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J-TACTICS – L’ombra del dubbio (S02 E16)

Giovedì 30 Gennaio sul nostro NUOVO canale sulla piattaforma di SPREAKER, alle ore 22, andrà in onda la nostra trasmissione.

“L’ombra del dubbio” è un film del 1943 diretto da Alfred Hitchcock.

Charlie Oakley fugge dalla città in cui si nasconde, pedinato da due poliziotti, dirigendosi a Santa Rosa, in California.

Si reca quindi giunto in città, a far visita a sua sorella, il marito di lei ed i suoi tre figli.

Si instaura un rapporto molto forte con sua nipote Carla.

Lo spettatore è subito portato a pensare che l’uomo nasconda qualcosa di molto inquietante e che la sistemazione a casa di sua sorella è solo un tentativo di trovare un rifugio.

Tuttavia i due poliziotti lo scovano tenendolo d’occhio nei suoi movimenti in città.

Cosa nasconde l’uomo in fuga?

È ricercato per l’omicidio di alcune vedove alle quali avrebbe sottratto del denaro con l’inganno.

Giunge la notizia che un altro uomo sospettato anch’egli dei suddetti omicidi è morto durante la fuga, il caso sembra così apparentemente risolto.

Non per Carla, sua nipote, la quale ha invece conferme che l’assassino sia proprio lo zio, il quale tenterà di ucciderla per ben tre volte.

Sarà proprio la ragazza difendendosi dall’ultimo tentativo di assassinarla ad uccidere lo zio.

Le convenzioni locali, tuttavia, saranno preservate dallo scandalo, in quanto Charlie Oakley verrà comunque celebrato in un solenne funerale come un uomo integerrimo dalla popolazione, totalmente ignara del fatto che era proprio lui il vero assassino delle vedove, ad eccezione della nipote e dei poliziotti, i soli a conoscere la verità sull’uomo.

È necessario notare che il film in questione è costruito sul tema del “doppio”: lo zio e la nipote che risultano essere le due facce della stessa realtà, il male e il bene, la colpa e l’innocenza, molto importante è poi nel film, anche il tema della possibile ipocrisia e superficialità della considerazione sociale: un personaggio ambiguo come lo zio Charlie appare alla comunità come un benefattore e beffardamente ricordato in un funerale solenne e celebrato dalle autorità.
Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la bruciante e quasi incomprensibile sconfitta dei bianconeri nella sfida del San Paolo contro il Napoli.

A detta di molti, probabilmente una delle peggiori prestazioni dei pluri campioni d’Italia degli ultimi anni.

Poca, pochissima voglia, un solo tiro in porta, al netto del gol della bandiera di CR7, in tutta la partita e nessuno nei primi 80 minuti.

Una prova collettiva a dir poco raccapricciante dove spiccano in negativo le prove di Matuidi, Alex Sandro, Cuadrado e Higuain, si salvano raggiungendo la sufficienza, De Ligt, Dybala (finché è stato in campo) ed il solito Ronaldo.

La Juve non approfitta dell’ennesimo pareggio dell’Inter fermata tra le polemiche dal Cagliari in casa.

Il vantaggio dai nerazzurri subisce fortunatamente uno scossone minimo, i punti a fine giornata sono comunque 3 in più rispetto agli uomini di Conte.

Magra considerazione, se ci si sofferma ad analizzare l’atteggiamento e l’approccio pessimo dei bianconeri contro una squadra in profonda difficoltà com’è il Napoli degli ultimi tempi.

Così come accadde nella sconfitta in Supercoppa contro la Lazio, anche in questa occasione mister Sarri non è apparso esente da colpe e responsabilità.

Innanzitutto proponendo una formazione cervellotica, con il tridente “HDR” supportato malissimo dal centrocampo, dove come precedentemente detto ha spiccato negativamente il francese Matuidi autore di una topica pazzesca il quale nel tentare un cross in area indirizza inspiegabilmente il pallone all’indietro dando vita di fatto alla ripartenza che porterà il Napoli al gol.

La sostituzione di Dybala, costretto ad una anomala marcatura su Demme al posto di uno sterile Higuain completa il repertorio.

La galleria degli orrori non finisce tuttavia al triplice fischio finale dell’arbitro.

Mister Sarri nelle interviste post partita rilascia dichiarazioni che lasciano perplessi gran parte dei tifosi juventini.

Interpellato sull’esito finale del match afferma che effettivamente alla sua squadra è mancata intensità e soprattutto le giuste motivazioni per affrontare l’avversario.

Lecitamente possiamo domandarci chi, se non lui, avrebbe dovuto dare le giuste motivazioni agli uomini scesi in campo.

Purtroppo il mister dimostra di non essere in serata di grazia come i suoi giocatori quando, forse peccando di eccessiva sincerità, arriva ad affermare che la sconfitta fa male ma che se una partita doveva proprio essere persa meglio ciò sia accaduto con i suoi ex ragazzi i quali troveranno giovamento da tale incontro per risollevarsi da una classifica deficitaria.

Il disastro a livello comunicativo viene poi completato da una battuta pronunciata in conferenza stampa sui mancati rigori, facendo riferimento ad una celebre sua battuta pronunciata quando ancora allenava il Napoli, il mister risponde: “I rigori con le maglie a strisce?” – quest’anno non abbiamo le strisce ed infatti ne abbiamo avuti pochi, forse bisogna ritornare alle vecchie maglie, il problema è proprio che abbiamo cambiato casacca.

Utilizzando il titolo della celebre pellicola di Hitchcock che da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS, Sarri con le sue dichiarazioni ha fatto sorgere legittimamente tra i tifosi, ed alcuni sostengono anche tra la dirigenza, “l’ombra del dubbio”?

Il tecnico toscano è effettivamente adatto con la sua a volte eccessiva schiettezza comunicativa ad un ambiente come quello juventino notoriamente misurato, asettico e parco nei proclami e nelle dichiarazioni?

L’ombra del dubbio, appunto che inizia a serpeggiare tra i tifosi è giustificata o il tutto si può ridurre razionalmente ad un eccesso di sincerità dell’uomo Sarri in una serata non particolarmente felice?

Come nel film del maestro della suspense si ripropone il tema del “doppio” su cui la pellicola è costruita, ossia così come lo zio Charlie e sua nipote anche Sarri e la Juve possono essere due facce della stessa realtà?

Il bene e il male, la colpa (che molti dopo Napoli attribuiscono al mister) e l’innocenza.

Infine in tale vicenda è possibile ritrovare un’altra tematica sviscerata dal regista nel film.

La possibile ipocrisia e superficialità nella considerazione sociale.

Ci chiediamo, il mondo del calcio in Italia è ammantato da un’ipocrisia e una superficialità tali, da non essere in grado di comprendere l’onestà intellettuale di un uomo, Sarri Maurizio, che manifesta ancora affetto e gratitudine verso i suoi ex giocatori?

Il mister, in quanto allenatore della squadra più blasonata d’Italia e tra le più rappresentative ed importanti in Europa, doveva rinunciare alla sua schiettezza, essere magari più diplomatico e forse “ipocrita” così come le autorità civili e religiose della cittadina in cui è ambientato il film che dà il titolo all’odierna puntata, le quali tributano a Charlie Oakley un funerale solenne pur sapendo che era un personaggio ambiguo, e ciò per salvare le apparenze?

Il match del San Paolo ha scatenato un vero e proprio putiferio e le dichiarazioni del mister nel post partita hanno contribuito a creare appunto: “L’ombra del dubbio”.

Vi terranno compagnia come sempre gli insuperabili ragazzi della redazione di J-TACTICS e di Megliodiniente.com, ci verrà nuovamente a trovare anche il sempre competente Luca Gramellini, che da questa stagione sarà presenza quasi fissa nella nostra trasmissione.

Sarà un’altra puntata scoppiettante e ricca di contenuti, come sempre!

Non perdetevi il meglio! Non mancate!

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(Francesco Musina)

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