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Ayrton Senna

Di Luigi Lencioni

 

Il mito Ayrton Senna

Il brasiliano classe 1960 esattamente il 1 maggio di ventisei anni fa perse la vita ad Imola in un drammatico incidente. Un giorno tristissimo per il mondo dello sport e dell’automobilismo. In talento incredibile che nonostante la precoce scomparsa resterà nella storia come uno dei più grandi piloti di tutti i tempi.

1 maggio 1994 il giorno del destino.

Quel giorno, o meglio quel week di Imola segnò la fine di un mito che nessuno mai scordera’ più. Un gran premio che nacque sotto una cattiva stella fin dal giorno precedente, quasi come una maledizione. Il sabato durante le prove perse la vita contro una barriera di cemento il giovane pilota austriaco Roland Ratzemberger. Una tragedia che nessuno ha letto come segno premonitore. A 24 ore di distanza il destino decise di portarsi via Ayrton non solo un pilota ma un simbolo di un intero Paese il Brasile che ancora oggi si rivede nel modo di interpretare la vita del fuoriclasse di San Paolo.

Ayrton Senna da Silva.

Nacque a San Paolo il 20 marzo 1960. Un talento innato per le corse che cominciò la sia carriera proprio in Italia. In Paese che lui amava moltissimo? Non solo per il buon cibo. Anni di kart nella zona di Milano in cui si vide subito la diversità dagli altri coetanei. Viveva di famiglia e kart a ciò non smetteva mai di pensare nemmeno nel momento di coricarsi. Nella vita privata quasi schivo, timido ma sempre con quell’allegria brasiliana negli occhi. Ben voluto da tutti sempre pronto ad aiutare gli altri quando abbassava la visiera diventava un altra persona. Una macchina con un solo obiettivo: la vittoria il resto non esisteva, il piede sempre a tavoletta, un incubo per gli avversari. Per sconfiggerlo c c’era solo una possibilità: sbatterlo fuori pista. Se balzana al comando della gara era impossibile superarlo. Poliglotta conosceva e parlava diverse lingue fra cui l’Italiano. Non amava essere al centro dell’attenzione se non in pista. La sua vita privata ancora oggi ha molto di misterioso. Sentimentalmente si racconta della sua storia d’amore con l’attrice Carol Alt. Un uomo normale un pilota unico, un mito.

La gara del destino.

Quella domenica che cambiò la storia dell’automobilismo nessuno la dimenticherà mai il pilota brasiliano al volante della sua Williams sembrava non avere nessun problema nel portare a termine la gara. Ma in quel giro maledetto qualcosa va storto, un problema tecnico rompe lo sterzo e lo schianto contro il muro di cemento alla curva Tamburello fu inevitabile. Oltre al danno anche la beffa. In pezzo della sospensione destra della vettura nell’impatto sfonda il casco del pilota e lo colpisce alla testa. Una fatalità un destino beffardo. Il brasiliano subito soccorso venne portato in ospedale dove capito che i danni cerebrali erano notevoli e la sua vita in pericolo. Tutto fu tentato per salvarlo ma verso le 18 e 30 Ayrton ci lasciò. Da quel giorno niente nella Formula1 è tornato come prima. Tre titoli mondiali in carriera, 1988, 1990, 1991 e 41 vittorie. Numeri interrotti all’improvviso che bastano per collocare Senna nell’Olimpo dei motori. Epica anche la sua bravura nelle gare sotto la pioggia in cui sembrava galleggiare verso il trionfo.

Il sogno rosso

Senna e la Ferrari, la Ferrari e Senna un binomio che senza quella sfortunata domenica con ogni probabilità si sarebbe ammirato. La scuderia di Maranello punta ancora oggi hai migliori piloti ed Ayrton era uno di quelli. Il brasiliano amava l’Italia ed il mito lo affascinava. Un obbiettivo era vincere il titolo mondiale con la Ferrari e tutto sarebbe andato in quella direzione. Oggi si parlerebbe di un altra storia, un altra Formula 1 perché con Senna niente nel mondo delle corse era scontato, solo il none del vincitore al termine della gara. Il destino a voluto spezzare la vita del brasiliano senza farci sapere quanto forte era il suo talento. Un destino che però nonostante tutto, lo ha reso immortale nella sua breve parentesi terrena. Una vita vissuta al massimo s cui non servono titoli trofei o medaglie per farne un icona dello sport mondiale, un.esempio per i giovani campioni futuri.

 

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