Un guscio di noce contro la banalità del male
di Shaana De Santis
Lost Youth Productions

Sabato 2 agosto, in Sicilia, come avviene da anni, si è tenuto un corteo contro il Muos di Niscemi (CL).
Con immenso orgoglio e determinazione, in molti, provenienti dall’intera isola e non, hanno voluto esprimere il proprio dissenso nei riguardi del polo americano posto in una terra ricca di natura e cultura.
Infatti, attraverso il MUOS, è come se Niscemi fosse sempre in guerra, con un contributo diretto.
Dal 1991, presso tale località in provincia di Caltanissetta, è attiva la Naval Trasmitter Facility, che serve a premettere le comunicazioni iper-segrete dalla marina militare statunitense.
Naturalmente, la protesta non si è limitata a tracciare il confine tra i guerreggianti e la bella isola, ma ha assunto connotati etici importanti.
Tra le tematiche sollevate nel corso del presidio no MUOS, è stata sollevata anche la questione palestinese e l’offensiva cruenta dell’esercito israeliano, strettamente connesso alle forze americane presenti in zona.
Nell’ occasione, abbiamo incontrato il grande attivista e giornalista Antonio Mazzeo, recentemente rientrato dalla missione dedita a portare aiuti a Gaza, non andata a buon fine a causa dell’intervento dell’esercito israeliano.
(Guarda l’intervista ad Antonio Mazzeo https://www.youtube.com/watch?v=76M2tz9Sk3o&t=4s)
Disponibile e attento ad ogni tematica di un certo spessore, Mazzeo ha risposto alle nostre domande inerenti alle proprie motivazioni, che lo hanno portato a compiere un gesto tanto nobile, alla finalità della missione e a quanto ha riscontrato nel corso di essa.
A bordo dell’imbarcazione Handala (Freedom Flotilla Coalition), il cui nome rimanda alla tragica poeticità della resistenza palestinese, l’equipaggio è stato fermato in acque internazionali dall’IdF, e con sgomento, Mazzeo ci ha parlato degli occhi, o meglio, dello sguardo dei soldati, dolce e apparentemente innocente come appartenesse a un ragazzo qualunque, sebbene fosse lo sguardo di persone colpevoli di crimini efferati.
L’attenzione nei confronti di questo dettaglio rappresenta quanto sia insita nel mondo la banalità del male, e sfumato il confine tra buoni e cattivi; spesso, le cause di una crudeltà così profonda sono da rintracciare nell’educazione.
Tema applicabile anche nel nostro Paese, dove spesso, non vengono destinai i giusti capitali a servizi essenziali, per essere concentrati altrove e depauperare le nostre istituzioni anche educative.
Ed è proprio questo il tema centrale della protesta a Niscemi, come di molte altre in Italia; il totale disinteresse delle istituzioni nei confronti delle infrastrutture destinate al benessere delle persone, in contrasto con l’assoluta volontà di partecipare, e tacitamente contribuire ai conflitti in corso, dicendo addio all’umanità.
GUARDA IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE
https://www.youtube.com/watch?v=Llw8JAe9rog&t=7s
Ufficio Stampa Lost Youth Productions
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