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J-TACTICS – Il buono, il brutto, il cattivo (S02 E12)

Giovedì 19 dicembre sul nostro NUOVO canale sulla piattaforma di SPREAKER, alle ore 22, andrà in onda la nostra trasmissione.

“Il buono, il brutto, il cattivo”, è un film del 1966 diretto da Sergio Leone

Tra i più celebri western della storia del cinema, è considerato la quintessenza del fortunato genere “spaghetti western”.

Il film in questione completa la cd. trilogia del dollaro leoniana.

Il titolo stesso rispecchia il pensiero di Leone.

Nei tre protagonisti infatti, coesistono bellezza e bruttezza, umanità e ferocia.

I protagonisti sono tre giganti del calibro di Clint Eastwood, Lee Van Cleef ed Eli Wallach.

1862 durante la guerra di secessione il bandito Tuco Ramírez (il brutto), è catturato da un cacciatore di taglie (il buono) e consegnato poi alla giustizia per essere impiccato.

Prima dell’esecuzione della condanna a morte il Buono riappare e con un colpo di fucile libera dal cappio il Tuco, liberandolo.

Successivamente i due si accordano per ripetere il trucco e spartirsi poi la taglia.

Il sodalizio non dura a lungo poiché il buono rompe il patto ed abbandona il brutto, suo socio, nel deserto.

Un terzo uomo ha assistito alla truffa delle impiccagioni posta in essere dai due, è il sicario detto “Sentenza” (il cattivo), il quale è alla ricerca di una misteriosa cassa piena di dollari.

Tuco intanto, sopravvissuto all’abbandono nel deserto si mette alla ricerca del buono, e dopo un inseguimento finalmente lo rintraccia ed inizia ad attuare una truce vendetta contro di lui.

Conduce il buono attraverso il deserto lasciandolo senz’acqua con lo scopo di farlo morire lentamente sotto il sole cocente.

Proprio quando il buono sta per soccombere alla tortura, sopraggiunge una diligenza senza cocchiere, Tuco si rende subito conto che all’interno è carica di soldati confederati morti, ed inizia così a depredarli dei loro averi.

Uno di essi ancora agonizzante promette al Tuco, in caso lo aiuti a sopravvivere di rivelargli il luogo dove sono nascosti 200.000 dollari all’interno di una tomba.

Il bandito dopo essersi fatto indicare il nome del cimitero, si allontana per prendere una borraccia d’acqua, sopraggiunge il buono il quale riesce a farsi rivelare dall’uomo agonizzante che poco dopo morirà, anche il nome della tomba.

Ora Tuco non conoscendo il nome della tomba, è costretto a tenere in vita il Buono se vuole impadronirsi del denaro.

Tuco e il buono vengono poi catturati dai soldati nordisti e condotti ad un campo di prigionia dove inaspettatamente comanda “Sentenza” il cattivo.

Quest’ultimo appreso che Tuco è a conoscenza del nome del cimitero in cui sono nascosti i soldi, che anche lui cerca lo fa torturare per estorcergli il nome, Tuco confessa, ma avverte che solo il Buono conosce l’esatta ubicazione della tomba.

Sentenza, il cattivo, propone quindi un’alleanza al buono il quale pur non fidandosi, accetta.

Nel tragitto il buono ritrova Tuco che nel frattempo era fuggito dal campo di prigionia, i due insieme sgominano l’intera banda del cattivo Sentenza, il quale si da alla fuga.

Il buono ed il brutto dopo essersi trovati nel bel mezzo di una battaglia tra sudisti e nordisti per la conquista di uno strategico ponte, riescono finalmente a raggiungere il cimitero, svelandosi a vicenda la propria parte di segreto sui dollari.

Durante le operazioni di scavo sopraggiunge il cattivo, il quale minaccia entrambi con la pistola affinché scavino e consegnino poi a lui il bottino

I tre si affronteranno nella celeberrima scena del “Triello” ossia un duello a 3, nello spiazzo del cimitero.

Il buono ucciderà il cattivo.

Quando finalmente il bottino viene alla luce, il buono lega il brutto Tuco affinché non lo derubi della sua parte di bottino, lasciandogli comunque la metà della refurtiva.
Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la schiacciante vittoria degli uomini di mister Sarri contro l’Udinese allo Stadium.

Un successo netto, convincente, nuovamente accompagnato da un gioco spumeggiante, corale e piacevole a vedersi come da tempo non accadeva in casa juventina.

Sarri sorprende tutti, dopo aver solo fatto, per così dire, assaggiare il tridente “HDR”, ossia Higuain, Dybala e Ronaldo nell’ininfluente match con il Leverkusen in Champions League, ed aver comunque ribadito che tale soluzione offensiva non era praticabile dall’inizio della partita, il tecnico toscano schiera il tridente “pesante” contro l’Udinese.

I tre furoreggiano dando vita ad una prestazione a tratti entusiasmante per intensità, grinta e bellezza nella manovra.

Dybala utilizzato come una sorta di trequartista delizia i palati più fini con giocate di prima, dribbling ed inserimenti velenosi creando scompiglio nella difesa friulana.

Higuain dal canto suo attua un lavoro di raccordo dando una mano a centrocampo per poi penetrare come un coltello caldo nel burro con tiri dal limite dell’area o con fraseggi stretti con CR7.

Solo un po’ di imprecisione e le parate del portiere ospite negano la gioia del gol al Pipita.

Infine CR7, che battezza il modulo a tre punte com una doppietta pesantissima.

Dopo i primi segni di risveglio negli scontri non fortunati con Sassuolo prima e Lazio poi, il portoghese sfoggia una prestazione invidiabile, dribbling al limite dell’area, penetrazioni efficaci e tiri velenosi.

Così come auspicato da molti, finalmente i tre gioielli bianconeri vengono schierati dall’inizio contemporaneamente, ne nasce una Juve aggressiva, imprevedibile e con una potenza di fuoco che annichilisce ben presto l’avversario.

Tre punte devastanti sorrette da un centrocampo che le ha ben supportate nel quale spicca un monumentale Bentancur.

Il quadro è completato dalla conferma per concretezza, qualità degli interventi e sicurezza della prestazione del turco Demiral il quale, dopo l’ottima prova in Champions League con il Leverkusen, si conferma difensore di qualità e di prospettiva anche nella gara contro l’Udinese.

Ecco che allora il tridente “HDR” ha perfettamente incarnato le doti che Sergio Leone ha attribuito ai tre protagonisti della sua celeberrima pellicola: bellezza, bruttezza intesa come timore suscitato negli avversari, umanità e ferocia.

Il buono, il brutto, il cattivo ossia Dybala, Higuain, Cristiano Ronaldo.

Ci chiediamo quindi, il trio in questione può rappresentare la svolta tattica nella stagione della Juve?

Può una Juve così strutturata, soprattutto a centrocampo, riuscire a supportare un modulo inevitabilmente più offensivo ma anche al contempo più sbilanciato in avanti, o sono invece necessari degli aggiustamenti in corso d’opera magari già a gennaio?

Ancora, il tridente può essere un’arma vincente in ambito europeo dove il far gol e l’aggredire l’avversario con una potenza di fuoco superiore in più d’un occasione si sono rivelate condizioni imprescindibili per arrivare fino in fondo alla tanto agognata Champions?

Il modulo a tre punte è stata veramente una svolta tatticamente parlando, o come sostengono alcuni, la pochezza dell’avversario di turno ha falsato la percezione della realtà?

Infine, questo tridente potrebbe per caratteristiche tecniche e qualità degli interpreti ricordare il trio Vialli, Ravanelli, Del Piero che consegnarono alla Juve lippiana il primo scudetto ma anche la Champions League in una notte romana?

Tanti quesiti a cui, come sempre, cercheremo di dare una risposta.

Vi terranno compagnia come sempre gli insuperabili ragazzi della redazione di J-TACTICS e di Megliodiniente.com, ci verrà nuovamente a trovare anche il sempre competente Luca Gramellini, che da questa stagione sarà presenza quasi fissa nella nostra trasmissione.

Sarà un’altra puntata scoppiettante e ricca di contenuti, come sempre!

Non perdetevi il meglio! Non mancate!

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(Francesco Musina)

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