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TUTTO QUI? Intervista a Enrico Romagnoli, cantante dei Metanoia

 

TUTTO QUI?

Intervista a Enrico Romagnoli, cantante dei Metanoia

A cura di Riccardo Gramazio_Ricky Rage

I Metatonia sanno indubbiamente comporre ed eseguire musica buona. Convinti, diretti e arrabiati questi ragazzi abruzzesi pongono un quesito semplice, ma per nulla banale. Tutto sta nel titolo del nuovo disco. I tempi sparano certezze amare che non dovrebbero minimamente soddisfare l’individuo. Eppure qualcuno si rassegna, finge di star bene e qualcun altro nemmeno si rende conto dei drammi figli della società. Non resta che parlare un po’ con il cantante Enrico Romagnoli per comprendere meglio lo spirito della band…

Benvenuti, ragazzi. Sarà una chiacchierata interessante, ne sonon certo, ma prima presentatevi ai lettori…

Eccoci, noi siamo i Metanoia, una band abruzzese formata da Enrico Romagnoli alla voce, Giuseppe Genua alla chitarra, Federico Capuani alla batteria, Jacopo Marcozzi al basso e Ludovico Lalli alle tastiere.

Un nuovo riuscitissimo EP e, soprattutto, una strada ben delineata da seguire e da arricchire. Cosa rappresenta per voi Se Non Fosse Tutto Qui?

Per noi questo EP è un gridare ad alta voce quello che c’è nel mondo, quello che c’è dentro di noi, è una sveglia contro la superficialità, per far vivere le emozioni che purtroppo stanno svanendo sempre di più. Se non fosse tutto qui? non è solo una domanda retorica, è un chiedersi costantemente di fare di più.

Il disco propone cinque brani differenti, ma comunque legate molto bene tra di loro. Parliamo di canzoni capaci di raccontare pensieri ed emozioni in maniera davvero autentica e originale. Incertezze, tormenti, frustrazioni, senza però appesantire più di tanto il discorso, per sua natura già fin troppo complesso. Come avete raccolto le varie idee e quali erano i punti da dover per forza centrare?

Abbiamo messo insieme le idee andando per sottrazione. Avevamo più brani sottomano e siamo andati a fare un lavoro di fino, cercando di capire cosa volevamo raccontare, cercando l’essenziale delle cose. Non è facile rinunciare a delle canzoni, ma è un lavoro necessario.

Il vostro stile risulta piuttosto particolare, direi semplicemente indie, senza scomodare paranoie ed etichette varie. Voi cosa mi dite?

Che hai assolutamente ragione, etichettare non serve a nulla, perché più lo si fa più si creano limiti e confini e l’arte non c’entra niente con i limiti.

-Mi Sono Rotto il Cazzo! Sì, ho tolto gli asterischi… Il primo singolo è fottutamente radiofonico oltre che onesto come nient’altro. Ce lo siamo rotto tutti; la società, i ritmi forsennati, le responsabilità, la mancanza di empatia, di umanità, di bellezza, cioè, tutta questa merda ci ha resi infelici, nella migliore delle ipotesi, incompleti. E la domanda? Non c’è, voglio solo condivere con voi un pensiero nato al quinto ascolto consecutivo. Vi lascio la parola…

Hai detto tutto tu, ci siamo rotti le palle. Abbiamo trent’anni e non c’è un briciolo di futuro, di sicurezza, dobbiamo ridere per forza, dire che va tutto bene, mentre intorno a noi c’è il collasso. L’Italia sta affondando, ma facciamo finta che sia una nave stupenda che va a gonfie vele, noi ragazzi ne paghiamo il prezzo, sentendoci dire che non vogliamo sacrificarci. Non capiscono che 1500€ al mese, quando va bene, non permettono di avere una vita dignitosa, per non parlare del mondo del lavoro, tossico all’infinito.

A dire il vero ogni pezzo di questa piccola racconta potrebbe presentare alla grande i Metanoia. Tutto suona bene, nulla è mai banale e ogni spunto arriva diretto e preciso. Quanto siete orgogliosi di questo lavoro?

Ne siamo estremamente felici, perché è un disco a cui teniamo, in cui ci raccontiamo, e spogliarsi non e mai facile, farsi portavoce di malesseri generazionali non è facile, ma noi lo facciamo perché possiamo, perché abbiamo il giusto talento.

Avete voglia di dedicare due righe a tutte le altre canzoni? A me piace parecchio Blu, intensa, nostalgica, ma a modo suo confortante…

Blu è dedicata a mio padre, l’ho perso nel 2007, faceva il marinaio, l’ho accostato a questo padre di famiglia che parte per cercare un futuro migliore per il figlio, per la famiglia. Ecco, mio padre è nel suo viaggio e io posso ritrovarlo nelle onde blu che ogni giorno vedeva a lavoro. Per me il mare è mio padre. Esseri umani è una riflessione cruda su come siamo diventati cinici, su come gli ultimi non ci interessino più, purtroppo. Abbiamo perso la capacità di empatizzare, di preoccuparci per l’altro. Camilla è una dedica del nostro chitarrista alla sua ex, una canzone super dolce, in cui l’amore può finire, ma non va mai sprecato, è un pezzo davvero molto importante. Chiodo Arrugginito ha una parte musicale davvero interessante, con questo basso che sembra davvero un chiodo in testa, la batteria presente dall’inizio, si fa cantare facilmente e ci fa capire che se qualcuno ci entra dentro poi ne esce difficilmente, con fatica.

Come state promuovendo il nuovo materiale?

Lo stiamo facendo attraverso i canali social, facciamo quello che possiamo.

In Italia non sta andando bene quasi nulla. Per fortuna funziona la musica! Ironizzo, ovviamente, perché la situazione fa davvero cagare. Cosa mi dite?

In Italia c’è un mare magnum di musica, un sottobosco pieno zeppo di canzoni e di artisti, il problema è scoprirli. Se avessimo tutti un po’ di curiosità non sarebbe male.

-Possibili soluzioni, curiosità a parte?

Qui torna il titolo Se non fosse tutto qui?, perché davvero basta poco, ogni settimana ascoltare un artista diverso, scoprire. Si potrebbe fare la differenza, ma se si accende solo la radio o si va nelle solite playlist, allora lì è atroce.

-Le vostre influenze musicali? Io nel vostro sound sento parecchie cose, ma provate a sorprendermi…

Sicuramente c’è tanto Pino Daniele, per melodie e armonie, come attitudine ti direi i Negrita iniziali, il primo Vasco, guardando fuori mi viene da dirti Josè James e i Led Zeppelin per la parte musicale, per i testi non c’è un vero e proprio punto di riferimento.

Prima dei saluti, la famosa domanda a piacere. Cosa dovete per forza dirmi?

Che se la gente ci ascoltasse potremmo spaccare i culi, riempire posti importanti, siamo bravi e ne siamo consapevoli, ci serve solo la botta di culo.

Salutate i lettori con tutti i vostri link principali…

Ciao a tutti, ci trovate sui social scrivendo @storiedimetanoia

Niente link, troppo facile, un minimo sforzo, non è tutto qui.

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