bene se ci stai litigando o se assisti a un concerto.
Mi accorgo, man mano che scrivo, di come sia difficile parlare di un’artista quando è evidente che sia particolarmente dotata. Sì perché credo sia come a scuola. Alla fin fine, a uno studente da 10 che je devi dì? E infatti non dici nulla e scrivi 10. Se fosse stata da 7, allora se ne sarebbe potuto parlare all’infinito.
Siccome sono uno scrupoloso, sono andato a cercare anche l’album precedente intitolato “Ruggine”. Mi son detto: vedrai che si potrà parlare di evoluzione di testi, suoni, arrangiamenti e belinate varie.
Macchè!
Forse ancor più bello dell’ultimo di cui, però, ho sentito solo le 3 canzoni a disposizione per capire che cantante sia Arianna Poli.
E niente, quando una ha il talento, ce l’ha e basta. E non mi resta che ascoltare e ascoltare, in silenzio, per provare ogni volta a trovare una sfumatura diversa, un verso delle sue canzoni più o meno condivisibie o criticabile.
Mi piace, in questo momento, avere Arianna Poli come colonna sonora di questo particolare momento di vita. Sì, sono seduto in macchina, al caldo e senza condizionatore, ma il sole sta girando, tra qualche minuto l’ombra arriverà proprio qui, anch’essa attratta da questa musica. Esagero? Bè, può essere, ma sono gli artisti a creare certe suggestioni e di certo Arianna non si fa pregare in questo.
Per cui, ricordate, un ascolto dopo colazione e, in caso di bisogno, uno nei momenti in cui siete più giù e vi serve la carica a molla per saltare oltre l’ostacolo.
Come il titolo di una delle mie canzoni adesso preferite, in questi casi si dice Buona fortuna.
E buon ascolto, ovviamente
A presto!

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