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UN PO’ D’ETICA IN POLITICA

Di Lalu

È ora
Di scegliere ancora
Da quale parte stare.
Coi buoni o coi cattivi?
Lo gridano a gran voce
Dai puliti, e la gente
Confusa da un saccente
Piano promozionale
È certa di restare
A fianco di vincenti
Partiti oppure forti
Poteri istituiti
Da chi li vuole morti.
Teniamo chiusi i porti
O apriamo verso il mare
La nostra anima candida,
Per poter navigare
Su quelle antiche rotte
Che furono corrotte
Fin dai remoti tempi
Di Guelfi e Ghibellini
Di lotte ed intestini
Giochi di potere
Meschini desideri
Di onori senza onere
Mi danno da pensare
Che è ora di cantare
Al posto di una muta
Paura e singolare
Voce di chi rifiuta
Di vendere anche il mare.
Un nuovo dio narrante
Mi è entrato nella testa
Non sono io a parlare,
Ma lui, da una finestra:
-Su quanto è brutto il mondo
ne han fatto girotondo,
ma chi alle vie di fatto
passare poi dovrà
si dice il Cittadino
che da sborsare avrà
per dare a quei cretini
che stanno al Parlamento,
stipendi e bonus varii
al Governo, tutto quanto.
I furbi già lo sanno
non c’è pena di morte
andiamo, presto e subito
incontro a miglior sorte!
Se poi sopravviviamo,
l’Italia a noi aprirà
tutti quanti i suoi porti
e tanta libertà
di far ciò che ci pare,
affare losco o vendita,
il bel Paese sarà
costretto a far di un fascio
ogni singola realtà.
Poi dicon dei razzisti
Di questi italiacani
Si chiamano leghisti
A noi rompono i piani
Di fuga o d’invasione?
Aperta è la tenzone
Per la mondovisione
Tra il Premier e la crucca
Che in fondo al mar si butta
Per 5mila euro
Farei anch’io di meglio.
Senz’altro io non vado
In un altro paese
A rendere del tutto
Le regole di Stati
Inappropriate o invalide,
Per favorir gli scali.
Sono 42, quei poveri africani
Tu vivi in un castello
Con i tuoi sette alani.
Portateli tu a casa
Che hai bella e prosperosa
Che noi dall’indigenza
Parliam come potenza
Votante di una Italia
Che poveri ci ha resi,
Son tutti manigoldi,
Corrotti e pure ingordi.
Già ci pensò Platone
Nella sua grande opera
Ed anche Cicerone
Lo scrisse in una lettera:
-chi vuole governare,
alcuna proprietà
lui non può amministrare.
Che già amministra isole,
penisola e le terre
che alcune Noi perdemmo
durante le due guerre. –
Come sarà la terza?
Si chiede la mia testa…
A me già ora sembra
che noi ci siamo dentro,
Che sia quarta, o la terza,
Stagione di episodi
Che saga cominciò
Già con Romano Prodi.
È facile assai scrivere
Chilometri di pagine
Su quanto siano brutti
Leghisti ed ignoranti
Vorrebbero che i tanti
Che fan delle promesse
Fossero tutti uguali
Al loro Presidente.
Se questa è la politica
Tenetevela voi,
Per me già è una fatica
Il viver quotidiano
E al vostro triste piano
Di fare dell’Italia
Lo scarico di Europa
Rispondo con le rime
Su quanto sia la poca
Coscienza di ogni cosa
A farvi dire in prosa
Che siamo brutte anime
E che sia nostra la colpa
Se delle Vostre case
Chiudete voi la porta.
Dovremmo accogliere tutti
Siam proprio tanto brutti
Perché ci mancan soldi
Diritti ed un lavoro
Per render la Repubblica
Il giusto suo tesoro.
Abbiamo arte e industria
Però è dei porti e basta
Che voi vi interessate
Facendo degli sbarchi
Le vostre sporche crociate.

 

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