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GIVEN TO ROCK – Al servizio del suono.

Intervista di Ricky Rage Gramazio
Lo ammetto, quando mi capita di incontrare persone innamorate della musica, e definirle
innamorate non rende davvero l’idea, beh, non posso non desiderare una conversazione, un
confronto o un semplicissimo scambio di battute. E più forte di me, credetemi. Giovanni Gagliano,
musicista e blogger piuttosto apprezzato, è sicuramente un personaggio con il rock nel sangue, che
vive la grande musica a 360° e che stimo moltissimo. Ascolta, racconta, propone e condivide,
sempre con gusto, trasparenza e innata sensibilità. Che dire, leggete l’intervista e aggiungete ai
preferiti
Given To Rock. Imperativo.
Eccoci qui. Finalmente ho la possibilità di chiacchierare un po’ con te. Domanda sicuramente
banale, ma doverosa. Nel caso lo sapessi, chi sei?
Un piacere scambiare quattro chiacchiere con te. Lo so chi sono, almeno credo. Mi chiamo
Giovanni, vivo a Londra da quasi 9 anni e ho una fortissima passione per la musica. Mi piace creare
nuova musica e anche scrivere di musica, sul mio blog,
Given to rock.
Ciò che più mi ha colpito è la passione incredibile per la musica in generale e
per il rock in particolare. Cosa continua a muovere le tue corde?
Beh, mi fa molto piacere che la mia passione traspaia. La musica è l’unica cosa che riesce a
muovere certe corde, non ne posso proprio fare a meno, sia come ascoltatore che come musicista.
Non potrei vivere senza.
Il primo ricordo legato al rock and roll?
Il Freddie Mercury Tribute è l’evento che ha cambiato un po’ tutto. Amavo già i Queen da
ragazzino, ma quel live mi ha aperto le porte a tutta la musica che ascolto oggi. Ricordo che ho
ascoltato quel bellissimo live in radio. Malissimo perché la ricezione era tremenda. L’apertura di
quel concerto era Enter Sandman dei Metallica, ho detto tutto.
Senza punto di domanda e senza punto esclamativo. Nudo e crudo, oltre che a ruota libera.
Londra…
Londra è una città stupenda, che offre tutto quello che una persona possa cercare, ma se la prendi
dal verso sbagliato o se non hai uno stipendio decente, può anche affossarti come poche. Io la adoro
dal primo minuto. Puoi esibirti come artista o guardare un concerto fighissimo ogni singola sera. Sta
a te. Se poi uno viene a Londra per fare esclusivamente casa-lavoro, meglio andare da altre parti.
Quali sono le differenze principali tra l’Inghilterra e l’Italia, chiaramente a livello musicale?
Londra è il posto che mi ha spronato a comporre musica mia. Venendo dall’esperienza italiana, mi
esibivo portando esclusivamente cover, ma vedevo che ero quasi l’unico a farlo nei contesti degli
open mic. Da lì ho cominciato a comporre e non mi sono più fermato. Ho fatto 5 dischi in pochi
anni. Fossi rimasto in Italia non credo li avrei fatti.
Il tuo blog è seguito e, a mio avviso, è zeppo di contenuti importanti. Prima però eri piuttosto
attivo anche su Youtube. Cosa è successo? Chiaro, se ne vuoi parlare.
Grazie mille. Adesso ho deciso di pubblicare i miei video su Facebook per due motivi. Il primo è
per cercare di concentrare il mio pubblico e non disperderlo in tante piattaforme. Secondariamente
​perché giudico Youtube una piattaforma scorretta che cambia le carte in tavola in corsa. Ho
accumulato del credito grazie alle visualizzazioni e successivamente Youtube ha imposto la regola
del minimo di iscrizioni. Non lo faccio certo per i soldi, ma lo trovo proprio scorretto. Youtube ha
fatto soldi grazie alle pubblicità sui miei video e quel credito è rimasto a loro. Poi, secondo questa
nuova regola, successivamente mi ha tolto anche l’opportunità di fare dei live streaming, che mi
piaceva tanto. Scorretti proprio. Credo che il loro piano sia quello di eliminare i piccoli canali.
Recensioni, video, notizie e articoli, ma soprattutto musicista e cantante. Raccontaci un po’…
Quello che faccio può risultare stressante per molte persone, ma la passione è talmente tanta che per
me non è affatto uno stress. Scrivo giornalmente recensioni e classifiche su Given To Rock e trovo
anche il tempo per portare in giro, chitarra e voce, il mio materiale da solista.
Giochino bastardo. Da qui fino alla fine dei tuoi giorni potrai ascoltare solo tre dischi. Hai
poco tempo per scegliere, senza ma e senza se.
Tre dischi? Ma sei pazzo? Va bene la sparo lì:
Live After Death degli Iron Maiden,
Scenes From A Memory dei Dream Theater e un live a caso dei Pearl jam.
Dai, sei stato bravo. Te ne concedo un quarto.
Ah, grazie. Ci aggiungo Use Your Illusion 2 dei Guns N’ Roses.
Un’altra tua grande qualità è l’assoluta trasparenza intellettuale. Non spacci nulla per legge
assoluta e motivi alla grande le tue idee. Credo che la chiave sia proprio l’ascolto infinito di
musica, l’unico modo per avere sempre un giudizio onesto e attendibile. C’è però qualcosa, un
genere, una band o una situazione che proprio non digerisci?
Ti ringrazio molto. Mi piace dire sempre quello che penso, a costo di “ferire” chi mi legge. E mi
piace mantenere i voti delle recensioni coerenti con la storia della musica. Andando in giro per i siti
vedi che la maggior parte dei dischi (anche molto trascurabili) hanno come voto 8. E allora ai dischi
imprescindibili e alle pietre miliari, quanto mettiamo, 15?
Raramente metto un 8, capita forse una volta l’anno. Una cosa che odio nelle band è nell’arte in
genere è copiare spudoratamente qualche altro gruppo. Hai presente quella giovane band che vuole
copiare i Led zeppelin? Preferisco ascoltare una band scarsa con le proprie idee, anche sgangherate,
che quella. Per me proprio inconcepibile. Ma è un mio pensiero personale, ci mancherebbe.
Lo so, è spinoso, ma devo chiedertelo. Il tuo rapporto con i talent, con i media e con il
mainstream?
I talent per me sono la morte della musica. Ecco, ho detto anche questo. E, soprattutto, la musica è
una cosa troppo grande per essere ridotta ad una competizione. Siate folli e originali, non vi piegate
mai alla TV o alle radio. E suonate musica vostra, non cover. Se voglio ascoltare un classico mi
ascolto l’originale, che senso ha? Dignità, sempre.
Progetti futuri?
Ad un certo punto mi verrà l’ispirazione per il sesto disco, credo. Per adesso mi limito a portare in
giro la mia musica e a scrivere giornalmente su
Given to Rock.
Un messaggio per i giovani lontani, ahimè, dalla musica rock? Travestiti da guru e predica…
Il rock è la musica che preferisco, ma ci sono tantissimi generi validi in giro. Rispetto tutta la
musica suonata con il cuore e con i veri strumenti musicali e rispetto tutti i musicisti in grado di
suonare la propria musica senza aiutini vari.
Saluta chi vuoi.
Saluto e ringrazio te per questa bellissima intervista e saluto tutti coloro che tengono alla musica.
Scrivete musica originale a qualsiasi costo, e teniamola in vita.

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