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STEVE MILLER

Articolo di Emilio Aurilia

Nato a Milwaukee nel Wisconsin il 5 ottobre 1943, ma cresciuto a Dallas è stato influenzato da due conoscenze fatte da ragazzo: il bluesman T-Bone Walker e il leggendario LesPaul costruttore del modello omonimo di una chitarra che, utilizzata da innumerevoli e famosissimi musicisti, ha fatto anch’essa la storia del rock.

Dopo la proficua collaborazione con Boz Scaggs verso la fine degli anni sessanta, abbandona gradatamente il rock grezzo per avvicinarsi al blues che gli consentirà di suonare con Muddy Waters e Buddy Guy.

Nel 1966 forma la Steve Miller Blues Band trovandosi costretto a eliminare presto la dicitura blues perché poco favorevole al periodo più votato al rock psichedelico a cui si dedicherà, mettendosi in luce con “Children Of The Future” (1968), “Brave New World” e “Your Saving Grace” entrambi del 1969.

Saranno tuttavia due altri prodotti a determinare il suo successo “The Joker” (1973), grazie anche all’efficacia del fresco brano omonimo e “Fly Like An Eagle” (1975) proprio per le loro concessioni al pop.

Una altro disco degno di nota sarà “Abracadabra” (1982), secondo molta autorevole critica, l’ultimo episodio degno di nota, intriso dell’inconfondibile stile chitarristico del suo titolare.

Nel 1988 Miller pubblica “Born 2 Be Blue”, l’unico prodotto realizzato a nome suo e non della band, in cui si avvale della collaborazione di musicisti jazz come Milt Jackson (vibrafono), Phil Woods (sax alto) e il vecchio sodale Ben Sidran (tastiere) collaboratore storico ai tempi di “Children Of The Future”, per un album interessante di stampo jazz blues in cui spiccano “God Bless The Child”, un pezzo di Billie Holyday e “Red Top” di Lionel Hampton.

Miller parteciperà altresì alla realizzazione dell’album “Flaming Pie” (1997) di Paul McCartney anche nelle vesti di coautore (“Used To Be Bad”), per chiudere con “Let Your Hair Down” (2011), finora ultimo prodotto della SMB.

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