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LA VENTICINQUESIMA ORA di David Bienoff

Recensione di Riccardo Gramazio

Monty Brogan, affascinante e carismatico spacciatore, domani andrà in prigione, a Otisville, per scontare una pena di sette anni. Qualcuno lo ha tradito. La polizia ha bussato alla sua porta e ha trovato la droga. Sette lunghi anni di prigione. Fine della storia. Tutto ciò che il ragazzo ha costruito sulle strade di una grigissima New York, protagonista vivissima della storia, è andato in frantumi. Restano soltanto ventiquattro ore, ventiquattro ore da assaporare fino al midollo, da vivere con Frank Slattery e Jakob Elinsky, gli amici di sempre, e con la splendida Naturelle, la sua dolce fidanzata. Il libro è crudo, talvolta cinico, ma capace di suscitare emozioni profonde. Commuove, spaventa, cattura. La psiche dei personaggi è delineata alla grande e i dialoghi, diretti come in poche altre circostanze, rendono la lettura scorrevolissima. Amo queste pagine per la grande forza espressa, per il mix selvaggio di passione e al contempo di fredda lucidità. Poco da aggiungere, il romanzo merita molto, solo il titolo basterebbe. E merita molto anche l’omonima pellicola diretta da Spike Lee.

 

 

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