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L’altro lato della mente di Davide Zappulla

 

 

Ho letto per primo: L’altro lato della mente
Autore: Davide Zappulla
Genere: Poesia

Recensione di Carlo Amedeo Coletta

Vi dico la verità, non sono mai impazzito per la musica rap. E neanche per il trap. Sinceramentem ho qualche problema anche con l’indie. Il fatto è che, se provo a togliere la musica e ascoltare solo il testo, magari leggendolo, troppo spesso mi ritrovo di fronte a concetti che mio figlio di 9 anni spiegherebbe meglio. Per non parlare dei grandi messaggi sociali tipo nero o bianco svaligio un banco. E vabbè. C’è la banalità a salvare la barca, tipo nel mio cuore ho la stessa fede delle suore senza di te il tempio muore. Dai, ditemi che è inconcepibile il mio misantropismo e la mia asocialità degna di un lockdown.
E poi, tra le mani, mi capita ua raccolta di poesie che ancra nessuno ha letto. Si intitola, anzi, si intitolerebbe “L’altro lato della mente”, scritto da Davide Zappulla. Dico che si intitolerebbe perchè, effettivamente, non è ancora stato pubblicato nè è, al momento, candidato all’invasione delle librerie italiane. Di certo non sfigurerebbe. Sapete perchè? No? E io che ci sto a fare qui, allora? Esisto per spiegarvelo. Poi si vedrà.
Proviamo a viaggiare contromano rispetto alla premessa di questa recensione. Vi è mai capitato di leggere una poesia e immaginarla, come per magia, già con musica e interprete impegnato sul palco a intrattenervi con movimenti blandi ma ipnotizzanti? Tipo un drago del palcoscenico da cui non potete staccare gli occhi? Ecco, a me è capitato. Ho letto la prima strofa della prima poesia, forse la seconda, e tutto intorno è nata un’immagine inaspettata, nella mente si è fatto strada un ritmo improvviso e gli occhi hanno iniziato a cercare le parole sul foglio, ritrovandole imprevedibilmente inevitabili per quanto fossero, invece, sconosciute.
E no, non mi era mai capitato.
Potreste dirmi che quando a Sanremo sentite, in una canzone, la parola “cuore”, già sapete che dopo ci sarà amore. Bè, no, non è la spessa cosa.
Davide Zappulla, con questo ritmo trascinante, sembra trainarci in giro per le più basilari ma profonde emozioni dell’animo, reinterpretandone conseguenze e linguaggio. E continuare a leggere diventa leggero, da una parte, morbosmente interessante dall’altra.
Chi ha letto qualche mia precedente recensione, conosce la fiducia con cui amo investire i poeti moderni, imperituri araldi della musicalità dell’anima, traduttori del linguaggio interno dell’uomo, decantato con linguaggi moderni e accessibili. Bè, Davide Zappulla merita questo ed altro. In tutta franchezza, le sue poesie sono canzoni già belle e pronte, solo da musicare come si deve per portare una sferzata di sensibiità e buonsenso in un ambiente legato a valori piuttosto discutibili.

Quindi, caro editore che sei capitato qui per caso, che dici? Non ti andrebbe di ritrovarti a leggere poesie facendo su e giù con la testa come se avessi le cuffiette nelle orecchie e la musica a tutto volume? Bè, se sei di questo avviso, magari anche se stai leggendo di proposito queste righe, non indigiare oltre. Il buon Davide Zappulla ti sta aspettando. Al momento è impegnato in un luogo oltre lo spazio e il tempo, lì dove si stagli il cartello di benvenuto della località “L’altro lato della mente” ma, ne sono certo, sarà felicissimo di essere riportato da questa parte se contattato via mail all’indirizzo davide.zappulla3995@gmail.com oppure sui social cercandolo proprio come ve l’ho presentato, Davide Zappulla.

Allora a presto e…buona lettura!

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