
Articolo di Emilio Aurilia
Superato lo shock per la morte di Jones e reclutato al suo posto Mick Taylor, proveniente anch’egli dall’inesauribile fucina di John Mayall, la band ritrova se stessa con la pubblicazione di “Sticky Fingers” (1971) preceduto dal singolo “Brown Sugar”, un riferimento all’uso delle droghe, assai tipico per Jagger & co.
Al disco, che oltre al citato singolo raccoglie brani interessanti come “Wild Horses” e “Sway” con la collaborazione orchestrale di Paul Buckmaster, viene dedicata particolare cura dato il particolare momento ed è accolto bene anche grazie al successo della famosa copertina-jeans di Andy Warhol, tanto che su quella spinta realizzano l’unico doppio in studio: “Exile On Main St.” (1972), come unico è stato l’omonimo doppio per i Beatles.
Nonostante le intenzione di farne un prodotto indimenticabile, non è un gran disco, tanto da essere poche le canzoni che si ricordano: ”Tumblin’ Dice”, “Casino Boogie”, “Happy” la cui composizione e registrazione si devono quasi esclusivamente a Keith Richards, ad eccezione di vari interventi strumentali successivamente sovrincisi e “Ventilator Blues” a cui Taylor aggiunge il suo nome nella composizione alla coppia Jagger-Richards.
Un disco pieno di ospiti e in cui Wyman è spesso sostituto nel ruolo, prevalentemente da Taylor.
Anche “Goat’s Head Soup” dell’anno successivo non è un gran disco benché viva sulla romanticissima “Angie” pubblicata come singolo, mentre “It’s Only Rock and Roll” (1974) è l’ultimo episodio in cui compare Taylor e fa capolino Ronnie Wood nel brano omonimo che si avvale anche dei cori di David Bowie.
Senza nulla togliere al valore di Taylor, l’ingresso di Wood sembra amalgamarsi di più allo spirito stoneiano, composto anche di trasgressioni e irriverenze in pubblico e in privato, complice in buona parte la sua amicizia di lunga data con la coppia Jagger-Richards, per cui tuttora è annoverato nelle fila della longeva formazione, fornendole entusiasmo e linfa vitale.
Gli anni trascorrono febbrili fra concerti e dischi spesso caratterizzati dalla concessione alla musica del momento come la disco di “Emotional Rescue” ad aprire gli anni ottanta, mentre la decade successiva gli Stones registrano l’album “Steel Wheels” e un tour mondiale che tocca anche il nostro paese.
Nel 1994 la band subisce la defezione del bassista Bill Wyman, già sostituito spesso nel ruolo dallo stesso Wood e da Darryl Jones che, benché tuttora presente anche dal vivo, non ha ancora ricevuto l’investitura di bassista ufficiale.
Ci vorranno più di sette anni da “Bridges To Babylon” (1997) perché un nuovo disco d’inediti venga pubblicato: sarà “A Bigger Bang” a séguito appunto del “Bigger Bang Tour” del 2006 che ha registrato in luglio due date italiane a Milano e a Roma.
Non dovendo da tempo dimostrare più nulla a nessuno, dopo progetti solisti negli anni passati, nel 2016 offrono “Blue & Lonesome”, un disco di classici del blues.
Nonostante il decesso del batterista Charlie Watts nel 2021, il gruppo è tuttora inossidabile, vivo e vitale, riuscendo a pubblicare “Hackney Diamonds” (2023) pieno di prestigiosi ospiti fra cui Paul McCartney ed Elton John e, pare, siano già in procinto d’incidere un ennesimo disco.
