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Cortina di ferro non di fumo….

Di IULIANA BODNARI

 

…tutto comincò con una radio che trasmetteva sulle onde corte dalla Germania e si chiamava EUROPA LIBERA e a casa era vietatissimo ascoltarla pena di severe punizioni , non dovevano influenzarci gli occidentali con idee di ribellione . In settimana ascoltavo , cominciava a trasmettere verso le 17 , non c’erano problemi perché mio padre non era ancora rientrato . Lui era militare allora capivo che le direttive erano quelle , non dovevamo venire su con strane idee in testa poi era a rischio anche la sua carriera o anche peggio ancora, la pensione che avrebbe potuto perdere. Ma la domenica purtroppo era un incubo perché mi nascondevo con il volume al minimo , dovendo sempre girarmi alla ricerca dell’onda buona. Così quel moderatore mi ricordo ancora nome e cognome si chiamava Cornel Chiriac, incredibile però , sono passati una valanga di anni, si occupava sia di politica ovvio essendo un fuorilegge e poi se riuscivi mandare anche letterine le leggeva in diretta , era per quello che non potevo mancare . Mio sopranome, la firma di quelle lettere mi piaceva da morire Jennifer O’Hara ma non mi ricordo più da quale romanzo mi inspirai . All’epoca in Austria a Thening avevamo un parente , uno zio di mia madre, dall’altro ceppo di origine tedesca . Era vietato che la mamma parlasse con noi in tedesco ma che siamo fuori di testa? Così ho imparato il tedesco da sola per poter scrivere a mio zio , avevo un piano diabolico, scrivere a Cornel e raccontare un pò delle mie vicissitudini. Ero un tenera teen -ager scavezzacollo . Sognavo la libertà e mi chiedevo sempre perché non sono nata libera o in un altro paese non in questo mio, dove vigeva la dittatura.Che sfortuna essere nati dietro la cortina di ferro. Mio zio riusciva a mandarmi la famosa rivista per giovani BRAVO e anche adesso mi chiedo come mai Ceausescu ha lasciato che mi arrivasse boh …non ne ho idea, quella si che poteva deviarmi dal comunismo. Lo stavo covando da tempo quel pensiero , mandare a mio zio una lettera e dentro metterne un’altra per Europa Libera. Ne ho mandate molte con quel trucco e venivano puntualmente lette alla radio. Spiegavo come per aiutare la mia famiglia dovevo andare a lavorare per aiutare la mia famiglia a campare , eravamo 4 fratelli ed i soldi non bastavano mai. Spiegai come la politica del marxismo/leninismo poteva andare a farsi benedire per quello che mi interessava. Avevo 14/15 anni e fu quella la mia fortuna e di mio padre, altrimenti si metteva di brutto per mio papà. Ma quel giorno quando spedii la lettera avevo sbagliato perché non di compresi che quel giorno era un giorno sfortunatissimo. La seconda cosa sbagliata che feci fu di mandare quel plico non più nella busta dello zio ma direttamente. Goliardia . Niente , la polizia mi arresto e nessuno sapeva di me. Se quelli mi facevano sparire nessuno sapeva dove cercarmi. Allora vi posso dire che lungo la schiena scese un brivido di ghiaccio e da quel giorno mi feci una promessa segreta. Lasciare il paese con qualsiasi metodo legale o illegale . Mentre loro m’interrogavano avevo la bocca asciutta e mille pensieri per la testa di paura pura, che non sarei mai più uscita da lì, che non avrei mai più visto il sole . I miei mi cercavano dapertutto. Fortuna poi questi avertirono mia madre e lei con mio papà, con i suoi contatti, riusci a tirarmi fuori dalle grinfie della SECURITATE . Un suo amico generale si presentò ed io fui libera di tornare a casa e mio padre mi fece promettere che non avrei mai più ascoltato quella emittente. Promisi e dopo 5 minuti ero attaccata di nuovo in ascolto delle onde corte della mia EUROPA LIBERA e non mi capitò mai più di entrare in quei sotterranei …..e tanti anni dopo guadagnai la mia libertà . La cortina di ferro la buttai giù con il coraggio solo di quella età .

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