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IL TRICHECO E LA PELLICOLA Quando i Beatles presentarono Magical Mystery Tour

 

Articolo di Riccardo Rage Gramazio

I Beatles e l’insuccesso…
Rileggete questa prima frase e soffermatevi per una decina, magari per una ventina di secondi. Sembra un’affermazione folle e priva di logica. Sto scrivendo proprio dei Fab Four, della band più popolare della storia e di un loro eclatante fiasco. I Beatles, i mitici Beatles. Ebbene sì, anche il quartetto musicale per eccellenza, difficile da credere, è riuscito a toppare qualcosa.
D’accordo, pseudo-provocazione lanciata, ma ora ridimensioniamo il tutto e andiamo con ordine.
Nel dicembre del 1967, al Royal Lancaster Hotel di Londra, viene proiettato in anteprima Magical Mystery Tour, il primo e unico film ideato e gestito in tutto e per tutto dai Beatles. Prodotta dalla Apple Film, la divisione cinematografica della gloriosa Apple Corps, la pellicola racconta le vicende più o meno assurde di alcuni personaggi, tra i quali i leggendari membri della band. Il tutto avviene nel corso di uno strampalato viaggio in autobus nel sud dell’Inghilterra. Sceneggiatura scarna e assenza quasi totale di trama caratterizzano, se così si può dire, l’opera. Un esperimento visivo, più che altro, nato dalla mente di Paul McCartney e assecondato dai soci. Cinquantacinque minuti di sketch grotteschi, comici e psichedelici, qualcuno carino e qualcuno bruttino. Qua e là, chiaro, la musica dei nostri amatissimi liverpudlians, musica che, per nostra grande fortuna, è sempre stata di altissimo livello. Ne parliamo poi, a fine articolo.
La mancanza di un vero esperto del settore cinematografico e la recente morte di Brian Epstein, storico manager del gruppo, pesano moltissimo e indubbiamente abbandonano quasi al caso il progetto.
Il film dopo la presentazione ufficiale non finisce nelle sale, ma viene trasmesso in bianco e nero direttamente in televisione, sul principale canale della BBC. 26 dicembre 1967.
Rileggete ora la prima frase di questo articolo, soffermatevi per una decina, magari una ventina di secondi e tornate qui.
Proprio così, critica e pubblico stroncano senza mezzi la fatica. Le valutazioni sono negative, molto severe e a poco serve la replica a colori del 5 gennaio del 1968. Magical Mystery Tour è un flop clamoroso, altroché. Paul è addirittura costretto a scusarsi pubblicamente per la cattiva figura.
Leggermente migliore la risposta degli Stati Uniti, con ogni probabilità più propensi, ai tempi, alla sperimentazione filmica rispetto ai paesi europei. Tuttavia, condizionate dalle reazioni britanniche, le televisioni scelgono di non acquistare il prodotto. Nel 1976 l’investimento da parte di una piccola realtà di distribuzione porta il lavoro in qualche sala cinematografica. Nulla di più e nulla di meno. Il 1980, per la cronaca, è invece l’anno della definitiva trasmissione.
Il film non è considerato archiviabile e, di fatto, complici le riletture da parte dei critici e il forte sapore cult del tutto, solo nel 2012 viene riproposto in DVD, rigorosamente restaurato e con McCartney a raccontarcela.
Che dire, la storia di Magical Mystery Tour è piuttosto particolare, kafkiana, soprattutto se si pensa al nome, al marchio e all’importanza dei protagonisti. Ma se il video è un tremendo fallimento, la musica che lo accompagna, come accennato in precedenza, è come sempre eccellente, immortale. L’omonimo disco, colonna sonora del lungometraggio, esce in due versioni, una per il mercato europeo, comprendente solo i brani realizzati per l’occasione, e una per quello statunitense, impreziosita da qualche altro gioiello. La fiamma vive proprio nell’edizione a stelle e strisce.
Qualche titolo? I Am the Walrus, bomba geniale e fuori mondo firmata da Lennon, l’orecchiabile Hello Goodbye di Paul, l’evocativa e onirica Strawberry Fields Forever, l’allucinata Blue Jay Way di George Harrison. Favolose. Menzionarle significa semplicemente aprire un varco nel cuore. E ancora, la nostalgia adolescenziale di Penny Lane e la forza eterna di un inno come All You Need Is Love.
Sbilanciandosi, ma forse nemmeno tanto, questo disco è insieme Sgt. pepper’s lonely hearts club band l’opera più riuscita dei Beatles. Estrosità, psichedelia, melodia, tecnica, sperimentazione e, sì, diciamolo pure, follia, tratteggiano la gemma dall’animalesca, mascherata e psicotica copertina.
Magical Mystery Tour: il mondo potrà sicuramente fare a meno della pellicola, certo, ma non ringraziare i Fab Four per questa raccolta di canzoni sarebbe un reato davvero troppo grave per tutti.

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