Stanca, distratta, ma ancora vittoriosa. La Juventus si aggiudica il Derby d’Italia

“Partite di grande lotta, basate molto sull’aspetto fisico. Sono sempre state belle gare, spesso ci si giocava la testa della classifica”. La distanza di 14 punti tra le due squadre potrà pure non concordare su come attualmente questo match valga il primato, ma mai come oggi la celebre citazione di Aldo Serena può considerarsi attuale. Agonismo allo stato puro, tatticismo da gran calcio, fisicità, aggressività e qualità; queste le tinte di cui si colora il 234’ Derby d’Italia che, per la 106’ vede trionfare la Juventus, contro una grande Inter che esce a testa altissima dall’Allianz Stadium.

Analisi tattica del match – Massimiliano Allegri si affida nuovamente al suo “4-3-casino”, con Szczesny tra i pali, l’ex Cancelo e De Sciglio sulle corsie, Bonucci e  Chiellini nella retroguardia, con Pjanic, Bentancur e Matuidi dietro Dybala, Mandzukic e Ronaldo. Il tecnico interista ripropone il 4-3-3 della sfida dell’olimpico contro la Roma, con Vrsaljko al posto di D’Ambrosio, Skriniar e Miranda centrali, e l’ex Asamoah a sinistra. Il reparto offensivo vede Perisic e Politano al servizio di capitan Icardi, ma il vero capolavoro tattico di Spalletti sta nella gestione dei tre uomini del centrocampo. La fisicità di Gagliardini e Brozovic e la qualità in fase di palleggio di Joao Mario compongono una mediana a tre, tendente a creare superiorità numerica e a contrastare l’impostazione di Pjanic, la forza di Matuidi e la fantasia di Bentancur, rendendo il pressing nerazzurro forte e spesso incontrastabile. Al 60’ minuto di gioco, la Juventus ha registrato il numero più alto di palle perse – ben 22 – in un match stagionale, un dato che testimonia quanto la Vecchia Signora spesso abbia sofferto il pressing della formazione milanese. Sotto questo aspetto, l’uomo più in difficoltà è stato Matuidi, le cui leziosità hanno rischiato che la partita si indirizzasse in due occasioni  a favore dell’Inter. Nel primo tempo, l’ex PSG ha perso un duello fisico in area con Gagliardini, che a tu per tu con Szczesny colpisce il palo sprecando una clamorosa occasione; mentre all’inizio del secondo parziale di gara, da un suo errore in fase d’appoggio, nasce una palla gol nerazzurra con Politano che, servito da Icardi, viene murato da Bonucci.

I padroni di casa, nel primo parziale, si rendono pericolosi solamente con i colpi di testa di Mandzukic e Chiellini, che trovano pronto Samir Handanovic. Il tecnico bianconero, di fronte alle difficoltà dei suoi a centrocampo, risponde invertendo la posizione dei due terzini. De Sciglio a destra si rende autore di un’ulteriore prova eccellente in fase difensiva, impedendo a Perisic di affondare lungo la fascia e annullando l’asse caldissimo tra il numero 44 e Joao Mario. Cancelo a sinistra si rivela l’uomo in più nel centrocampo dei padroni di casa, creando una superiorità numerica devastante lungo la fascia dalla quale, dai suoi piedi, nascerà l’episodio che indirizzerà la partita a favore della Juventus. Al 66’, il terzino portoghese mette in mezzo un cross morbido per Mandzukic, che apre e chiude i conti all’Allianz.  La formazione campione d’Italia disputerà la restante mezz’ora in maniera impeccabile, gestendo il pallone senza mai correre rischi in fase difensiva, e assumendo la supremazia del centrocampo, grazie ad un notevole innalzamento del baricentro. Tuttavia, risulta evidente come la sostituzione di Politano – l’uomo più pericoloso del reparto offensivo interista – per Borja Valero abbia notevolmente agevolato il compito degli uomini di Allegri. A dir poco monumentale la prova di Giorgio Chiellini, il quale ha stravinto il duello fisico e tattico con Mauro Icardi. Piuttosto sottotono l’esame di Cristiano Ronaldo, non fenomenale come in altre uscite. Tuttavia, anche quando il fuoriclasse portoghese non è al meglio, Allegri può fare affidamento su un altro campione, ovvero Mario Mandzukic, il cui gol conferma il suo essere incredibilmente decisivo nei match clou. Una nota che fa sorridere il tecnico ex Milan è il ritorno in campo di Emre Can, il quale sarà l’uomo in più in un centrocampo apparso stanco e bisognoso di una piccola ma meritata vacanza.

Le pagelle della Juventus:

Szczesny 6,

De Sciglio 6,5

Bonucci 6,5

Chiellini 7,5

Cancelo 8

Matuidi 5,5

Pjanic 6

Bentancur 6,5

Dybala 5,5

Cristiano Ronaldo 6

Mandzukic 7,5

Douglas Costa 6

Emre Can S.V.

(Giacomo Chiarandà)

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