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CUORI E CROCI Monroe e il progetto MyLaserdog

A cura di Riccardo Gramazio_Ricky Rage

MyLaserdog, l’interessantissimo nuovo progetto del cantautore fiorentino Monroe, già noto nel capoluogo toscano per duttilità e produzioni varie, si presenta solido, diretto e maturo. L’artista ha inserito nelle canzoni di questo primo Cuori & Croci Luminose anche Occasionali, opera nata con il supporto di Resisto, un vero e proprio universo emotivo, ruvido e dolcemente oscuro. Ossimoro o qualcosa del tipo? Sì, vero, ma non saprei descrivere meglio la natura di questo album. Abbiamo invitato Monroe, allora, curiosi di conoscere la sua storia e la sua idea musicale…

Grazie per essere qui, ragazzo. Dunque, prima di parlare del disco, proviamo a fare un po’ di chiarezza: myLaserdog è il progetto del cantautore Monroe e il cantautore Monroe sei tu. Come mai hai voluto, come dire, separare il tuo nome d’arte da questo percorso?

Ciao, Ricky! Monroe si riferisce alla mia identità come musicista in generale, ed è vero che è il compositore e cantante di questo primo lavoro che non voleva però essere “il disco di Monroe”, ma un album di myLaserdog. Diciamo che myLaserdog è una delle facce di Monroe – ma non l’unica-, per questo ho voluto dare un altro nome al progetto, un nome che mi sembrava significativo/identificativo per questo percorso specifico.

L’operazione è partita nel 2025 con il supporto di Massimiliano Lambertini e Michele Guberti, figure che conosco da tempo e che apprezzo molto. Ecco, parlami un po’ di questa collaborazione…

La collaborazione con Massimiliano e Michele è stata, come dire un una sola parola… formidabile!

Avevo già registrato in altri studi e mi ero confrontato con altri produttori in passato, ma con loro è stato per me completamente diverso. Mi sono reso conto a un certo punto di avere a che fare con due veri professionisti, che la sapevano assai più lunga di me su questioni come la produzione o il sound. Quindi, prima titubante, poi sempre meno, mi sono messo in discussione con loro, e abbiamo rivisto insieme quello che avevo scritto. E man mano mi sono fidato completamente, perché avevo capito che tutto quello che saremmo andati a fare non avrebbe snaturato l’idea iniziale dei brani, il loro concetto fondamentale, ma avrebbe solo aggiunto bellezza e, secondo me, così poi è andata.

Cuori & Croci Luminose anche Occasionali è un lavoro intenso, a mio modo di vedere molto istintivo. Raccoglie brani forti, penetranti e arrabbiati. Cosa hai voluto inserire in queste canzoni?

È sempre piuttosto difficile descrivere le mie canzoni, perché comporre per me è più un flusso di coscienza che non un’intenzione effettiva di parlare di qualcosa di specifico. Quindi a volte non so bene quello che scrivo. Detta così suona male, mi rendo conto, ma solo a distanza di tempo diventa un po’ più chiaro il concetto subconscio che sta dietro alla stesura di un testo. Tipo Circo Fantasma è una canzone che parla fondamentalmente di dipendenze, ma questo l’ho scoperto solo dopo la decima volta che mi hanno chiesto che cosa volevi dire con questa canzone? Quello che so è che, nella scelta dei brani che poi sono stati inseriti in questo lavoro, ho voluto spaziare, cercando di fermare una prima fotografia di differenti colori ed emozioni; quindi, ci sono brani più arrabbiati e altri che chiamerei neuro-romantici, e altri di desolata speranza.

Le sonorità sono ruvide, taglienti, e vanno tutte insieme a tessere una tela bella solida. Ciò che però sorprende durante l’ascolto è l’originalità dello stile. Rock, assolutamente rock nell’insieme, ma fuori da ogni linea guida o quasi. Di che musica parliamo, secondo te? Non so perché, ma trovo tutto molto pulp e piacevolmente oscuro…

Innanzitutto ti ringrazio per il bellissimo complimento. Ho cercato in qualche modo di fare qualcosa di personale, cioè non proprio intenzionalmente, ma durante la scrittura dei brani mi sono ritrovato in una dimensione “diversa”, una dimensione dove malgrado i mille riferimenti e influenze veniva man mano fuori uno stile che anche io sento un po’come diversamente-catalogabile, e sono molto contento che questa sensazione sia non solo mia ma condivisa anche da te. Pulp e Oscuro! Beh, sì, credo sia anche così in parte, a questo proposito cito una frase detta da uno dei miei più cari amici dopo aver ascoltato l’album: «Ma sì, perché dietro tutte quelle melodie strappacuore è un album marcissimo!» Condivido questo pensiero.

Interessantissimo anche il tuo modo di cantare, di utilizzare la voce. Si sposa alla grande, anzi, spesso sembra davvero uno strumento vero e proprio. Come sei arrivato a questa forma di comunicazione?

Non saprei, qualcosa che ho scoperto nel tempo e che si è sviluppato in modo semplice e naturale. Che poi, in realtà, a dirla tutta, ho iniziato a cantare per necessità. Mi spiego meglio: inizialmente ero “solo” un chitarrista / compositore, ma fin dalla mia primissima band non riuscivamo a trovare – io e il mio partner dell’epoca- un cantante che riuscisse a sposare l’intenzione che mettevamo nei brani o che cercavamo nello stile vocale. Quindi dopo un po’ di tempo mi sono arreso e ho detto: «Ok, basta! Nulla dai, provo a cantare io, e chi si è visto si è visto!» È iniziata così. Poi nel tempo la questione deve avermi preso la mano e mi sono reso conto che scrivere testi e cantare, raccontare le “mie cose” era diventata una dimensione per me quasi più importante delle partiture musicali stesse, mi sono ritrovato a dedicare sempre più tempo nel coltivare l’espressività vocale.

Le prime due tracce sono anche i due singoli scelti. Che canzoni sono Circo Fantasma e Lunar Park? Perché hai affidato a queste composizioni la presentazione del progetto?

La scelta dei due singoli è stata fatta insieme a Massimiliano Lambertini e Michele Guberti. Abbiamo scelto due brani che potevano dare una prima idea dei differenti colori che si possono trovare all’interno dell’album. Circo Fantasma come primo singolo perché ha l’energia di un’apertura live, un pezzo diciamo più immediato e d’attacco che ci sembrava giusto come primo start. Lunar Park è invece un brano a suo modo più intimo, che si apre su altre profondità e ha un respiro diverso, un po’ come a voler dire: «Non di solo rock stiamo parlando…»

I testi sono introspettivi e sinceri. Insomma, non ti sei certo tirato indietro e non hai nemmeno voluto addolcire pillole varie…

Sì, effettivamente credo di essermi messo abbastanza a nudo durante la stesura dei testi. Ovviamente con tutti i travestimenti del caso, i sottintesi che magari capisco solo io e i concetti vagamente nascosti. Ho comunque cercato di esprimere me stesso, senza edulcorare o fingere pose in cui non credo, ma raccontando un po’ le cose per come le vedo.

Pillole, appunto. Parlami di La Dott.ssa Cavallo, uno dei pezzi più riusciti…

Sono molto contento che citi La Dott.ssa Cavallo, che tra l’altro è una delle canzoni sulle quali abbiamo meno messo le mani in fase di produzione. Ci è sembrato giusto restare fedeli alla sua versione “originale”, quasi 5 minuti di brano, come una suite dove mi sono concesso di spaziare in parti musicali più articolate che attingono a stili diversi, qualcosa di meno accessibile forse a un primo ascolto, ma che poteva dare un’idea più ampia sulle differenti sensibilità del progetto.

Quali sono state le tue principali ispirazioni musicali?

Ho ascoltato e ascolto tantissime cose diverse, mi sa che farei una lista infinita, se dovessi iniziare. Quindi proverò a essere conciso e a citare solo alcuni nomi tra i tanti che credo mi abbiano in qualche modo influenzato: Jane’s Addiction, Bob Dylan, Velvet Underground e Lou Reed, Edoardo Bennato, ma anche Umberto Tozzi e i primi due album di Battiato, Fetus e Pollution.

Questo è il primo disco firmato myLaserdog, ma in realtà hai fatto parecchie cose in passato. Mi fai un riassunto?

Ecco il riassunto semplificato fondamentalmente in queste fasi: la prima band che ho formato nella quale scrivevo testi (in inglese) e musica è stata una band trash-metal. Successivamente sono entrato a far parte di varie formazioni dell’underground fiorentino, solo come bassista per esempio (per i BES), o solo come cantante (nei Be Gold I). Contemporaneamente scrivevo brani per un progetto solista dal nome Black Death Revolution. Poi la svolta di scrivere in italiano, e ha preso vita il power-trio Montechristo, con i quali abbiamo registrato un album autoprodotto dal titolo I Cristi e le Madonne. E adesso la nuova avventura di myLaserdog…

Se dico Firenze?

Così, adesso su due piedi, mi viene di rispondere Diaframma e Manitoba. Diaframma una realtà storica, con brani come Gennaio, Io amo lei (bellissimi anche i video di queste due!) e L’odore delle Rose ad esempio, che sembrano non invecchiare mai, neanche a distanza di anni. I Manitoba invece sono una band più recente – ma in giro già da qualche anno- che stimo molto e che mi ha piacevolmente colpito con il primo album Divorami e che continua a incuriosirmi.

Cosa stai facendo ora e cosa farai in futuro?

Al momento mi sto concentrando sul definire la line-up della band per i live, che saranno l’effettiva prova del fuoco per questo progetto. Nel prossimo futuro vorrei realizzare alcuni video per questo primo album, per aggiungere ancora qualcosa e per provare a dare un’idea più ampia dell’immaginario di Cuori&Croci.

Saluta i lettori, ricordando pagine e canali per seguirti…

Un saluto e un ringraziamento di cuore a te Ricky e a tutte le lettrici e i lettori di MDN !

Potete seguirmi su Instagram digitando semplicemente mylaserdog scritto tutto di seguito così. A presto !!

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