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Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Un dualismo calcistico e mediatico

La carriera calcistica di Cristiano Ronaldo da quel 10 luglio 2018, quando la Juventus ha versato un assegno di 117 milioni di euro nelle casse del Real Madrid, è andata incontro ad un vero e proprio cambiamento di rotta, non tanto per l’aspetto sportivo -che a momenti pare sia rimasto lo stesso nonostante un nuovo campionato ed il rigido tatticismo italiano- ma bensì per l’aspetto mediatico. Il portoghese, prima d’allora, era oggetto dell’infinita ammirazione e leccaculitia italiana, sia perché nelle ultime due edizioni della Champions League è stato il principale autore delle eliminazioni della tanto odiata Juventus, sia perché, in verità, si tratta di uno dei più grandi giocatori della storia di questo meraviglioso sport. D’altronde, cinque palloni d’oro, cinque Champions League vinte da assoluto ed indiscusso protagonista, un europeo con il Portogallo, quattro scarpe d’oro ed il titolo di capocannoniere All-Time della UEFA Champions League sono dei premi di cui nessuno nella storia può vantarsi, se non proprio lui.

Nonostante questo, l’intenditore calcistico medio italiano, mentre prima ornava il suo profilo Facebook con l’immagine di copertina della rovesciata di Ronaldo a Torino, ora è diventato il suo hater numero uno. Il dialogo calcistico sulle doti fenomenali del portoghese non esiste più e, partendo proprio dalla discussione in merito al ricco palmares del 7 bianconero, ribatte considerando quanto i trofei contino ben poco perché altrimenti Padoin sarebbe meglio di Totti -Padoin non ha mai vinto un mondiale e nessun trofeo da protagonista con reti o contributi decisivi, a differenza di Francesco, ma questo lui non lo sa-, dimenticando come proprio l’aspetto dei trofei europei si rivendicasse proprio ai giocatori della Juventus quando paragonati ai grandi del calcio europeo e mondiale.

L’aspetto umano del povero Cristiano è quello ad averne risentito maggiormente. Pochi sanno quanto lui sia autore di tante opere di beneficenza volte ad aiutare i bisognosi, o almeno, tutti prima lo sapevano ma nessuno ora lo tiene più in considerazione. Si preferisce parlare delle sue accuse di stupro, e di come da benefattore sia diventato un viscido violentatore di povere donne -innocenti, mica approfittatrici della fama del giocatore per trarre benefici economici e popolari-, citando ancora a sfavore del 34enne di Madeira un caso giuridico archiviato – e chissà perché? – di cui non si parla più da mesi.

La Juventus non ha comprato un grande uomo, una leggenda vivente ed eterna del calcio, ha comprato un maniaco che, inoltre, approfitterà dell’Italia per evitare il carcere in Spagna in seguito alla vicenda relativa all’evasione fiscale. Proprio quest’ultimo capo d’accusa non è minimamente considerabile un atto giustificabile, ma anche Leo Messi fu accusato di evasione fiscale e costretto a pagare una multa piuttosto salata. Di chi si parlerà maggiormente in merito alla vicenda? Quale calciatore è riuscito causare maggior disapprovazione e quale è passato sotto il silenzio?
L’uomo si è tramutato in un essere ripugnante, quel tipo di persona dal quale i propri genitori invitano a prendere le distanze.

Ma l’aspetto calcistico in tutta essenza?

È proprio qui che l’italiano medio sfoga la sua spaventosa ignoranza trasformabile in presunta consapevolezza della propria cultura calcistica. “Messi è un alieno, ma Cristiano Ronaldo è l’ultimo degli umani”. “Messi è meglio e non accetto discussioni”.

Frasi ultimamente sentire e risentite, fino a destare persino disprezzo verso una fetta di tifoseria che, dopo aver osannato Ronaldo per le sue gesta contro i bianconeri, dimostra semplicemente la frustrazione nel vedere il portoghese con la casacca della Juventus, nonché l’odio ingiustificato verso un club i cui tesserati fanno semplicemente il proprio lavoro: giocare a calcio e lavorare per vincere.

Ma analizziamo il confronto tra la Pulga argentina e l’asso ex Real Madrid. Entrambi hanno vissuto un periodo leggendario nel quale vantavano una ben marcata superiorità verso il rivale. Messi con il Barcellona di Pep Guardiola e Luis Enrique, mentre Cristiano Ronaldo con il Real di Carlo Ancelotti e Zinedine Zidane. Entrambi vantano cinque palloni d’oro, tuttavia, a favore del portoghese, giocano il numero delle Champions League vinte; cinque da protagonista assoluto con gol in quattro finali, contro le quattro di Messi, di cui quella di Rijkaard contro l’Arsenal di Wenger, vinta da attore non protagonista mentre scaldava la panchina a Ludovic Giuly, Ronaldinho e ad Eto’o. Non meno importante, ma altro fattore pro-Ronaldo è il numero delle vittorie europee lontano dal tanto amato giardino di casa -Manchester United e Portogallo-, dei trofei con la nazionale, del numero di gol nella Champions League, dei premi individuali, del numero di gol tra club e nazionale -687 contro 677-. Statistiche alla mano, il confronto tra i due ha un solo epilogo, e i numeri fanno da sentenza definitiva, senza essere oggetto di interpretazioni.

Tuttavia, l’aspetto relativo alle caratteristiche individuali dei due fenomeni permette lo sviluppo di un dibattito, nel quale ognuno è libero di esprimere la propria preferenza senza tentare di prevalere in maniera arrogante ed offensiva su chi la pensa in maniera diversa.

L’occhio dell’amante del calcio vede un Leo Messi godere di un dribbling sensazionale, di una visione di gioco senza eguali a differenza del portoghese, il quale vanta una forza ed una potenza fisica senza eguali nella storia del calcio, e condivide col 10 blaugrana solamente una fenomenale capacità realizzativa. Due giocatori tanto fenomenali quanti completamente differenti. L’argentino sembra la reincarnazione di Diego Armando Maradona, il portoghese ricorda il profilo di Edson Arantes do Nascimiento, noto come Pelé.

Tuttavia, se non si parlasse di uno fsport di squadra, Messi probabilmente sarebbe il migliore di sempre, ma il calcio impone anche l’essere dei trascinatori e leader carismatici, doti che l’argentino non ha mai avuto, e le sue sconfitte con la nazionale Argentina -senza Xavi, Iniesta e Busquets, giocatori ai quali Leo deve fare una statua per i successi della sua carriera-, ma anche certe pesanti eliminazioni dalla Champions League come quella per mano del Bayern nel 2013, della Juventus nel 2017 e della Roma nel 2018, lo dimostrano. Quando al Barcellona e alla Seleccion è mancato l’appoggio del leader, Lionel Messi non ha mai risposto “presente” all’appello.
Del carisma e dell’essere leader assoluto, Cristiano Ronaldo ha fatto delle grandi virtù che ne hanno contraddistinto la carriera. Il primo a mettere il suo zampino nelle vittorie delle sue squadre, e l’ultimo a mollare anche quando a prevalere è stato l’avversario.

La bellezza impone un occhio di riguardo verso Leo, ma l’essere vincenti per antonomasia -non a caso Ronaldo ha ottenuto più successi in più piazze-, il carattere, la potenza e l’essere uomo spogliatoio abbracciano calorosamente Cristiano Ronaldo, la cui partenza ha pesato tantissimo per il Real Madrid di Julien Lopetegui e pesa altrettanto anche a Santiago Solari.

Lionel Messi è il giocatore che tutti vorrebbero vedere quando si va allo stadio, ma Cristiano Ronaldo è quel giocatore che – oltre a trasmettere una pazzesca professionalità grazie al maniacale lavoro quotidiano che aggiunge al dono divino del pallone – ha vinto di più, segnato di più, ed è stato più decisivo nella sua carriera. Meno bello da vedere ma efficace quanto un machete, il compagno che tutti vorrebbero nella propria squadra.

Una cosa è certa: in futuro queste leggende mancheranno tantissimo a chi ama questo sport, perciò è giusto goderseli finché vi è la possibilità di ammirarli. Due fuoriclasse da amare incondizionatamente, senza pregiudizi, senza che in essi possa prevalere l’odio per un club o meno.

Nonostante ciò, in Italia si racconterà alle future generazioni come, da quel 10 luglio 2018, quando ha iniziato ad indossare la maglia della Juventus, quello che prima di allora era considerato il più grande della storia ovunque tranne in Catalonia e in Argentina, sia diventato un maniaco, evasore e giocatore normale ed inferiore a Messi e, probabilmente, non solo.

Perché, che piaccia o no, Cristiano Ronaldo logora chi non ce l’ha.

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