Senza senso.

Senza senso. Tolleranza zedda, quello che Heriberto non disse.

Un altro tifoso di calcio, un padre di due bambini abbandona il campo della vita colpito a morte da altri tifosi avversari.
Si può, si deve, fare silenzio, fermarsi un attimo di fronte a questa ennesima tragedia che si genera attorno a un campo sportivo.
Invece no, si preferisce cercare e additare dei presunti colpevoli terzi, le società di calcio, i giornalisti che aizzano le folle, i politici e chissà che altro.
Non sarei così sicuro del fatto che la nascita dei gruppi violenti negli stadi sia frutto di ciò che avviene nei rettangoli di gioco, forse siamo di fronte all’espressione di un profondo malessere sociale che vede alcune persone manifestare le proprie difficoltà esistenziali travestendosi da supporter di una squadra di calcio.
Persone trasformate in rifiuti sociali che spesso vivono di espedienti delinquenziali, e nel loro comportamento richiamano la reazione di chi vuole ripulire gli spalti degli stadi nascondendo l’immondezza in un’altra discarica, più o meno a cielo aperto.
È vero, lo sport è vita, è gioia, è spensieratezza e sacrificio, e non ha senso sentire il rumore del tanfo di un cadavere, non ha senso l’urlo di dolore dei suoi familiari e amici.
Avvolgo tutti loro in un abbraccio che ha un solo colore, quello della pietà.

Heriberto Herrera

megliodiniente.com

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