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5 Settembre

 

Di Francesco Montalto

 

Quel giorno Jim guardava l’alba arrivare dalla finestra.
Jane dormiva ancora,
coperta dal lenzuolo che copriva appena il suo corpo seminudo.
I bicchieri erano sul comodino.
La bottiglia vuota.
Il posacenere pieno.
Jim era in mutande.
Guardava fuori scorgendosi dal davanzale.
La strada era ancora deserta.
L’umidità sui tetti delle auto densa.
Erano le 5.00. Era fine estate.
L’aria fresca sapeva di libertà…
Jim prese la tazza piena di caffè
e cominciò lentamente a sorseggiare.
Si avvicinò senza fare rumore al letto e rimase lì
a guardare Jane dormire.
Sembrava una bambina. Era bellissima.
Respirava silenziosamente nonostante la sbornia della sera prima.
La luce cominciava a introdursi nella stanza,
i pensieri a riprendere la solita forma ingombrante
e le voci al piano di sopra sempre più forti.
Ma Jane dormiva. Morbida.
Con i capelli spettinati adagiati al cuscino.
I morsi delle zanzare si intravedevano.
Jim la guardava, sfiorando i suoi capelli biondi, delicatamente.
Il sole era già alto. I rumori là fuori erano già vivi e confusi…
Suonava il citofono nell’appartamento accanto.
Era il solito postino.
Jane dormiva beata e Jim la guardava,
sorseggiando un altro caffè.

 

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