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Recensione di Dalla Cenere, disco di Salvatore Altieri.

Articoli di Riccardo Gramazio

Dalla Cenere di Salvatore Altieri, autoproduzione del 2019, è un lavoro molto particolare, sicuramente non per tutti, ma che merita di essere preso davvero in considerazione, quantomeno per la forma. Nel suo disco d’esordio il cantautore casertano propone un insieme di canzoni rigorosamente voce e chitarra, delicate, malinconiche e, mi vien da scrivere, dal sapore autunnale. In sintesi, cose da ascoltare in solitudine. Parole quasi sussurrate, sospirate, che raccontano molto di un artista che per indole non sa badare a spese emotive e che non ha paura di mostrare debolezze, amarezze e nostalgie. Altieri parla davvero di vita, della sua vita, lasciandosi accompagnare esclusivamente dalle note della sua chitarra, fedele compagna di viaggio e amica nei momenti di tristezza. Ne viene fuori un prodotto minimal, a metà strada tra l’indie-folk e la canzone d’autore, asciutto, gracile, ma non per questo banale.
Difficile estrarre dalla raccolta qualche brano in particolare; l’approccio è pressoché identico per tutte le composizioni e, di fatto, per cogliere a pieno l’idea artistica, è preferibile ascoltare tutto il pacchetto, dall’inizio alla fine e in totale quiete. Dieci pezzi ben scritti e ben interpretati, che spiccano per originalità e livello di intimità. Abbiamo attimi di riflessione e di profondo sentimento come nel singolo Cuore inerme, nella romantica I tuoi occhi o nella conclusiva Vengo in pace, ma anche critiche al nostro tempo nel caso di Pagine di Storia o di Terra.
Insomma, la voglia di raccontare il mondo attraverso una personalissima poetica non manca di certo. Un buon inizio per Altieri, che per il prossimo album ha intenzione di arricchire il proprio sound, lavorando da one man band e regalando alle proprie creature arrangiamenti e elementi più complessi. Staremo a vedere, le basi per far bene ci sono tutte. Dalla Cenere è soltanto un biglietto da visita. E noi di MDN gli auguriamo il meglio.

 

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