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10 Domande a … Alberto Lombardi

 

1 – Ciao Alberto Lombardi e benvenuto su megliodiniente.com abbiamo ascoltato il tuo ultimo pezzo “Start Again” è siamo qui per conoscerti meglio. Parlaci di te, chi sei, da dove vieni, da quando fai musica e soprattutto perché?

Ciao! Faccio musica da quando ho 12 anni, quindi oltre 30 anni! Ho fatto sempre il chitarrista per altri, da Luca Barbarossa a Massimo di Cataldo, o artisti internazionali come le cantanti del gruppo Chic. Ma non ho mai tralasciato la mia vita “artistica” personale. Negli ultimi anni mi ero dedicato alla chitarra acustica, ispirato da Tommy Emmanuel, col quale ho avuto anche la fortuna di suonare più di una volta, e questo mi ha portato a girare il mondo. Ho un visto molto difficile da avere per suonare legalmente negli USA, infatti ho fatto di recente un bel tour li, poco prima che scoppiasse il casino del Coronavirus. Però sentivo che era il momento di pubblicare questo disco elettrico che tenevo fermo da un po’.

2 – Parlaci ora di questo brano “Start Again”?

“Start Again” parla di reinventarsi e ricominciare. Cancellare la propria immagine di sé. Anche se costa fatica mollare gli ormeggi. Nel testo prendo in prestito anche alcune frasi del celebre discorso di Ulisse ai suoi uomini, che Dante inventa nella Divina Commedia. È il discorso motivazionale per eccellenza, che fa impallidire quello di Steve Jobs. Dante fa dire ad Ulisse ai propri uomini, per convincerli ad andare oltre le colonne d’Ercole, che all’epoca erano considerate la porta oltre la quale il mondo finiva, “Fate ali dei vostri remi” e “per seguir virtute e canoscenza”. Usare queste frasi in un testo italiano è azzardato, ma in inglese penso reggano meglio a causa della barriera linguistica, e non mi è sembrato forzato. Il senso era perfetto per il brano. Musicalmente c’è tanta chitarra, un bel riff e un andamento un po’ reggae che forse ricorda un po’ i Police.

3 – A quali artisti ti ispiri? Ascoltandoti in questo ultimo pezzo ho sentito qualcosa di Chris Rea mischiato con qualcosa di caraibico…

Chris Rea lo conosco poco, ma sicuramente ti citerei Sting per l’eleganza compositiva. Ho preso molto nel suonare dai miei modelli David Gilmour, Clapton, che suono anche spesso dal vivo nel mio progetto di tributo alla Stratocaster, la chitarra che accomuna tutti questi artisti, oltre che Hendrix, John Mayer o Jeff Beck. Ho sempre amato e suonato questa musica e mi sono accorto che aveva un denominatore comune, la chitarra Stratocaster. Quindi ci ho fatto un progetto, e durante quei concerti suono anche le mie canzoni. Infine Jesus Christ Superstar, adoro il teatro musicale.

4 – Ho curiosato nelle tue canzoni su Youtube, ”The Monster” , ”Perfect Lover”, ”Home”, mi pare che la chitarra abbia una parte decisamente importante, sei un grande chitarrista devo dire, ma sei bravo anche a cantare.

Non sono un cantante particolarmente “educato” ma ci metto molta passione. Clearmountain, il fonico di Springsteen e Rolling Stones che ha missato il mio disco, mi ha detto che secondo lui ho una bella voce, “anni 70” ha detto, credo che si riferisse al fatto che canto note alte come andava di moda all’epoca.

5 – Mi sono piaciute le tue canzoni, come nascono sei tu che scrivi i testi e le musiche o hai dei collaboratori?

Scrivo tutto da solo, lo produco da solo, chiamo i musicisti e li registro nel mio studio, visto che in una delle mie vite parallele produco anche dischi per altri artisti e ho uno studio con dei bei microfoni valvolari vintage, rarissimi e preziosi, di cui sono molto orgoglioso. i musicisti con cui collaboro sono gi stessi con cui hocondiviso tanti progetti di musica leggera, professionisti in gamba che hanno fatto tour mondiali dalla Pausini a giganti del Jazz come Roberto Gatto. Però la scrittura la considero una cosa molto personale. Essendo però i testi in inglese ho chiesto un controllo incrociato ad una mia amica di New York, che mi ha consigliato un paio di cose.

6 – Non posso esimermi dal farti questa domanda anche perché ti invidio non poco: com’è suonare al fianco di un mostro sacro come Steve Vai, non ti tremavano le gambe?

No è stato divertentissimo e sfortunatamente troppo breve! Mi piacerebbe ricapitasse. Invece mi sono davvero innervosito la prima volta che ho suonato con Tommy Emmanuel, perchè suonavo quello stile da pochissimo. Oggi sono più sereno e riesco a suonare in teatro davanti a tanta gente quella musica complicatissima con una certa leggerezza. Quando torno a fare i concerti elettrici mi sembra una passeggiata!

7 – Esibizioni live: dove potremo vederti appena tutta questa situazione in Italia sarà risolta?

Il mio Stratocaster tribute è la cosa live che spero di riuscire a spingere il più possibile. Anche perchè è in quello spettacolo che inserisco i miei brani. Avevo date in programma che purtroppo sono saltate vista la situazione.

8 – Progetti per il futuro?

Intanto usciranno i nuovi singoli da questo album la title track dove c’è un bel coro gospel cantato dalle cantanti storiche del gruppo Chic, e poi almeno un altro. Sicuramente anche un nuovo disco di chitarra acustica con arrangiamenti di brani italiani (visto che “Volare” e “Almeno tu nell’universo” hanno avuto molto successo) e anche della Motown. Sono pronti li devo solo registrare, anzi ho già pubblicato un video didattico in cui li insegno con l’editore Stefan Grossman.

9 – Come definiresti la tua musica?

Complessa, ricca, profonda.

10 – Convincici ad ascoltare e a comprare il tuo prossimo lavoro “Home”?

Se vi è piaciuta “Start Again” sostenete il mio progetto acquistando l’album, sarà solo vostro perchè nessuno lo potrà ascoltare su Youtube e il ricavato mi permetterà di farlo conoscere a più persone attraverso una buona promozione.

Grazie allora.

Grazie mille a voi

 

I social di Alberto

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Il SINGOLO – START AGAIN

 

 

 

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