
A cura di Riccardo Gramazio_Ricky Rage
Negli studi della BBC, per lo show Never Mind The Buzzcocks, Alice Cooper ne raccontò una bella. Che il personaggio più celebre del cosiddetto shock rock ne abbia combinate di ogni e, appunto, di belle è sì cosa nota, ma ciò che mi appresto a riportare è davvero singolare.
Nel 1970 il cantante di Detroit, tramite un agente, venne infatti invitato da Elvis Presley a trascorrere una piacevole serata nella suite dell’Hilton di Las Vegas, uno dei luoghi leggendari della storia della musica e residenza fissa o quasi del Re dal 1969 al 1976. A completare la lista degli ospiti la cantante Liza Minelli, il papà del twist Chubby Checker e la pornostar del cult Gola Profonda Linda Lovelace. Vero, diciamocielo, chi non vorrebbe passare una nottata con personalità di questo tipo? Bene, immaginate i componenti della allegra banda riuniti in ascensore per raggiungere la suite e immaginateli poi perquisiti scrupolosamente all’ingresso dalle guardie di Elvis, i membri della mitica Memphis Mafia. Oh, che a nessuno fosse venuta in mente l’idea di presentarsi con un arma! Mai dire mai! Il Re si mostrò come sempre accogliente, affabile e compiaciuto, oltre che interessato particolarmente al pittoresco Alice, da lui battezzato semplicemente quello del serpente. Sapete benissimo quanto il nostro eroe abbia a cuore i boa e quanto i boa facciano parte dell’intero pacchetto fisico e artistico del rocker, non devo certo ricordarvelo. Tra l’altro, quasi amareggiato, Elvis confidò addirittura al nuovo amico che avrebbe voluto che l’idea dei serpenti intorno al collo fosse venuta a lui. Tra i due il feeling fu immediato, tanto che il mito di Tupelo obbligò Alice a seguirlo fino alla cucina della suite per mostrargli qualcosa di interessante. Il Re aprì un cassetto ed estrasse una calibro 38, così, senza alcun preavviso. Passò poi la pistola al giovane ospite che, per la cronaca, venne assalito da un brivido pericoloso ed eccitato al contempo. Perché questa situazione? Quale senso?
Ovvio, Elvis voleva soltanto mostrare all’ospite una tecnica per riuscire a disarmare in pochi secondi un uomo armato. Un test, una dimostrazione di tecnica e di sangue freddo.
Pronti, partenza e via? Assolutamente no, senza nemmeno capire come, Alice si ritrovò steso sul pavimento della cucina, con lo stivale di Elvis ben pesante sulla gola. Prova superata, ma per essere sicuro che il ragazzo di Detroit avesse davvero compreso le sue reali capacità da fighter, il Re si sbizzarrì ancora con qualche colpo a salve e, a dire il vero, piuttosto scomposto di karate, arte marziale da lui amatissima. Così, tanto per. Aneddoti, fottuti aneddoti, che noi amanti del rock and roll continuiamo a tramandare.
