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ALLA RISCOSSA! Parliamo del progetto Le Ossa Power II con l’artista Nevruz Joku

ALLA RISCOSSA!

Parliamo del progetto Le Ossa Power II con l’artista Nevruz Joku

A cura di Riccardo Gramazio_Ricky Rage

Nessun compromesso, nulla che possa scalfire l’integrità intellettuale, artistica e morale. Politica fottutamente DIY, rabbia e resistenza. Insomma sapere che in Italia esistano realtà come Le OssA Power II, non può che renderci felici e, in qualche modo, farci credere ancora in qualcosa. Non perché determinate prese di posizione siano indiscutibili o assolute, ma semplicemente per il fuoco dell’esigenza che ha permesso loro di nascere, perché dove c’è onestà, destra o sinistra, ovest o est, nero o bianco, c’è la vita. E sì, vale anche per la musica. Il progetto in questione è molto più che interessante e noi abbiamo l’obbligo di proporvelo. Parliamo del nuovo AllA RiScOssA! con Nevruz Joku, personaggio carismatico e di indubbio spessore. Neurorock sia!

Benvenuti su MDN, bello avervi qui. Partiamo con la presentazione del progetto. Un po’ complesso riassumere tutto il percorso, ma proviamoci…

Le OssA nascono nel 2008, un anno dopo lo scioglimento dei Water in Face. Da quel power duo batteria e chitarra mi sono spostato alla voce e chitarra, e da lì è cominciato un viaggio lungo e imprevedibile: DR. Scheletro, Monsieur Dèmon, un collettivo di quaranta musicisti, manifestazioni politiche, cortei, un album prodotto dagli Elio e le Storie Tese con la partecipazione di Faso, Civas e Roberto Gualdi, assieme ai musicisti del collettivo Le OssA. Poi la pandemia, Dandy Bestia che mi convince a riprendere in mano la chitarra, i riff che nascono in un ex asilo in campagna. E infine VeRoNicA, incontrata tramite l’amicizia comune con Morgan, la sua penna tagliente, la sua visione. Le OssA Power II sono il punto di arrivo di tutto questo, e allo stesso tempo un nuovo inizio. Un power duo che picchia forte, NeuroRock, indipendenza totale. AllARiScOssA! è il manifesto sonoro di quello che siamo adesso.

Il marchio Le OssA PowerII rappresenta quindi la nuova rotta artistica, come detto, testimoniata alla perfezione da AllARiScOssA!, un disco parecchio diretto ed energico. Quanto è importante per voi questo ultimo lavoro?

AllARiScOssA! non è un disco, è una dichiarazione di esistenza. Lo abbiamo registrato dopo un anno di prove e un anno di live tra spazi sociali e manifestazioni politiche, quando abbiamo capito che era il momento di fissare quei brani. Ogni traccia è il risultato di un processo creativo che non si è mai fermato e che non si fermerà. È importante perché è onesto, perché non ha chiesto il permesso a nessuno, perché nasce da una necessità reale e non da una strategia commerciale. Per noi è il punto di partenza, non di arrivo. Già mentre usciva stavamo lavorando a nuovi brani per un secondo album. Il nostro processo creativo è assolutamente solido, e questo disco ne è la prova.

Punk, noise, stoner, ma anche grunge. La vostra musica è sì la vostra musica, ma raccoglie e omaggia sonorità delle vecchie e care scuole alternative e ruggenti. Come siete arrivati a questa concezione artistica? Ve lo chiedo, anche se penso che alla fine sia semplicemente una questione di attitudine…

Hai risposto da solo, ed è la risposta giusta. È attitudine. Non ci siamo seduti a tavolino a costruire un suono, è venuto fuori naturalmente da quello che siamo e da quello che abbiamo ascoltato tutta la vita. Dandy Bestia mi diceva che la formula del power duo, chitarra potente e batteria scarcassona, era vincente. Lui ci vedeva qualcosa che io forse davo per scontato. Quella conversazione durante la pandemia ha acceso qualcosa. Il resto è venuto da sé, come deve essere quando la musica è vera.

Al centro di tutto troviamo il concetto di ribellione, quella sana, quella viscerale, quella necessaria per provare a cambiare un minimo le cose. Il mondo sta andando totalmente a puttane, tutto è assurdo, folle, disperatamente oscuro. Possiamo ancora salvarci?

Non lo so se possiamo salvarci, e chiunque ti risponda con certezza probabilmente ti sta vendendo qualcosa. Quello che so è che arrendersi non è un’opzione. AllARiScOssA! non nasce dal pessimismo, nasce dalla rabbia, e la rabbia è energia, è movimento, è vita. Il mondo sta andando a puttane perché troppa gente ha scelto l’obbedienza, il silenzio, la delega. Noi scegliamo l’azione diretta, la disobbedienza, il rumore. Non come gesto eroico, ma come necessità quotidiana. May-Be A Flower chiude il disco non a caso: non la certezza di farcela, la possibilità. Un fiore che può essere schiacciato ma sceglie di resistere e rinascere. È tutto lì.

Il singolo I Don’t Care è più che rappresentativo. Ne parliamo? Anche perché ci sarebbe una storia molto interessante dietro…

I Don’t Care è il brano più rabbioso, frammentato e dadaista dell’album. Eredità diretta della lezione degli Skiantos, che usavano il caos sonoro per denunciare la frammentazione di un mondo in guerra. Il videoclip è stato girato durante la Street Parade Antimilitarista di Modena dell’ottobre 2025, con migliaia di persone in strada, una delle manifestazioni più partecipate degli ultimi anni in città. Lo abbiamo pubblicato il 3 gennaio 2026 e nel giro di pochi giorni è coinciso con l’intervento militare USA in Venezuela. Non era pianificato, è stata una coincidenza che ci ha tolto il respiro. La nostra posizione è netta e non cambierà: né un soldo né un soldato, contro tutte le guerre.

Una tracklist perfetta è senza punti deboli. AllARiScOssA!, scorre via che è un piacere, diverte e convince. Ecco, quante canzoni avevate a disposizione per il progetto?

Avevamo una ventina di brani quando abbiamo selezionato le nove dell’album. Non è stato facile tagliare, ogni brano aveva una sua ragione, un suo spirito. Ma alla fine abbiamo scelto quelli che insieme formavano un arco narrativo coerente, un percorso che va dall’esplosione iniziale di Awakening fino alla fragilità combattiva di May-Be A Flower. Gli altri brani non sono spariti, stanno alimentando il secondo album. Il nostro processo creativo non si ferma mai.

Ogni brano ha una propria ragione, un proprio spirito. Vi chiedo di scegliere le vostre preferite, chiaramente motivando…

Burn Me Down With Fire perché è il cuore politico del disco. Quel mantra “TWO TWO” che torna ossessivo, il tempo dell’obbedienza è scaduto, punto. Non c’è spazio per le mezze misure, non c’è spazio per chi sceglie di restare a guardare mentre il mondo brucia. È la traccia che sento più mia ogni volta che la suono dal vivo. I’m Now A Voice perché è il brano di VeRoNicA nel senso più profondo. È un’affermazione di esistenza per chiunque sia stato silenziato, incompreso, ignorato. Per ogni persona neurodivergente, queer, marginalizzata che ha dovuto lottare per avere il diritto di esistere. È la canzone che VeRoNicA ha dedicato a me, alla mia storia. Quando la canto penso a lei, a me, penso a chi ascolta e si riconosce, e quella connessione è la ragione per cui facciamo questo. May-Be A Flower perché chiude tutto in modo inaspettato. Dopo tanta rabbia, tanto rumore, tanto caos, arriva questo fiore che non ha la certezza di essere un fiore ma sceglie di esserlo comunque. È la traccia più fragile e allo stesso tempo la più coraggiosa dell’album, sorretta da un sound psychedelic metal noise. È dove tutto si raccoglie.

Domanda difficile, ora, e forse bastarda. Il concetto di indipendenza assoluta guida da sempre anche me, perciò vi seguo. Il vostro disco è disponibile solo su Bandcamp, per esempio. In bio ho letto della partecipazione a X Factor, programma mainstream e, per me, in qualche modo nocivo per il sistema musicale. Nessuna accusa, ci mancherebbe, soltanto la curiosità di un artista che, in buonissima fede, è presente su Spotify, servizio politicamente lontano da voi. Cosa mi dite? Sì, togliamo il forse: questa è un po’ bastarda…

È una domanda onesta e merita una risposta onesta. Con i Water in Face ero giovane, combattevo un sistema che non conoscevo ancora da vicino. X Factor è stata un’esperienza che mi ha insegnato molto, soprattutto cosa non volevo essere. Da quel sistema sono fuggito scegliendo la libertà, e ho pagato il prezzo di quella scelta: nel 2011, circa un anno dopo la partecipazione, ho rifiutato un contratto Sony da 180.000 euro perché non ero disposto a cedere la mia libertà artistica. Non l’ho mai rimpianto. Bandcamp è l’unico posto dove Le OssA Power II possono stare con integrità, perché lì il rapporto con chi ci supporta è diretto e trasparente: ogni acquisto va direttamente all’artista, senza intermediari, senza algoritmi. Su altre piattaforme posso esistere con altri progetti, ma sempre alle mie condizioni, mai cedendo libertà artistica. E il fondatore di Spotify, Daniel Ek, ha investito centinaia di milioni in Helsing, società di intelligenza artificiale militare che produce droni da combattimento. Questo per Le OssA Power II è un confine che non attraversiamo. Detto questo, capisco che ognuno faccia i conti con le proprie contraddizioni nel modo che può. Non è un giudizio, è una scelta che abbiamo fatto e che rivendichiamo.

In Italia sta facendo un po’ tutto cagare, movimenti artistici e musicali compresi. Il vostro punto di vista?

Sì, fa cagare. L’ondata Rap e Trap ha spento quasi ogni entusiasmo per la musica d’avanguardia suonata dal vivo, i contesti si sono chiusi, le istituzioni culturali guardano dall’altra parte, l’industria premia chi si adegua. Ma è sempre stato così per chi sceglie di stare fuori dagli schemi. La differenza è che oggi gli strumenti per farlo da soli ci sono, e Bandcamp ne è la prova. Il problema non è il sistema, il problema è chi aspetta che il sistema gli dia il permesso di esistere. Noi quel permesso non lo abbiamo mai chiesto e non lo chiederemo mai.

Quali sono gli artisti e i dischi che più vi hanno influenzato?

Non c’è un disco in particolare ma piuttosto siamo stati influenzati dal loro stile e attitudine: Nirvana, Beatles, Queens of the Stone Age, Iggy Pop, White Stripes, Black Sabbath, Syd Barrett, Sonic Youth, Ramones, Rage Against the Machine, Joy Division, Celentano, Skiantos. E poi Demetrio Stratos, per la sperimentazione vocale. E Dandy Bestia, che non è solo un’influenza musicale ma una presenza umana che ha cambiato il modo in cui guardo alla musica e alla vita. C’è il caos e la melodia, la rabbia e l’ironia, il rumore e la poesia. Tutto quello che siamo viene da lì.

Come state promuovendo l’album?

DIY totale, con il supporto dell’ufficio stampa Divinazione Milano. Contenuti social, interviste, live in contesti che abbiano un senso politico e culturale. Il 25 aprile suoneremo al Parco Amendola di Modena, e stiamo lavorando ad altri appuntamenti per l’estate. Non ci interessa suonare ovunque, ci interessa suonare dove la nostra presenza abbia un senso. Siamo aperti a nuove proposte.

Cosa non vi ho chiesto?

Non ci hai chiesto di VeRoNicA Zeta Kurt, e forse è la cosa più importante. È la mente e la penna del progetto, co-autrice di tutto, autistica di livello 2 con disabilità fisiche. Non può suonare, cammina con difficoltà, ma durante i live c’è un momento in scaletta in cui sale sul palco, dice la sua, poi riscende. Ogni suo verso è una dichiarazione poetica sovversiva. Senza di lei Le OssA Power II non sarebbero la stessa cosa. E non ci hai chiesto del NeuroRock, che non è un’etichetta di marketing ma il modo più onesto che abbiamo trovato per descrivere quello che siamo: un progetto che nasce dalla neurodivergenza e per la neurodivergenza. Non come tema decorativo, ma come motore. Prima di ogni show proponiamo un dibattito pubblico sulle neurodivergenze curato dal Dott. Luca Negrogno, sociologo dell’Università di Bologna, con la partecipazione mia e di VeRoNicA. Il Rock è il linguaggio, il Neuro è la radice.

Salutate i nostri lettori, allegando tutti i principali link de LeOssApowerII

Grazie a MDN e a chi è arrivato fino in fondo. Le OssA Power II non sono intrattenimento. Sono la resistenza. Se volete sostenere il progetto potete acquistare l’album su Bandcamp, ma il modo più vero per incontrarci è dal vivo. Ai concerti troverete anche le copie fisiche di AllARiScOssA! con la nuova copertina e il nuovo mix definitivo. È lì che tutto esplode davvero.

Bandcamp: https://leossapower2.bandcamp.com/album/allariscossa

Instagram: https://www.instagram.com/leossa_powertwo

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YouTube: https://youtube.com/@leossapowerii

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