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LA DONNA DELLA SABBIA

 

DI LALU

 

Seduta al tavolino,
La notte il mondo è piccino.
Rotte le ossa
Dei velieri in fuga
Verso terre di sogno.
Troppo lontano
Il raggiungerle
Abbracciata a Morfeo.
Sembrano una carrellata
Di galeoni fantasma
Da fantasmi guidati,
Che, stanchi,
Hanno rotti i fianchi.
Galeotti, prigionieri del sogno
Ed io veglio
Su voi e sul mondo.
Stanotte, sono l’uomo di sabbia.
È il mio turno,
Della rabbia
Per l’ingiusto,
Che prova gusto
Nello spargere incubi
Ai miei bimbi assonnati.
E io veglio,
Per la rabbia.
Sparpaglio la mia sabbia
Dorata, fatata,
Ch’è sia dolce, miei cari,
La vostra nottata.

 

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