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INTERVISTA AI WORLDPLAN


di Riccardo Gramazio (Ricky Rage)

Dalla nostra bellissima Toscana, una band davvero tosta e interessante. I WorldPlan pestano duro, si divertono e senza dubbio divertono. Prendete l’ondata Nu Metal che spopolò una ventina d’anni fa, metteteci dentro altre cose carine di scuola americana e miscelate il tutto. La musica della band tuttavia non rappresenta affatto una sorta di operazione nostalgica e, soprattutto, non si limita soltanto a omaggiare un genere. Beh, e il remix di My Name’s Bobby, pezzo forte del giovane repertorio, è qui a provarlo. I ragazzi hanno le idee chiare, una forte personalità e non hanno alcuna voglia di fermarsi.
Per la cronaca, i nostri si sono consultati e insieme hanno risposto alla grande. Rock and Roll, allora…

Domanda di rito. Chi sono i WorldPlan?

Cinque ragazzi totalmente diversi gli uni dagli altri, ognuno con un proprio percorso musicale che li ha portati a incontrarsi in una sala prove per suonare qualche pezzo cult di un genere rimasto nel cuore di tutti, e che una volta stabilizzata la formazione è riuscita a trovare l’alchimia giusta per dedicarsi alla propria musica. Ci siamo evoluti e non smettiamo di farlo, nell’approccio e nella gestione di tutti gli aspetti che oggi ci coinvolgono.

Il vostro EP, Easyli Rhetieving, ci riporta indietro di qualche anno, diciamo ultimi ‘90 e primi 2000. Nu Metal e Crossover hanno segnato palesemente il vostro percorso. Cosa mi dite a riguardo?

Il Nu Metal di quegli anni è stata una tappa della nostra adolescenza, così come lo sono stati tanti altri generi, come il Punk o il Grunge. Tutti quanti abbiamo ascoltato e suonato qualcosa di quegli album, ma non volevamo riproporre in modo fedele un genere musicale al quale sapevamo di poter dare qualcosa di nostro. Cerchiamo di non dare mai nulla per scontato e ci mettiamo in discussione per non cadere nei cliché.
E poi le tute dell’Adidas dei Korn le abbiamo avute tutti…anche voi, non mentite.

La produzione è curata oltre che davvero piacevolissima all’ascolto. Sound che sembra uscito direttamente da uno studio negli States, sotto le amorevoli cure di un esperto del settore. Ditemi la verità, non siete toscani!

Oh nini, ma che tu ‘ha perso i’capo peddavvero? (Un vecchio del circolino)
Toscani nel midollo, ma sempre strizzando l’occhio ai suoni d’oltre oceano. Abbiamo sempre saputo come avremmo voluto che le nostre canzoni suonassero una volta registrate. Poi abbiamo conosciuto Jac, il quale ci ha permesso di alzare l’asticella e arrivare a un livello che non ci aspettavamo di poter raggiungere. E’ stato un percorso empatico, siamo subito entrati in sintonia e questo ci ha permesso di lavorare bene.

My Name’s Bobby. Abbiamo anche un remix…

Stiamo parlando di un pezzo che ci diverte molto suonare, lo usiamo spesso come apripista ai nostri live. E’ impagabile vedere dal palco qualcuno che scuote la testa già al primo ritornello! Il remix è stato del tutto inaspettato, tramite Jac abbiamo conosciuto Maximus, DJ e Producer dei Codice a Sbarre, il quale ci ha proposto di remixare il pezzo. Abbiamo accettato incuriositi e siamo molto soddisfatti del lavoro, non è come si potrebbe pensare erroneamente un pezzo da discoteca, piuttosto è riuscito a mettere un po’ del suo mondo e delle sue influenze, reinterpretando a suo modo ciò che noi siamo sul palco.

Come nascono i pezzi dei WorldPlan?

Non esiste una ricetta alla quale ci atteniamo. A volte tutto parte da un giro di chitarra definito e che già funziona, al quale poi lavoriamo insieme in sala prove. Altre volte Lorenzo dopo una giornata passata a scaricare susine gialle a lavoro, torna a casa e si mette a scrivere…ed ecco che abbiamo un testo e magari già qualche accordo. Adesso anche noi siamo in modalità smart, siamo in grado di registrare le nostre idee a casa e condividerle con gli altri, una pre-produzione da remoto, se così si può dire.

Quali sono le principali tematiche affrontate nei testi?

Non abbiamo delle tematiche ben precise, anche se ci piace parlare di argomenti delicati che in passato sono stati affrontati nelle nostre canzoni con l’ironia necessaria a stigmatizzarli. Il più delle volte ci facciamo prendere dall’umore collettivo durante le prove: Lorenzo inizia a canticchiare una melodia e subito a scrivere le prime cose che gli passano per la testa, nel pieno spirito di una jam. Quando tutto inizia a funzionare, il testo e il tema della canzone vengono allora approfonditi e perfezionati. Due cose che senza dubbio ci hanno distinto nella produzione dell’EP sono state l’ironia e il messaggio serio celato dietro di essa, fuse insieme in un unico testo.

Easyli Rhetieving è un EP abbondante, sei tracce non indifferenti. Avete intenzione di aggiungere qualche altro pezzo al lotto per chiudere un eventuale album o la forma rimarrà così?

Siamo abbastanza progressisti: quello che è appena uscito per noi è già vecchio. Con questo non vogliamo dire che non ci rappresenti più, piuttosto che consideriamo Easyli Rhetieving come un lavoro chiuso e che non ha bisogno di altro. Tutto quello che volevamo dire è proprio al suo interno: le tracce, i video e le grafiche che lo accompagnano non hanno bisogno di altro. Abbiamo del nuovo materiale che confluirà nel nostro prossimo lavoro, il quale ha un linguaggio diverso da tutto quello che abbiamo fatto in precedenza. Oppure no? Everything is a lie.

La canzone del lavoro che più amate o che utilizzate come biglietto da visita?

Questa domanda credo che al momento debba essere splittata per noi. Infatti la canzone che solitamente abbiamo utilizzato e attualmente utilizziamo come biglietto da visita è Even The Pope.
Questo perchè la riteniamo, insieme a My Name’s Bobby, il miglior pezzo dell’EP. L’altro punto di forza che ha è sicuramente il video, il quale ha superato le 17000 views su Youtube e ha come ospite Daniele Montesi (The Suckerz), che salutiamo!
Il pezzo che più amiamo però è probabilmente My Name’s Bobby.

Ora una domanda classica del sottoscritto. Cosa pensate della situazione musicale in Italia?

La situazione per quanto riguarda il panorama musicale è sicuramente molto complessa. Per le band emergenti come noi è molto dura perché nessuno rischia investimenti e i locali che ci fanno suonare difficilmente offrono un compenso. Per rock e metal è un periodo duro, i generi di punta al momento sono altri (meritatamente). Questo è dovuto anche al fatto che c’è stata poca innovazione. Noi cerchiamo da sempre di distaccarci dalle classiche sonorità rock e metal che ci hanno influenzato cercando di fonderle insieme per creare qualcosa di diverso.
Ci danno una grossa mano il fatto di avere influenze e background completamente diversi, e la voce di Lorenzo, essendo atipica per il sound che proponiamo. C’è sicuramente da imparare dagli artisti che sono in voga adesso e questo vale per tutti i generi.

Le cose miglioreranno?

A questa domanda vorremmo rispondere di sì, ma la verità è che non lo sappiamo. Abbiamo un progetto in mente in cui crediamo molto. L’unica cosa che possiamo fare è lavorare per migliorare, cercando di raggiungere più persone possibile a cui proporre la nostra musica. Sicuramente il primo passo verso il cambiamento è accettare di non essere più negli anni 80/90 o 2000. Il modo di fare e proporre musica è cambiato e l’approccio deve essere diverso se si vogliono raggiungere certi risultati.

Quali sono i dischi della vostra vita?

Punk In Drublic – NOFX (Lorenzo)
Vulgar Display Of Power – Pantera (Alessandro)
A Thousand Suns – Linkin Park (Leonardo)
Stoner Witch – Melvins (Gabrio)
Led Zeppelin II – Led Zeppelin (Francesco)

Quando il momentaccio sarà finito, cosa farete?

Avevamo già in programma di iniziare a registrare il nuovo materiale a Marzo, quindi appena si potrà inizieremo! Sempre alla Fucina Studio di Giacomo “Jac” Salani!
Ovviamente ci piacerebbe anche poter fare qualche live, ma data la situazione non crediamo che sarà possibile nell’immediato futuro.

Un messaggio per i lettori di MDN e per gli ascoltatori in generale?

Credete in ciò che fate, ma prima aiutateci a diventare famosi!
A parte le battute, intanto vi ringraziamo per aver impiegato un po’ del vostro tempo a leggere questa intervista! Un grazie speciale a te per aver realizzato questa intervista…supportatelo!
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EVEN THE POPE

MY NAME’S BOBBY

 

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