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Angelica e il suo incubo

Oggi non faccio la solita passeggiata…sono giorni che cerco una ragazza di nome Angelica.

Lei è una ragazza che incontrai per caso tempo fa…non ci siamo conosciuti, ma ci sfiorammo per sbaglio, stava passeggiando e qualcuno la spinse facendola inciampare su di me e in quel esatto momento mi trasmise dei pensieri molto brutti…un senso di vuoto…

Sono settimane che la cerco, sento ancora la sua profonda tristezza dentro di me…voglio aiutarla, voglio conoscere la sua storia e il perché di quel vuoto in una ragazza che ha l’aspetto di un angelo…

Per tutte le stelle dell’universo, non posso crederci…eccola!!!

È sopra un’altalena piuttosto malandata che fissa il vuoto…

“Ciao…”

Alza gli occhi su di me come un automa…

“Per favore lasciami in pace…”

“Mi dispiace, non posso Angelica!”

“Come fai a conoscere il mio nome?  Chi sei?”

“Hai ragione scusami, piacere sono Skan6, forse il mio nome non ti dice nulla ma  è da settimane che ti cerco, senza sapere dove e quando poterti incontrare…so come stai…e voglio aiutarti…”

“Non puoi Skan6 o come ti chiami. Certo sei molto strano, non ho mai visto nessuno come te. Non ho paura più di nessuno ormai e quindi nemmeno di te chiunque tu sia.”

Sussurra queste parole a voce bassa, come se non volesse che io sentissi la sua richiesta d’aiuto.

“Angelica  posso aiutarti, lo sto facendo con molte persone, non sono un essere umano ma un alieno con delle doti particolari…vengo da molto lontano ma piano piano mi sto abituando a vivere sul vostro mondo. Sono qui per aiutare persone come te…ti prego permettimi di aiutarti o quanto meno raccontami la tua storia e insieme troveremo il modo di uscirne…per favore…”

M’inginocchio ai suoi piedi per pregarla di farsi aiutare!

“Alzati per favore… mi hai convinto ti racconterò la mia storia…”

I miei occhi iniziano a brillare segno che sono lusingato e contento per la sua scelta.

“Allora prova ad immaginare…
una bambina magrolina, sempre con la gonna e quelle trecce lunghe e bionde…sempre con il sorriso stampato sulla faccia…”

“Ok ci provo.”

“Fin qui è ancora tutto okay, più o meno…
In prima e seconda elementare ero amica di tutti, ero dolce e sempre disponibile…
Giocavo sempre con tre miei “amici” Stefano, Riccardo e Michele.
Stefano mi piaceva all’asilo,
Michele era…il mio migliore amico, con lui giocavo con le macchinine, a far finta di essere Spider-Man…o altre cose…sai con lui il mio lato femminile andava a farsi benedire ah ah.
Aveva iniziato a piacermi, giocavamo sempre insieme, a prenderci, a metterci l’un l’altro in galera…a fare le gare di corse, lo battevo quasi sempre hi hi hi.”

“Bello tutto questo, specie per una bambina…ti divertivi come era giusto che sia.”

“Si…ma poi dalla terza elementare è cambiato tutto…avevo tagliato i capelli, avevo messo gli occhiali…anche loro stavano cambiando.
Non ricordo bene cosa sia successo, ma si allontanarono tutti.”

Noto nei  suoi occhi la delusione che ha avuto…

“Da lì iniziarono le prese in giro…gli isolamenti…gli insulti…i pianti in bagno…i nomignoli.
Si erano inventati pure una malattia se li sfioravo ah ah…
“L’angelichite.”

Dai suoi occhi meravigliosi ma pieni di tristezza stanno scendendo lentamente le sue lacrime come gocce di rugiada che nel mattino terrestre si possono trovare sulle foglie degli alberi o sui fiori.

“Immaginati una bambina di 9 anni: da sola, in bagno a piangere, o nell’intervallo sempre in un angolino sotto al tavolo vicino alla libreria…mentre tutti giocano ai giochi da tavolo, a ballare, a stare insieme.
” Sai anche la mia “migliore amica”, per non finire come me, era entrata nel gruppo di quelli “popolari”…
“Una vera delusione.”
C’era quest’altro bambino, era carino, biondo e con gli occhi verdi, che mi faceva sempre ridere…quando non c’era nessuno ovviamente, non sia mai che qualcuno ci vedeva insieme…
Alla fine anche lui se n’è andato…
Dopo la fine delle lezioni non era meglio…anzi si dimenticavano sempre di venirmi a prendere, aspettavo lì anche quattro ore.
In piscina c’erano tutti i genitori degli altri bambini…e io sempre da sola…mia madre a lavoro, mio padre anche…e i miei fratelli a scuola.”

Mi guarda come se volesse chiedermi qualcosa…

“Adesso dirai loro hanno fatto quello per crescerti…si…Ma si sono mai preoccupati di come stesse la loro figlia? Come mai avevo sempre quella faccia? Come mai avevo quegli incubi? Come mai mi svegliavo piangendo?
Figuriamoci…
Le prese in giro continuarono fino in quinta, ho sopportato tutti quegli anni…da sola…e va bene…
Andando alle medie, pensavo che qualcosa cambiasse.
Invece niente…anche là c’erano i gruppi,e quelle fottute etichette.
Anche là ho passato pomeriggi interi a piangere, a sperare di svegliarmi…e credere che era tutto solo un incubo, che tutto sarebbe tornato come prima…ma no, mai…
La cosa più brutta è che mi avevano messo in classe con la metà delle  elementari.
In più c’era un ragazzo che era ripetente, si chiamava Nathan…
Lui credeva di essere superiore…solo perché era più grande e ovviamente molti  si facevano comandare da lui.”

Quanta rabbia che sento…

“Mi sono fatta bocciare per cambiare classe…dato che non volevano cambiarmi sezione…
Credo che tutti quegli anni di sopportazione…mi abbiano cambiato del tutto.”

“Perché dici così?”

“Perché mi chiedi?
Da che ero una bambina dolce e carina, sono diventata fredda, lunatica e stronza…
Durante l’estate conobbi un ragazzo… “Alex.”
Credevo di aver spento i miei sentimenti, sai?
Lui è riuscito a riaccenderli…e non credere che solo perché ero piccola, non potevo innamorarmi…
Certo se l’ho fatto.
Era più grande di me ed era  da tutt’altra parte da dove ero io.
Ma vabbè…
Volevo provarci…
Ovviamente quando mai la vita vuole darmi qualche gioia?
Era tutto un “non lo so”, un leggere e non rispondere da parte sua, tutto un tira e molla…
Ed ecco un altra cosa da aggiungere allo schifo che avevo accumulato…
Tornai a scuola, avevo deciso di cambiare, di farmi vedere cambiata.
All’inizio sembrava andare bene, pensavano che fossi una bulla ah ah…
Ma poi come sempre tutto finì
Mi sono affezionata ad un altra ragazza, aveva il carattere come volevo io, mi sono confidata…e indovina?
Lei raccontava tutti i miei problemi alla classe…e fui di nuovo isolata.
Cominciarono le prese in giro…mi sentivo ridicola…perché, anche se erano più piccoli di me non reagivo. Questo non l’ho mai capito
Passò un altro anno da schifo, poi un altro…
E da lì ho capito che dovevo cambiare ancora di più, ho iniziato a curarmi…a dimagrire, a truccarmi…
Ora sono in terza media…
Hanno iniziato a cambiare atteggiamento. Vogliono essermi amici, ma sinceramente con la loro amicizia possono solo andarsene a braccetto…
Con quel ragazzo, Alex…ci sto andando avanti da ormai quasi tre anni.
Si, sono stupida lo so…”

“Non sei assolutamente stupida!”

“Ma piano piano sta cambiando…
Con mio padre uno schifo completo, pensa che voglia diventare anoressica e mi obbliga a mangiare…
Dio! So quando fermarmi, okay?
Io voglio solo mangiare bene, non strafogarmi come vuole lui.
Se non fosse per lui ora direi che sto “benino”, ma ogni volta che torna a casa urla…ma non con gli altri, solo con me…con gli altri è gentile, con me urla per ogni cosa che faccio.
Non gli va bene niente e da me non riceverà mai  più nemmeno un piccolo  sorriso.
Non c’è mai stato e continuerà a non esserci nella mia vita.
Spero che questi quattro anni passino velocemente, così me ne vado da mia sorella. (l’ha cacciata di casa).”

“Mi dispiace per tutto questo…però ti dico una cosa, fino ad adesso hai affrontato tutto da sola…ma d’ora in poi non lo sarai più, perché ci sono io con te, resterò al tuo fianco fino a che tu non starai finalmente bene.”

“Grazie Skan6 è molto importante per me questo, ora devo andare che tra poco torna lui, ma mi ha fatto molto bene parlare con te sai? Spero ci rivedremo presto!”

“Tranquilla amica mia, ci sarò ogni volta che lo vorrai!”

La vedo allontanarsi ed andare verso casa…ora ho capito il suo vuoto…non la lascerò da sola, stavolta ha me e la proteggerò “SEMPRE!”
Sono molto stanco ora me ne ritornerò a casa mia, nel mio letto a guardare le stelle e penserò a come aiutare Angelica!

 

SKAN6

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