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PROVE IN AEREO Lennon e Clapton verso Toronto

A cura di Riccardo Gramazio_Ricky Rage

Immaginate di ricevere la telefonata di un organizzatore di eventi che, per arricchire il suo nuovo grande spettacolo, tanto gradirebbe la vostra presenza sul palco. L’evento è di grossa portata, davvero di grossa portata, si parla di un festival rock and roll con i controcazzi. Una gran bella occasione, uno show importante al quale dovete per forza partecipare, vero? Soltanto qualche piccolo problema, però: il super concerto è fissato per domani, non avete una band stabile ad accompagnarvi, dovete di fatto tirare in ballo qualcuno di capace, non avete una scaletta ben precisa e la location è davvero distante da casa vostra, molto distante, dall’altra parte del mondo.

Il 12 settembre del 1969 John Lennon viene contattato da John Brower, l’impresario di Toronto che insieme al collega Kenny Walker ha messo in piedi il Toronto Rock And Roll Revival. Il tizio non ci crede poi tantissimo, ma spera comunque che il cantante sia miracolosamente disponibile il giorno dopo, per esibirsi e per ricoprire addirittura il ruolo di cerimoniere. I tempi sono più che ristretti, bisognerebbe correre di brutto, assoldare in fretta e furia personale, prepararsi al meglio… In più, aspetto non indifferente, come detto, ci sarebbe il viaggio da Londra a Toronto. Sorprendendo lo stesso Brower, Lennon accetta però l’invito; lui e la sua Plastic Ono Band saranno in Canada per aggiungersi alla già straordinaria line-up della manifestazione, composta da Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Doors, Alice Cooper e da altri pezzi da novanta. In fondo, non sono poi così poche ventiquattro fottute ore, se si ha voglia di fare.

Il progetto Plastic Ono Band è piuttosto semplice da spiegare, considerando formula e formazione: John Lennon e Yoko Ono, figure fisse e principali, e tutti coloro che, anche occasionalmente, dovessero ritrovarsi a suonare con loro. Per il Rock And Roll Revival, Lennon prova subito a contattare un altro dei Beatles, il grande George Harrison, che però ringrazia e rifiuta. Va molto meglio con il bassista Klaus Voormann (beh, lui può essere considerato membro ufficiale della band) e con il batterista Alan White. Senza Harrison, non resta che arruolare un bravo chitarrista, magari il più bravo di tutti. Un nome allora, quello di Eric Clapton, che con Lennon ha suonato per il Rock ‘n’ Roll Circus nel ‘68 con i Dirty Mac, il supergruppo costituito anche da Keith Richards dei Rolling Stones e da Mitch Mitchell della Jimi Hendrix Experience.

E aggiungiamo un bel sticazzi!

E aggiungiungiamo: «Che Gruppone!»

E aggiungiamoci un: «Viva la musica!»

Tutto perfetto e formazione improvvisata in tempi rapidissimi, tempi da record. Già, ma al mattino, con il volo prontamente fissato per il Canada, all’aeroporto non sono presenti John, Yoko ed Eric. Un bel casino. Brower è preoccupato, telefona a Clapton per rassicurarsi. Il chitarrista cade dalle nuvole perché l’invito di Lennon, per chissà quale ragione, non l’ha ancora ricevuto. In sostanza il buon Slowhand è costretto a indossare qualcosa, a prendere la sua amata strato e a correre in areoporto. Un’ora di tempo, un’ora soltanto. Ah, per la cronaca, anche qui non si sa perché, gli innamorati John e Yoko sono ancora a letto e quindi, come il chitarrista, in notevole ritardo. Malgrado ciò, in un modo o nell’altro, tutto bene quel che finisce bene: l’allegra e improvvisata compagnia può finalmente salire a bordo per raggiungere Toronto e il Rock And Roll Revival organizzato dalla coppia composta da Brower e da Walker

L’ultimo ostacolo da superare è quello delle canzoni da portare sul palco del festival, impiccio non da poco, a prescindere dalla duttilità e dall’estrema qualità dei componenti della nuova Plastic Ono Band. Cosa suonare e cosa cantare, dunque? Beh, prima di tutto canzoni che tutti conoscono come Yer Blues dei Beatles, che Clapton ha già suonato al Rock ‘n’ Roll Circus, magari qualche classico del rock come Blue Suede Shoes del chitarrista Carl Perkins o Dizzy, Miss Lizzy di Larry Williams, già eseguita tra l’altro dai Fab Four, e l’inedita di Lennon, Cold Turkey.

Ma dove provare i vari brani, vista la mancanza di tempo e di mezzi?

Ovvio, sull’aereo. E le cose vanno proprio così…

In pieno volo, per giunta, tra una strimpellata e l’altra, Lennon si lascia scappare anche una confessione pesante, pesantissima, che meriterebbe articoli a parte: dopo la tappa lascerà i Beatles.

Toronto, 13 settembre del 1969: dodici ore di musica dal vivo, più di ventimila spettatori e consistente pagnotta portata a casa da tutti.

L’esibizione della Plastic Ono Band in terra canadese è contenuta nel Live Peace in Toronto 1969, a essere sinceri, non proprio apprezzato dal pubblico o dai discografici, piuttosto contrariati dal cantato e dalla scrittura di Yoko Ono (Don’t Worry Kyoko e John, John), presente nel secondo lato. Vabbè, che l’artista giapponese sia da sempre al centro di chiacchiere è cosa nota, a pensarci.

In senso più ambio abbiamo comunque anche il documentario Sweet Toronto del ‘71, che sintetizza in maniera particolare l’ultima parte del festival e, di conseguenza, anche tutta la performance della Plastic Ono Band. Prima di concludere, sapete cosa vi dico? Senza nulla togliere all’importanza della data, ho l’impressione che l’immagine più bella di quelle quartantotto ore circa, stia tutta sull’aereo. Due miti della musica, John Lennon ed Eric Clapton, a provare cose sorvolando il pianeta. Che dite?

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