La parola che non si può dire

Tolleranza zedda, quello che Heriberto non disse.

Tutto è cambiato, la vecchia signora ha trovato il suo toy boy, forse si divertirà, sembra innamorata. I giovani voyeurs strabuzzano gli occhi.

Qualcuno l’ha sentita cantare “la prima cosa bella che ho avuto dalla vita è il tuo sorriso giovane, sei tu”, la vecchia canzone del cantante di Bari.

Lui è veramente un bell’uomo, è stato presentato alla signora da un facoltoso uomo d’affari della penisola iberica. Fu così che perse la testa per l’immortale Apollo figlio di Zeus.

Sembrava non aver mai provato un’amore così grande. Tuttavia, il rombo di un tuono in un recente temporale estivo, le fece tornare alla mente un amore platonico di gioventù, si trattava, allora, di un giovane virgulto italico altrettanto bello e forte. Per farlo suo era disposta a tutto, lui oppose un netto rifiuto, innamorato della sua terra adottiva.

La vecchia signora in seguito ebbe tanti amori, ma nessuno fu mai in grado di stravolgere la sua mente oltre al suo cuore.

Oggi è tanto presa dal campione fratello di Artemide, abbagliata dal suo caloroso splendore, tanto da mettere a repentaglio lo stesso nome del suo casato.

Juventus è sempre apparsa, capace di far sognare oltre le sue frontiere.

Adesso il bagliore rischia di farla scomparire, in favore del nome che non si può dire.

Solo se si cede alle influenze del fratellastro rivale Ermes che incarna il rito di passaggio, protettore dei ladri, e Dio degli scambi commerciali.

(Heriberto Herrera)

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