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I numeri nello sport: 10 PELE’ 23 JORDAN

 

Articolo di Ignazio Mongelli

DAL 10 AL 23 
Dal risultato di una partita al tempo su un cronometro, lo sport viene da sempre raccontato attraverso i numeri. Questi possono essere freddi e spersonalizzanti, come la valutazione economica di un cartellino di un calciatore, ma possono essere anche la cosa più passionale e coinvolgente. I numeri sulle maglie, ad esempio, ci suscitano delle emozioni e ci portano alla mente dei ricordi indelebili.
Fra i numeri storici ce ne sono 2, il 10 ed il 23, che rappresentano da sempre la grandezza, il genio ed il talento di due sport come calcio e basket. Ma questi 2 numeri epici si portano dietro entrambi una genesi particolarissima.

LA 10 DI PELÈ

Per tanti anni i numeri di maglia delle squadre di calcio sono stati sempre li stessi. Da 1 a 11. Ogni numero identificava un ruolo ben preciso. 1 il portiere, 9 il centroavanti, 11 l’ala , 6 il ruolo oggi scomparso del libero. E poi c’era il 10. Il numero del fantasista, del giocatore di maggiore talento, insomma il calciatore immagine della squadra.
Ma la maglia numero 10 è diventata così importante solo dopo una partita in particolare. L’ 8 giugno del 1958 si gioca, per i mondiali in Svezia, Brasile-Austria. Nei verdeoro c’è seduto in panchina un 17enne, con il 10 sulla schiena, che dal momento in cui metterà piede in campo cambierà per sempre la storia del calcio e di conseguenza della maglia che indossa. Il suo nome è Edson Arantes do Nascimento, ma il mondo lo conosce come Pelè.
Il 10 sulle spalle di Pelè quel giorno, però, non venne scelto dal giocatore o dalla federazione brasiliana, bensì da uno sconosciuto funzionario della FIFA. Il Brasile, infatti, non aveva assegnato nessun numero quando aveva presentato la lista dei convocati e così la FIFA si vide costretta ad assegnarli a caso, senza conoscere le effettive caratteristiche dei giocatori. Gilmar, il portiere, giocò con il 3, Altafini, il centravanti, con il 18 e Didì, l’ala, con il 6. E Pelè con il 10. Numero che, da quel giorno, lui e altre icone del calcio come Maradona, Platini, Baggio e tanti altri, hanno reso leggendario.

IL 23 DI MICHAEL JORDAN

Anche nel basket come nel calcio il numero più iconico lo si deve ad un giocatore, probabilmente il più grande di tutti i tempi. Da quando Michael Jeffrey Jordan è sbarcato in NBA nel 1984, tutto quello che ha fatto, sul campo da gioco e fuori, è diventato tendenza. E il numero 23 che indossava non ha fatto eccezione. Dopo di lui giocatori come Lebron James, Anthony Davis o Draymond Green hanno voluto indossare questo mitico numero.
La storia di questo numero parte durante l’infanzia di Jordan. Il piccolo Michael, infatti, pensava di valere meno del fratello Larry, che a livello liceale era un buon giocatore di baseball, sport preferito del padre. Il numero di maglia di Larry era il 45, così quando Michael dovette scegliere il numero prese il 23, perché pensava di valere la metà del fratello. Jordan indossò il numero 23 fino al 1993, anno del suo terzo titolo ma anche del drammatico omicidio del padre, evento che lo portò a ritirarsi dal basket e a dedicarsi al baseball per onorare il papà.
Quando Jordan tornò a giocare nel 1995, lo fece con il numero del fratello, il 45, perché voleva che l’ultima partita giocata con il 23 fosse una partita vista dal padre. Il proposito però durò poco, perché durante i playoff di quell’anno non resistette e tornò a giocare con il 23, facendo pagare ai Chicago Bulls, la sua squadra, 25mila dollari di multa perché il numero non era registrato. Jordan dal 1996 al 1998 vincerà altri 3 titoli con delle partite che lo consacreranno come leggenda, non del basket, ma dello sport mondiale. Sempre con il 23 sulla schiena. Il numero di Michael Jordan. Il numero del basket.

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