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LA PROVA LETTERARIA DI MATTEO KABRA LORENZI


Intervista all’autore di Siero Nero

A cura di Riccardo Gramazio (Ricky Rage)

Siero Nero è il romanzo d’esordio di Matteo Kabra Lorenzi, dei Sesto Elemento. Fresco fresco di stampa, il lavoro mette in luce le qualità narrative del vocalist e, soprattutto, la grande voglia di ripercorrere quasi tutte le tappe di una vita. Il libro è una sorta di autobiografia, ma tra le pagine non mancano anche momenti liberi. Siero Nero attraversa in lungo e in largo il cuore di un artista vero, che alla musica deve tanto e che alla musica continua a dare, sentendosi per giunta continuamente in debito con l’universo dei suoni. Ma come nascono le emozioni? Non esiste risposta più semplice: dalla vita. E Matteo Kabra, nel suo romanzo, non fa altro che raccontare vita.

Eccoci, Teo. È sempre un piacere chicchierare con te, amicizia a parte. Nuovo capitolo per te, nuovo importante capitolo. Il tuo primo romanzo Siero Nero ha visto finalmente la luce. Quanto è gratificante?

Grazie di cuore. Hai fatto centro, Ricky. Nuovo capitolo, sì… ma solo per il pubblico! Devi sapere infatti che, più di dieci anni fa, avevo cominciato a scrivere un romanzo, ma purtroppo mi sono arenato a metà per varie ragioni e non ho più trovato la scintilla per portarlo a termine. Era come se si fosse consumata la fiamma, come se avesse espletato il suo compito e non avesse più senso forzare la mano per provare a riportarlo in vita. Con Siero Nero invece, complici molte situazioni, mi son trovato a condurre in porto un lavoro importante con relativa semplicità, quasi fosse già tutto predisposto e andasse solo formalizzato. Ti assicuro però che finché non ho avuto in mano la prima copia stampata e rilegata non mi rendevo ancora conto dell’enormità della cosa. È un’emozione totalizzante, davvero.

Non è stato un lavoro semplice, lo so bene. Eppure ci siamo. Quali sono stati gli ostacoli principali in fase di scrittura?

Come dicevo, in realtà la stesura – se valuto la mole finale – è stata sorprendentemente agevole. Però non nego che ci son stati momenti di difficoltà, in cui non mi riusciva di superare dei blocchi. Non so, in alcuni casi erano dei passaggi della storia che non riuscivo a gestire bene. In altre occasioni era semplicemente la vita vera che si prendeva più spazio del previsto succhiandomi l’energia che avrei voluto dedicare al libro. Però sono arrivato in fondo e, al di là di ogni cosa e di ogni giudizio che ne verrà, sono davvero soddisfatto.

Il romanzo ha tantissimo di te, sfiora davvero l’autobriografia. Hai voluto ripercorrere i momenti importanti della tua vita, le tue storie. Possiamo dire che alla fine è stato anche un viaggio terapeutico o esagero?

Devo essere onesto: durante la stesura il timore che l’eccessivo coinvolgimento in molte situazioni raccontate mi impedisse di avere una scrittura lucida era altissimo. Ma era un dazio che dovevo pagare per poter raccontare la storia che avevo in testa e che ne è uscita. Ho avuto mille dubbi su molti passaggi e ho provato a far leggere in giro per trovare riscontri. Ecco, per me è stato un qualcosa di necessario, di dovuto a me stesso. Ho voluto però fare in modo che chiunque potesse entrare nel mio percorso e sentirsi coinvolto nelle vicende narrate: non avendo la supposizione che alla gente la mia vita potesse interessare ho inventato di sana pianta una storia parallela che poi confluisce in un finale unico. Questo stratagemma è dunque finalizzato a consegnare Siero Nero a qualsiasi lettore interessato alle vicissitudini di una rockstar che si trova coinvolto in qualcosa di più grande di lui che non riesce a gestire, facendo crollare tutto. Non serve conoscermi per lasciarsi trasportare nel racconto.

Amore, passione e amicizia sono tra i concetti che hai deciso di trattare, soprattutto nelle prime parti del romanzo. Perché valori di questo tipo sono per te così importanti?

Ecco, hai toccato subito il punto focale del romanzo. Io ritengo questi valori molto più importanti di qualsiasi altra cosa. Il protagonista del libro invece, accecato dagli eventi, si tramuta senza rendersene conto in un eroe negativo bramoso di fama e successo. Questo lo costringerà a rovinare amicizie, bruciare amori, tradire passioni e rinnegare i suoi credo. È praticamente il tema trattato nella canzone che scrissi più di una decade fa, intitolata per l’appunto Siero Nero, esploso e sviscerato però in un romanzo.

Tutto nella provincia di Trento. Quanto ami la tua terra? Te lo chiedo perché a tratti i luoghi e i percorsi sembrano prendere davvero vita, diventando in qualche modo protagonisti della narrazione e non solo…

La mia terra è dentro di me. Ho sempre vissuto con difficoltà il distacco per motivi di studio, mi sono impregnato sin da bambino dei boschi sopra casa mia, della terra e delle montagne che circondano i miei luoghi. La mia vita, come quella di tutti i miei amici che tuttora frequento, risente inevitabilmente di questi paesaggi. Ho memorie, odori, colori, tagli di luce estremamente legati a queste zone, e alla fine questo ci forma e ci rende quello che siamo. Per questo i luoghi sono protagonisti, perché si riflettono in noi.

Musica e letteratura egregiamente miscelati. Una chiave che io apprezzo sempre particolarmente. Insomma, hai unito le tue due passioni. In più troviamo tra le pagine la tua avventura musicale, dai primi momenti ai quelli più recenti…

La primissima idea era scrivere un libro sulla storia della mia band. Un qualcosa da stampare in poche copie e lasciare agli amici che hanno vissuto tutti questi lunghi anni. Poi però ho voluto alzare l’asticella, cercando di dare un taglio più romanzato, ricamare in maniera più coinvolgente. Ecco, potevo partire dal primo concerto del mio gruppo, nell’aprile del ‘98 e arrivare fino ai giorni nostri, ma a chi sarebbe interessato? Così ho deciso di “raccontare”, di inventare, usando però la cosa che più mi è servita nella vita: la passione sfrenata per la musica. Mi sono reso conto di quanto sia stata importante in tantissimi passaggi della mia esistenza, come stimolo, come spinta a socializzare, come abbraccio consolatorio. Con questa “leva” ho scelto di veicolare sentimenti in cui la gente potesse ritrovarsi, ricordare situazioni e usi e costumi di quando ero più piccolo. Quando penso che per uscire con una ragazza la dovevi chiamare a casa, sperando non rispondesse il padre… O che per recuperare una canzone che avevamo sentito, ma che non sapevamo come avere nelle nostre raccolte su nastro, si telefonava alle trasmissioni inventando delle dediche romantiche e si registrava su cassetta il pezzo. Dai sembra passato un secolo, cavoli! Mi piace pensare di lasciare anche ai miei figli uno spaccato di quello che erano gli anni della mia adolescenza e giovinezza.

Per sottolineare determinati passaggi, hai inserito testi di canzoni più o meno datate. Tutto a memoria o hai riaperto ulteriori cassetti?

Spesso le persone mi chiedono perché hai scritto questa canzone? Cosa vuol dire? Il fatto è che non puoi spiegare in poche parole cosa c’è dietro ad una canzone. Perché è vita, sono situazioni anche difficili da raccontare e a volte complesse da spiegare in breve. La canzone ha la difficoltà di dover racchiudere tutto in pochi minuti e questo può esser per alcuni aspetti limitante. Inserire i miei testi dentro il romanzo, immersi nella storia, è come dire: “Ehi, amico! Ecco, l’ho scritta in quel periodo, e se hai letto le trenta pagine precedenti capisci come è germinata!”. Nel dettaglio i testi citati servono a sottolineare alcuni passaggi della mia vita, che hanno lasciato una traccia indelebile in me e dunque un’immediata memoria di quello specifico momento.

Perché bisognerebbe leggere Siero Nero? Risposta obbligatoria, anche se la domanda non è poi così facile…

Perché è un romanzo vero, sincero, per il quale mi sono svestito totalmente, consegnandomi ai lettori. Ma non per autocompiacimento, sia chiaro. L’ho fatto perché sentivo fosse necessario fissare su carta alcune schegge di vita e perché la storia ha una morale importante: le cose vere, genuine e sincere alla fine sono le uniche che potranno salvarci.

Quali lettori potrebbero apprezzare maggiormente questo libro?

Sai che non riesco a darti un target di lettori? Ti direi che sicuramente chi fa musica, chi suona e chi ha una band leggerà volentieri questa storia. Però ho la certezza che la fetta che potrebbe apprezzare sia molto più ampia…

Stai già pensando a un nuovo romanzo? Dai, fingo di non saperlo…

Eheheh… Non solo ci sto pensando, ma ho cominciato già a strutturare la trama e i personaggi. Sarà un libro folle, diverso, con una storia particolare. Finalmente chiudendo Siero Nero, il romanzo che dovevo a me stesso, posso svincolarmi da inevitabili retaggi e dedicarmi a qualcosa di totalmente differente, con il solito prurito di evolvermi, migliorarmi, confrontarmi con altre persone…

Il LINK: https://www.publistampa.com/edizioni/prodotto/siero-nero/

 

 

 

 

 

 

 

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