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L ULTIMO RITOCCO – DIEGO PITEA

Recensione di Carla Murialdo

⦁ Un serial killer sta colpendo, uccide donne incinte e porta via il feto, chi si nasconde dietro a tanta violenza. Viene chiamato a collaborare nelle indagini Richard Dale un profiler con il vizio di mangiare liquirizia. L’autore traccia molto bene i caratteri dei vari personaggi, Dale scontroso enigmatico, Doriana la sua patner sul lavoro, innamorata senza speranza. Il killer continua a colpire e saranno molte le vittime prima di riuscire a fermarlo. Ma anche qui il colpo da maestro e l’autore ingarbuglia le carte e il finale si farà attendere. Un romanzo che ti lascerà senza fiato dalla crudezza della storia.
“L’essenza del male ha preso forma umana”. È questo che pensa Richard Dale, psicologo e criminologo, entrando nella camera da letto di un appartamento alla periferia di Roma. A terra giace una donna incinta con un taglio sopra il pube. Del feto nessuna traccia e sulla parete una scritta enigmatica: “Rosso”. A interpellarlo è Marani, il capo dell’Unità Analisi Crimini Violenti, per indagare sull’“Escissore”, un serial killer edonista, crudele e geniale, con il vezzo di lasciare sulla scena del crimine degli indizi che, opportunamente decifrati, permettono di risalire all’identità della prossima vittima. Coadiuvato dalla profiler Doriana Guerrera, Dale analizzerà, come in una macabra caccia al tesoro, le tracce lasciate dall’assassino, ma quando tutto sembra aver fine avrà inizio il vero incubo, che lo porterà a scontrarsi con le sue paure più profonde e con un nuovo rompicapo all’apparenza insolubile… fino allo scoccare dell’ultimo rintocco.

Diego Pitea ha 45 anni e vive a Reggio Calabria, nella punta dello Stivale. Ha iniziato a scrivere a causa di un giuramento, dopo un evento doloroso: la malattia di sua madre. Il tentativo è andato bene perché il suo primo romanzo Rebus per un delitto è risultato finalista al premio “Tedeschi” della Mondadori, affermazione ribadita due anni dopo con il secondo romanzo: Qualcuno mi uccida. È sposato con Monica – quella del libro – e ha tre figli meravigliosi: Nano, Mollusco e Belva.

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