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NU METAL Fusione di elementi

Da cosa nasce cosa: affermazione ovvia. Vale praticamente per tutto, ambiente musicale compreso.
Dalla fusione di numerosi e diversi stili, prendono sempre vita nuovi movimenti artistici, molti dei quali non indifferenti. Per parlare del nu metal, termine che non amo e che trovo abbastanza restrittivo, è necessario partire decisamente da questo tipo di considerazione.
A partire dalla seconda metà dei ‘90, prevalentemente negli States, elementi dell’heavy metal, dell’industrial rock e del rap alternativo imparano a coesistere fino a creare una scuola policromatica e piuttosto rilevante. Il termine crossover sintetizza abbastanza bene le intenzioni.
La cooperazione del 1986 tra gli Aerosmith, fenomeni dell’hard rock, e il trio hip hop dei Run DMC segna a grandi linee l’inizio della corsa. Il classico della band bostoniana Walk This Way, gemma estratta da Toys In The Attic del 1975, viene di fatto ridisegnato a dovere per far breccia. La proposta è ibrida, particolare e soprattutto innovativa.
Importanti anche i successivi e ispiratori progetti dei Rage Against The Machine, dei Primus o dei Faith No More, gruppi capaci di assemblare ottimamente pezzi appartenenti a mondi diversi e lontani tra loro. In poco tempo il cocktail cresce e soprattutto raggiunge i grandi numeri.
Il colpaccio lo fanno i Korn, da tutti considerati i grandi pionieri del nu metal. L’omonimo esordio del 1994 della band capitanata dall’irrequieto Jonathan Davis è un lavoro più che intrigante. Le chitarre aggressive richiamano senza dubbio il panorama trash dei Pantera, ma il pacchetto, in generale, tende a muoversi anche su terreni hip hop, funkeggianti o death. Per quanto riguarda i testi, Davis si concentra sui drammi vissuti nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza. Meritevoli di attenzione sicuramente le tracce Clown, Shoots and Ladders o la conclusiva e agghiacciante Daddy.
Il processo di espansione è favorito anche dai Deftones e dal loro Adrenaline, 1995. La formazione di Sacramento aggiunge ulteriori sostanze, estratte direttamente dal repertorio del grunge o dell’hardcore. E la ricetta funziona bene.
Korn e Deftones, oltre ad aver dato un nome al trend, influenzano parecchio le opere di diversi gruppi. Doveroso citare, per esempio, i Limp Bizkit di Fred Durst, che con una massiccia dose di rap metal riescono a rendere popolarissimo il discorso intrapreso, i Linkin Park di Hybrid Theory (2000), gli eclettici e mediorientali System Of A Down o i mascherati Slipknot. E ancora P.O.D, Incubus, Drowning Pool…
A livello tecnico possiamo ascoltare differenti stili vocali e spesso in formazione abbiamo due cantanti. Si passa in maniera rapida dal melodico al growl più gutturale, dal rap al punk. Le chitarre, accordate anche in tonalità più bassa, si occupano prettamente delle parti ritmiche e non prevedono particolari virtuosismi. Il basso tende a muoversi su ritmi sincopati, contaminati comunque da una vasta gamma di generi e di forme di pensiero. La batteria appare infine bellicosa e carica di impeto proprio come nel metal tradizionale, ma perfettamente in linea con i nuovi ingredienti. Tantissima carne al fuoco, quindi, e tantissimi ottimi dischi.
Difficile in ogni caso riassumere in poche righe una proposta musicale ricca e variopinta come quella del nu metal. Per giunta, l’etichetta in genere non piace e non convince i diretti interessanti, inseriti forse grossolanamente e per vari motivi dalla critica e dai media nel calderone.
E come ho già scritto a inizio pezzo, il termine nu metal non entusiasma nemmeno me. Non entro nel merito, ma riconosco che riuscire con precisione a classificare il tutto non è cosa affatto semplice. Giusto per spiegare, un lavoro come Toxicity dei System Of A Down, 2001, prodotto da Rick Rubin e dal chitarrista Daron Malakian, suona del tutto diverso da Korn eppure sono entrambi contrassegnati con il marchio del nu metal. Tradotto, sto raccontando davvero un mondo rock complesso e traboccante di idee…
Cosa fare, allora? Almeno per questa volta, evitiamo di etichettare e di catalogare. Prendiamo dallo scaffale qualche titolo tra quelli menzionati e alziamo il volume.
Credetemi, basta e avanza per capirne di più.

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