
IL NUOVO DISCO DI SOLO1981
Intervista a Stefano Giambastiani
A cura di Riccardo Gramazio_Ricky Rage
Un artista che ha dedicato praticamente tutta la sua vita alla musica, con passione, con sincerità, con il perenne bisogno di raccontare e di suonare emozioni a spingere forte. Un’adolescenza segnata dal suono di Seattle e dal punk, un ruolo da protagonista negli Acid Brains, band che ha saputo davvero distinguersi nel panorama undeground italiano e che può realmente vantare un lunghissimo percorso, e ora, da qualche tempo, il progetto Solo1981. Stefano Giambastiani non ha mai smesso di proporre la propria idea, affidandosi a ciò che un uomo, un musicista ha di più importante: il cuore. L’ultima opera in studio si intitola V-Weird ed ha un carico emotivo a dir poco straripante. Tutto in questa interessante intervista…
Ciao, sono molto contento di averti qui per parlare del tuo nuovo disco. Prima però presentati ai lettori. Chi sei e che cosa fai?
Ciao, è un piacere anche per me! Sono Stefano Giambastiani, provengo da Borgo a Mozzano (Lucca), ma abito a Lido di Camaiore (Lu) da dieci anni. Dopo ventisette anni di onorata carriera con gli Acid Brains dei quali ero il frontman, cantante, chitrarrista e songwriter, progetto che è stato praticamente la mia vita e con cui ho fatto un percorso che mi ha dato molte soddisfazioni, dopo vari altri progetti musicali paralleli e un libro, Poesie, pensieri, pubblicato nel 2025, mi sono dedicato a tempo pieno al mio progetto solista Solo1981 ed eccomi qua.
Dunque, siamo giunti al quinto pezzo della tua collezione solista. Cosa rappresenta per te V-Weird e quale urgenza ha azionato il tutto?
Per me questo disco rappresenta un piccolo sogno che si realizza. Questo disco è veramente uscito da dentro perchè aveva bisogno di uscire, era davvero e realmente urgente. Mi sono messo totalmente a nudo e la composizione di questo album è stata totalmente spontanea e sincera. È esattamente quello che volevo fare. È anche un bel passo in avanti sia nella composizione che nella produzione perchè sono molto più consapevole di ciò che voglio fare e di come lo voglio fare. Lungi da me da dire che è un bel disco perchè non sta a me dirlo, ma ne sono molto orgoglioso, sia a livello musicale che lirico.
Otto composizioni, sei in italiano e due in inglese. A rendere ancora più intenso il progetto, la coppia di poesie musicali. Insomma, il disco ha un’idea ben definita e una forza oscura capace di disturbare chi ci finisce dentro. Questo, credimi, è un grande complimento. Cosa mi dici?
Prima di tutto ti dico grazie perchè vuol dire che il disco ti è “arrivato”. Io ce l’ho messa tutta. Nella mia vita ho dovuto superare vari momenti difficili e ho sempre visto la musica come una valvola di sfogo per tirare fuori tutto quello che ho dentro. Credo, nel mio piccolo, di esserci riuscito. Nello specifico ho messo dentro tutte le mie influenze musicali (post punk, new wave, industrial, elettronica, grunge, alternative rock, punk), e visto che ho sempre scritto anche poesie e pensieri (raccolte, come ti dicevo, nel libro che ho pubblicato l’ anno scorso) mi è sembrata una cosa interessante farle diventare poesie in musica in questo album.
Per presentare l’opera hai scelto Moon Dance (Acrilico Su Tela), un brano particolare ed ipnotico, ma diretto, tagliente e comunque in grado di stamparsi in testa. Quel «Male Male!» resta eccome e il finale è qualcosa di davvero disperato. Parliamone un po’.
Il brano è una polemica, una presa in giro sulla & della società di oggi, dove siamo schiavi dei nostri smartphone, dei pc, della tv spazzatura, della smania di postare, dei like, del futile, delle cose veloci e senza anima. Il mondo, secondo me, negli ultimi anni sta andando a rotoli e lo enfatizzo. Secondo me, stiamo un po’ morendo dentro e lo faccio notare. Questo pezzo vuol dire “svegliamoci”, riprendiamoci le nostre vite e certi ideali che sono andati persi. Sicuramente sono un boomer, ma sono contento cosi, a essere sincero.
Prima abbiamo parlato di due brani in inglese. Saturday Night e Crazy Man, lingua a parte, penso che portino ulteriori benefici alla tracklist e, neanche a dirlo, tendono ad alimentare la tensione generale. Come sono nate queste due canzoni e perché hai deciso di cantarle in inglese?
Io ho sempre amato cantare in inglese, chiunque mi conosca sa quanto mi piacciono Inghilterra (dove ho vissuto), Scozia e Irlanda. Questo tipo di sonorità fanno quindi parte di me. Con gli Acid Brains ho scritto vari album interamente in inglese per poi passare negli ultimi lavori progressivamente all’italiano. Idem con Solo1981: i precedenti album erano prevalentemente in inglese. Questo album invece è prevalentemente in italiano, ma i pezzi in inglese suonano diversi e sono più radiofonici, forse “easy listening”. Quindi, essendo un disco vario, un po’ bizzarro e cupo, secondo me, erano perfetti per completare l’opera e per dare ulteriori sfumature.
La chiusura del discorso prettamente notturno è affidata a Fantasmi E Vampiri. «Ascoltati, respira…» e mini viaggio sonoro. Cosa ti piace di questo pezzo?
L’ho scritta quando sono tornato da una vacanza in Polonia, dopo aver passato un momento molto difficile. Avevo bisogno di ritrovare forza e di ripartire. La Polonia è Paese inaspettatamente molto bello e dall’atmosfera “vampiresca”. Io sono un amante delle atmosfere tetre e gotiche, quindi mi ha ispirato e mi è sembrata perfetta per chiudere l’album.
Torniamo un attimo alla parte lirica e poetica. Dove hai condotto la penna?
L’ho condotta nel mio cuore e nella mia anima. Viene tutto da lì, spero si senta. Ho detto tutto quello che sentivo, senza filtri, senza pensarci, facendolo uscire nel modo più spontaneo possibile. Aggiungo che l’obbiettivo di questo disco è aiutare le altre persone che ogni giorno devono combattere e magari superare momenti difficili, condividere le emozioni al fine di “dare” qualcosa agli altri.
V-Weird è supportato da Wanikiya Record e da Karma Records del mio amico Paolo Modolo. Puoi spiegarmi la situazione?
Paolo è mio amico da anni, c’è stima reciproca e sintonia totale negli ideali e nella concezione dell’arte. Diciamo che a livello umano abbiamo una tempra molto simile. Di conseguenza tra di noi è venuto tutto spontaneo; c’è sinergia sia nelle idee che nel modus operandi, c’è passione e voglia di cose vere e sincere. Sono molto contento di lavorare con lui. Anche Wanikiya è gestita da un altro ragazzo, Salvatore Mr. Jack, che conoscevo già da tempo e che fa le cose con il cuore. Ho pensato che questa accoppiata potesse funzionare e sembra che lo stia facendo.
Spulciando nel mio ormai vastissimo archivio, ho ritrovato materiale degli Acid Brains. Dimmi tutto ciò che ti viene in mente…
Gli Acid Brains sono stati la mia vita per ventisette anni, erano il mio primo e ultimo pensiero del giorno, dal 1997 alla fine del 2024. Da quando eravamo dei ragazzi cresciuti a pane e Nirvana, figli del Seattle sound e della scena punk & hc fino all’età adulta con varie contaminazioni. Penso di poter dire a voce alta che abbiamo fatto qualcosa d’importante nella scena underground alternative rock/ punk italiana e non solo. Nonostante sei cambi di formazione e tutte le vicissitudini siamo sempre stati veri e sinceri fino all’ultimo secondo. Non so se mai ripartiremo, ma so che ho dato tutto e che sono molto orgoglioso di quello che ho e che abbiamo fatto.
La mia solita, bastardissima domanda. Situazone musicale in Italia? Sto scrivendo in pieno periodo sanremese, tra l’altro…
In Italia si va male e purtroppo non vedo miglioramenti, a oggi. Ci sarebbero molte band e artisti validi, ci sarebbero idee e persone che ci credono davvero, ma manca tutto il resto. Mi spiego, la gente è menefreghista, manca la curiosità di sentire qualcosa di nuovo, si parte prevenuti, non c’è la volontà di dare spazio alla musica inedita, salvo che per rare eccezioni. I locali devono poi pur campare e magari puntano sui dj set o sulle coverband e quindi diventa difficile… Grazie a Dio ci sono le eccezioni…
Cosa non funziona, secondo te?
Prima di tutto mancano i giovani. Nei locali molto spesso ci sono persone over 30 e non c’è ricambio generazionale. Spero di essere smentito presto perchè i giovani sono il futuro, sono fondamentali.
I social network e la musica digitale hanno poi levato la voglia di comprare un disco, di leggere un testo, di sentire un disco intero. Deve essere tutto veloce, catturare l’attenzione subito e, in pochissimo tempo, si passa ad altro, senza che resti niente. Questa nuova concezione della musica sta facendo molto male al settore. Poi in Italia si va sempre dietro alle cose che vengono da fuori, non c’è fiducia nella nostra scena. Infine, come detto sopra, i locali, che sono pochi e spesso con pochi soldi, prediligono sempre più spesso le cover band, le tribute e i d jset, dando sempre meno spazio alla musica inedita. All’estero, secondo me, specie nelle isole britanniche e in Germania la situazione è migliore. Lì, qualcosa di buono sta tornando e le cose stanno cambiando….
–Come stai promuovendo il disco?
Con tutte le mie forze! Logicamente tramite radio, riviste musicali, quotidiani che danno spazio alla musica, webzine, web tv, tv, social network e concerti live. Ho vari contatti sviluppati negli anni di attività musicale e sto cercando di fare del mio meglio. Le due etichette per cui è uscito stanno facendo un ottimo lavoro e, nel mio piccolo, credo che possa venir fuori un bel lavoro. Inoltre a breve ci sarà un ulteriore sorpresa…
–Spazio per una domanda a piacere…
Chi vorresti ringraziare? Vorrei ringraziare prima di tutto Paolo di Karma Field records per l’ottimo lavoro che sta facendo, Salvatore di Wanikiya record/promotion, mia moglie che mi supporta e sopporta, Rosario Magazzino per il gran lavoro nel mix e nel master che ha fatto per questo disco, Matteo Teani che l’ha registrato e un po’ anche me stesso che, nonostante tutto e l’età non più giovanissima, sono ancora qua… Grazie a te per questa bella intervista e a tutti voi che la leggerete per il vostro tempo.
Saluta i lettori, allegando tutte le pagine per seguirti online…
Potete trovare tutto sul progetto Solo1981 qua:
SOCIAL
FB https://www.facebook.com/soloproject1981
IG https://www.instagram.com/solo1981_
BANDCAMP https://solo1981.bandcamp.com/
SOUNDCLOUD https://soundcloud.com/soloproject1981
SPOTIFY https://open.spotify.com/artist/10r7gweoN0bYSZh8E409r2?si=Ti7IKRW5TIuvRs7dDn68Nw
NUOVO ALBUM V WEIRD DIGITAL STORES
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YOUTUBE
https://youtube.com/playlist?list=PLPXL9qSD-oiEWcdGiifj0Ow69AruxmYzQ&si=vx98t2KTrO06Hqm1
VIDEO YOUTUBE
Moon Dance (Acrilico su tela) 2026
https://youtu.be/nAtpofqV030?si=pkbo8TSJCOV20mR
Respingimi (2023)
https://youtu.be/U4MgEzXFZEg?si
Cold days (2021)
https://youtu.be/uIF723USdGE?si=SGEY0hS0Dx0yU3YV
