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La poesia di una donna – Alessandra Giubilato recensione.

 

Ho ascoltato: La poesia di una donna

Artista: Alessandra Giubilato

recensione di Carlo Amedeo Coletta

Vi capita mai di rivivere ricordi intensi? Intensi al punto da avere la sensazione di essere lì, proprio come allora, quando eravate presi dal vivere la situazione che sarebbe diventata un ricordo? Il profumo della torta della nonna, l’odore della neve la prima volta che avete sciato, il sapore di quel dolce alle mandorle diviso a metà con il vostro primo amore. Ce ne sarebbero molti, ne sono sicuro. Personalmente, e molto più banalmente, quando mi è capitato di ritrovare il mio vecchio commodore 64, istantaneamente sono stato proiettato nella mia cameretta di tanti, troppi, anni fa, con lo stesso odore del legno della scrivania e dei calzini buttai sotto al letto. Bè, forse questo particolare non dovevo dirlo.

Perchè vi interrogo sui vostri ricordi? Perchè sono un curioso impiccione che, giorni fa, ha ascoltato i brani dell’ultimo album di Alessandra Giubilato, La Poesia di una Donna, e ci sta ancora pensando. Dai, adesso sta a Voi. Chiedetemelo, non siate timidi. Come mai ci stai ancora pensando, curioso impiccione? Bè, ve lo dico subito, sono anche un gran chiacchierone.

Sin dalle prime note del brano Vento di Tempesta mi sono improvvisamente chiesto che fine abbia fatto la musica italiana. Quella nostra e nostrana, quella non contaminata dalle mode anglosassoni. Mi sono chiesto dove siano finite le canzoni che, senza essere necessariamente da diabete o da funerale, avevano come pilastro la forza e l’espressività della voce del cantante, la personalità dell’artista, il significato del testo. Valori che, da tempo, si sentono molto meno, annebbiati e assordati dai frenetici ritmi d’oltreoceano, giunti fin qui e importati come fossero di casa.

Bè, se desiderate, in cuor vostro, un delizioso e prezioso ritorno alle radici, non potete certo fare a meno di Alessandra Giubilato.

Voce forte, potente e profonda quella di Alessandra, diciamolo subito. Alessandra è una che sa cantare, non improvvisa, non cerca trucchi strani per sembrare ciò che non è. Ci rapisce con le prime note, ci lega con le prime parole e ci porta in giro, dove lei ritiene opportuno. Sia chiaro, è lei che comanda. C’è poco spazio per fantasticare, immaginare, seguire pedissequamente la musica pensando ai fatti propri. Alessandra ha voglia di cantare e di parlare. E’ chiaro il trasporto, è chiaro il messaggio. Già dal titolo. E’ la donna il centro di questo viaggio, in tutte le sue accezioni. E Alessandra vuole portare i nostri occhi davanti a ciò che solitamente fingiamo di non conoscere, volgendo lo sguardo altrove. Alessandra ci costringe a vedere e, soprattutto, a pensare. Non ci dice cosa pensare, fate attenzione, ci urla però di mettere in moto cervello e anima, utilizzando quelli che sono i nostri valori più originali e radicati nel nostro animo. E da questo obbligo, vi assicuro, è ben difficile esimersi ascoltando il susseguirsi dei vari brani.

La fine dell’ascolto assomiglia a quando, da piccolo, mio papà mi portava a Roma con la Fiat Ritmo diesel. 500 km che trovavano, come epilogo, la testa frastornata, sollevata dal silenzio appena ritrovato. E con La Poesia di una Donna l’effetto è il solito perchè ascoltare e pensare, di sicuro, stanca. Stanca di una spossatezza bella, però. Una spossatezza che ci migliora, promettendoci di sentirci più grandi, una volta riposati.

Brava Alessandra, aspetto con ansia i tuoi nuovi lavori.

E per Voi, che avete letto tutta questa pappardella, ma chi ve lo fa fare? Schiacciate “play” e ascoltate Alessandra Giubilato, è sicuramente molto meglio delle mie parole

A presto allora e, buon ascolto

https://www.rockit.it/alessandragiubilato/album/la-poesia-di-una-donna-anche-sotto-un-vestito/48120

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