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Una vittoria di misura in ricordo di Anastasi.

Articolo di Alessandro Magno

Dopo la coppa Italia la Juventus sembrava finalmente essersi liberata di questa sindrome da risultato striminzito e invece con il Parma è stato ancora un 2-1 ”di corto muso” con annessa sofferenza finale. Personalmente la squadra mi è piaciuta decisamente meno che a Roma perchè se a Roma si era sofferto, dando però sempre l’impressione di poterla chiudere in contropiede, con il Parma si sono avuti 20 minuti finali davvero sulle gambe. Una specie di blackout. Sarà solo stanchezza dovuta al fatto di giocare ogni 3 giorni oppure c’è dell’altro? Sarri mi è sembrato fra l’altro per la prima volta un poco abbattuto in conferenza stampa quasi fosse ormai consapevole che ci sono alcuni giocatori che tengono troppo la palla fra i piedi, per caratteristiche proprie, e quindi poco adatti al gioco di prima e o di seconda che vuole il mister. In primi il grande indicato è proprio CR7, capace di crearsi occasioni da solo e di segnare a raffica ma totalmente indisposto a cedere una palla di prima a un compagno. Con lui sicuramente Bonucci. Fra gli altri Matuidi, Rabiot, Pjanic e Ramsey, anche se almeno pare che questi 4 si sforzino di seguire i dettami del mister. E’ una situazione surreale per certi versi dove il miglior giocatore che abbiamo è anche un cannibale più o meno volontario, sia rispetto al gioco che rispetto ai suoi compagni di squadra. Higuain è uscito dal campo furioso dopo che Ronaldo non gli ha passato due palloni nel finale andando al tiro da solo. A nulla sono valsi i richiami a stare in campo e andare a salutare la curva proprio di Cristiano Ronaldo. Sono filati sotto la doccia imbronciati Higuain e Pjanic e Cuadrado che però oggi abbiamo saputo che stava male. Dybala che è il più in forma di tutti deve fare l’assistman, e menomale lo fa bene, deve accettare questa continua staffetta che diciamolo alla fine può esser anche un poco deprimente dal punto di vista emotivo. Certo Sarri non ha un compito facile nel cercare di spiegare il suo gioco al miglior giocatore del mondo. Per fortuna oggi i risultati aiutano tenendo lontane le polemiche che sono sempre sul chi va la dietro l’angolo.

Chiudo con una chiosa sul grande Pietro Anastasi. Un grande Campione che ha dato fra l’altro all’Italia l’unico campionato Europeo che abbiamo, quello vinto nel 1968, segnando fra l’altro un grandissimo gol, quello del definitivo 2-0 che chiuse la partita, dopo il vantaggio siglato da Riva. Quello che è successo ha semplicemente del vergognoso. Non è possibile che ci sia bisogno di organizzarsi per fare un minuto di silenzio. Alla fine della fiera se la mettiamo su questo piano significa che non si è nemmeno più ”liberi” di morire di Sabato o di Domenica perchè bisogna morire per tempo. Non diciamo eresie. Per ”organizzare” un minuto di silenzio bastava un comunicato ufficiale sul sito della Lega, un comunicato di una riga: ” Su tutti i campi verrà rispettato un minuto di silenzio in onore del compianto Pietro Anastasi”, una riga che tutti gli addetti ai lavori avrebbero letto in mezzo secondo e fatto rispettare sui campi. Una porcheria di questo genere meriterebbe delle dimissioni, ma siccome c’è la Juventus di mezzo, l’odiata Juventus, sicuramente finirà a taralucci e vino. Sono sicuro altresì che fosse successo ad altre squadre i giornali avrebbero montato giustamente un caso nazionale. Voglio ringraziare Ciccio Graziani che ha militato sempre in ambienti antiuventini (Torino, Firenze, Roma) eppure ha sottolineato questo scandalo con l’onestà che lo ha sempre contraddistinto. E voglio ringraziare anche la società Inter che, seppure Anastasi da loro ha giocato solo 2 anni senza lasciare particolarmente il segno, ha fatto fare un minuto di silenzio e ha giocato con il lutto al braccio a Lecce. I defunti non hanno colore e non c’è rivalità davanti alla morte.

 

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