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PUNK ROCK PER UN NUOVO INIZIO Intervista a Leb, cantante dei THT

A cura di Riccardo Gramazio (Ricky Rage)

C’è bisogno di un cambio generazionale, ma anche di partecipazione. Il futuro del punk rock dipende da simili fattori e Leb, all’anagrafe Stefano Lebbolo, voce e chitarra dei THT, lo ammette esplicitamente. La band, la sua band, di sicuro ha voglia di portare avanti la tradizione, di mantenere in perfetta forma un genere ancora tanto amato. E come non essere d’accordo! La loro musica è pura energia. Il piacevolissimo EP Inception, allora, ma anche un pensiero per Bergamo, casa della formazione e città che con orgoglio, con forza, con coraggio ha dovuto battersi contro il Mostro Covid. Finirà, finirà davvero e si tornerà a suonare, a far casino. E i THT sul palco ci saranno sicuramente. E pronti a far macello…
Benvenuto su MDN. Sono cresciuto con questo tipo di sonorità e amo questo tipo di sonorità. Mi riferisco ai gruppi simbolo della scena hardcore punk della California, Lagwagon, Bad Religion, Pennywise e via dicendo. Quanti ricordi, ragazzi. Chi sono i THT e come hanno iniziato…

Ciao. Innanzitutto grazie mille per avermi dato la possibilità di parlare del nostro progetto su MDN. I THT sono una band nata nel 2016 spinta dalla voglia di suonare ancora una volta punk rock, la musica con cui siamo cresciuti da giovani e che abbiamo già suonato in diversi progetti precedenti. Abbiamo iniziato suonando qualche cover dei Bad Religion, dei Pennywise, dei Lagwagon o dei Propagandhi, ma abbiamo presto capito che il passo successivo era dietro l’angolo. Abbiamo così iniziato a scrivere pezzi inediti, alcuni dei quali sono poi entrati a far parte dell’EP Inception, uscito a febbraio 2020. Abbiamo avuto diversi cambi di formazione in questi anni che ci hanno costretto a rallentare un po’, ma adesso la nostra formazione è stabile ed è composta da me, voce e chitarra, Gio al basso, Chicco alla batteria e Paul, chitarra e cori.

A febbraio è uscito il vostro EP, . Un lavoro ben suonato e ben realizzato. Come vi siete mossi in fase di produzione?

Le esperienze passate ci hanno dato subito l’indicazione giusta sull’obiettivo che volevamo raggiungere. Una produzione ben fatta è un ottimo biglietto da visita e un solido punto di partenza. Abbiamo così iniziato la ricerca dello studio giusto che potesse rispondere alle nostre esigenze e alle sonorità che cercavamo per il nostro EP e abbiamo trovato in Indiebox Music Hall il compagno ideale con cui realizzare Inception. Prima di entrare in studio abbiamo dedicato un paio di mesi agli arrangiamenti dei pezzi e siamo davvero soddisfatti del risultato che abbiamo ottenuto.

Una curiosità tutta mia. Il titolo c’entra qualcosa con il film di Christopher Nolan?

Inception richiama sicuramente il famoso film con Leonardo di Caprio, ma è completamente slegato da esso. Avevamo diverse idee sul titolo dell’EP, ma Inception (in italiano Inizio) ci è sembrato quello più adatto per cominciare la nostra avventura. È tratto dalla strofa di uno dei nostri pezzi, Pluto. È un brano che parla di emarginazione e di come sia importante riuscire a reagire per cercare un nuovo inizio.

L’ EP è composto da cinque brani forti e dello stesso livello. Energia, rabbia, ma molta melodia. Insomma, caratteristiche di un genere che ha fatto scuola. Avete voglia, in breve, di presentarli?

Le tematiche dei nostri pezzi spaziano dall’amicizia all’emarginazione, da eventi inaspettati che ti sconvolgono l’esistenza, fino all’oppressione che si può percepire in certi momenti della nostra vita. Sono il risultato delle nostre esperienze e del nostro bagaglio di vita personale che abbiamo sentito l’esigenza di trasformare in musica.

Utilizzerete questi brani per la realizzazione di un album o Inception rimarrà semplicemente la vostra opera prima?

Non sappiamo esattamente dove ci porterà il futuro, soprattutto in questi tempi incerti, però penso che Inception rimarrà un capitolo a sé. Questi pezzi esistevano già prima che arrivasse Paul alla chitarra in sostituzione di Ago nel 2019 ed è giusto che facciano parte di quel periodo. Inception è solo l’inizio di una lunga storia e di storie ne abbiamo tante da raccontare. Lavoriamo costantemente per migliorarci e soprattutto per fondere al meglio le caratteristiche e le attitudini individuali. È una condizione fondamentale e un consiglio che mi sento di dare a tutti i gruppi: lavorate insieme per raggiunger un solo obiettivo.

Secca e diretta. Punk in Italia…

La realtà esiste ed è concreta, non riescono però ad emergere le nuove leve e i gruppi di punta sono ancora quelli di quindici anni fa. C’è bisogno di un ricambio generazionale per continuare a portare avanti il punk rock.

Ancora più secca. Situazione musicale in Italia…

Il problema più grosso della scena musicale italiana è trovare gli spazi dove suonare, soprattutto per chi come noi fa musica “undergound”. Il mainstream domina classifiche e radio e rimane davvero poco spazio per i generi meno ascoltati. Ma l’importante è non mollare mai e continuare il nostro percorso.

Cosa possiamo fare per migliorare le cose?

Il primo passo da fare è andare ai concerti di gruppi anche poco conosciuti solo per il piacere di ascoltare buona musica e di socializzare. Bisogna anche cercare di trasferire la nostra passione per il punk ai più giovani, solo in questo modo è possibile alimentare la musica e creare un ricambio generazionale che soprattutto nel nostro genere manca un po’. È fondamentale inoltre dare valore alla figura dell’artista che al giorno d’oggi in Italia non è considerato e lo vediamo bene in questi mesi dove sembra che le istituzioni si siano completamente dimenticate che esistiamo.

Beh, oggi stiamo lottando duramente contro un nemico diverso. Ne usciremo, probabilmente con qualche brutto livido. Bergamo, la vostra città, ha vissuto e sta continuando a vivere per esempio un momento difficilissimo. Potete spendere qualche parola a riguardo?

La situazione a Bergamo è davvero dura! Ora cominciamo a vedere la luce in fondo al tunnel, ma abbiamo passato un paio di mesi dove se ti affacciavi alla finestra era normale sentire passare ambulanze in continuazione. Tanti di noi hanno avuto amici e parenti ricoverati e purtroppo qualcuno non ce l’ha fatta, ma si sa i bergamaschi non si piegano e continuano a lottare soprattutto nei momenti più difficili.

Torniamo alla musica. Quali sono i vostri dischi guida? Ho in mente qualcosa, chiaramente, ma provate a spiazzarmi…

Ognuno di noi proviene da “scuole diverse” e questo è sicuramente un bene per creare musica. Fra i dischi che ci hanno influenzato di più in ordine sparso ci sono Hoss dei Lagwagon, Break Down The Walls degli Youth of Today, Appetite for Destruction dei Guns N’Roses, The Black Album dei Metallica, No Control dei Bad Religion, Walk Among Us dei Misfith e molti molti altri.

Cosa farete musicalmente, quando questa brutta storia sarà finita?

Non vediamo l’ora di tornare a suonare live che è la nostra dimensione, sentire il contatto con la gente, fare 4 chiacchiere con i vecchi e i nuovi amici davanti a una birretta. Stiamo cercando di pianificare nuove date per il 2021 ma è davvero difficile capire cosa succederà. Noi comunque non ci fermiamo e continuiamo a scrivere pezzi nuovi e in qualche modo riusciremo a farveli ascoltare!

Una cosa che proprio non sopporti del sistema?

Se parli del sistema musicale ci fa incazzare che alla fine tutto gira intorno ai soliti nomi noti e lo spazio per i gruppi underground è sempre meno, con locali che purtroppo continuano a chiudere. Se parli del “Sistema” globale le argomentazioni sono davvero complesse e articolate e non è certo questo il posto dove discuterne.

Saluta i lettori di MDN.

Ciao a tutti: mi raccomando continuate ad ascoltare musica e supportare le realtà underground che hanno davvero bisogno del vostro sostegno.

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