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La vittoria

Nella trasferta veneziana vincono, prima del calcio d’inizio, sempre loro: gli ultras. I numerosi tifosi granata giunti a Venezia hanno passeggiato per Piazza San Marco assieme agli ultras arancio-nero-verde, consolidando l’amicizia tra le due curve. Una giornata all’insegna della sportività e del rispetto, anche e soprattutto questo è essere ultras. Durante il match, poi, ci sono stati diversi striscioni e cori di sostegno che hanno contribuito a rendere il clima della partita molto piacevole.

Riguardo il match invece la solita partita sporca di questo benedetto campionato. Qualche settimana fa Colantuono disse chiaramente che il campionato di Serie B presenta ogni anno ai nastri di partenza un blocco di 2-3 squadre nettamente superiori alle altre e candidate alla promozione diretta (immaginiamo si riferisse a Palermo, Verona e Benevento) più il resto impegnato a contendersi ogni punto partita dopo partita. Partendo dal presupposto che la Salernitana di quest’anno sia parecchio più forte (almeno sulla carta) rispetto al recente passato, ciò che dice il mister è dannatamente vero. In quest’occasione, a Venezia, si è persa una gara molto maschia e combattuta. Sono partite che, a novembre, si possono vincere, pareggiare o perdere. Basta poco, giusto qualche centimetro che fa la differenza sul prodotto finale. Questa è la Serie B: tanto monotona, quanto affascinante. Qui, può capitare che la capolista perda nettamente contro una delle squadre di bassa classifica; chi scommette ogni weekend ne avrebbe di cose da raccontare. Tornando alla partita riteniamo ci sia poco da rimproverare a Colantuono e alla squadra. L’allenatore ha proposto una formazione giusta cercando di lavorare sulle lacune avversarie. I giocatori hanno fatto quel che dovevano fare. Decisivo è stato un episodio. “Sapevo che la partita sarebbe stata tattica e combattuta – ha detto Colantuono al termine del match – Abbiamo giocato tre gare in una settimana e sapevo sarebbe stata dura. Dispiace per come è andata, ci sono state poche occasioni nella partita sia per noi sia per loro. Loro quando hanno fatto l’1-0 si sono abbassati e noi abbiamo fatto fatica a trovare spazi e l’occasione giusta. Di Gennaro? Problema muscolare e l’ho dovuto cambiare. Dal punto di vista della personalità l’abbiamo fatta la partita però negli ultimi 25 metri non siamo stati decisi e cattivi, non abbiamo trovato la zampata giusta”.

Già. A questa squadra manca ancora qualcosa in zona offensiva. Gli attaccanti ci sono, il mercato ha portato individualità in grado di offrire al mister una certa eterogeneità, eppure ancora si fa fatica a trovare la via del gol. Colantuono sembra avere bene in mente il da farsi e in effetti tocca dargli credito: arrivati a questo punto è forse l’unico reparto da sistemare. Per il resto difensori e centrocampisti sono in netta crescita, la squadra ha assimilato i due moduli proposti dal mister mostrando una certa capacità di adattamento. La Salernitana, oggi, ha già una sua identità: si sa difendere, sa esser costante e sa mantenere quell’organizzazione tanto cara al tecnico. Senza dimenticare che dopo la sosta ci saranno importanti recuperi dall’infermeria. Migliorini, Perticone, Rosina, Di Gennaro, Akpa Akpro e Orlando potranno dare una grossa mano nelle prossime partite.

Domani pomeriggio intanto si torna all’Arechi: contro lo Spezia c’è un solo risultato da ottenere.

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