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Carmine Iannone (Salernitana, che passione!): “Sempre compatti e uniti anche fuori dalla curva!”

Il 2019 è l’anno del centenario della Salernitana. L’ippocampo del calcio italiano nacque il 19 giugno 2019 in quella che anni dopo diventerà la capitale d’Italia, anche se per poco tempo. Ed è proprio negli anni successivi al secondo conflitto mondiale che la Salernitana ottiene la prima partecipazione al campionato di Serie A. Negli ultimi 40 anni, poi, con l’arrivo del fenomeno ultras a Salerno, la squadra granata è finita sotto gli occhi di tutti. Una tifoseria conosciuta a livello europeo e rispettata in molte parti d’Italia. Passione, calore. Numeri importanti sia in casa che in trasferta. Nel 1998 arriva la seconda promozione in Serie A. Nonostante la retrocessione che arriverà l’anno dopo, Salerno viene apprezzata e conosciuta in giro per l’Europa grazie al calore espresso dalla Curva Sud. Oggi, inizio primavera del 2019, tra crisi di risultati, politica che entra nel dibattito e possibile cambio di proprietà Salerno sta vivendo un momento difficile. Le operazioni di riparazione, effettuate nel calciomercato di gennaio, sembrano non pagare. E la pazienza degli ultras, intanto, è finita: curva sud disertata fino a fine stagione. Un messaggio chiaro alla squadra e alla società. Un silenzio assordante. Per saperne di più sul tema Megliodiniente.com ha intervistato Carmine Iannone, responsabile del gruppo ultras “Salernitana, che passione!” (SCP).

 

Buonasera, il 19 giugno si avvicina come state preparando il centenario?

Buonasera a tutta la redazione. A questa prima domanda rispondo sicuramente con questo nostro coro granata davvero bellissimo ed emozionante, per noi tifosi, il cui testo testo é:

“Quando i nostri colori scendono in campo

Noi canteremo forza granata alè

L’amore per questa maglia e per l’ippocampo

Per sempre di padre in figlio tramanderem

Una data nella mente

una fede in fondo al cuor

Ogni 19 giugno ti gridiamo il nostro amor

Ho giurato eternamente a te la mia fedeltà

Solo la Salernitana orgoglio di questa città”

E come dice una parte del vostro coro “..una data nella mente, una fede in fondo al cuor…”

Esatto, la nostra magica Salernitana 1919, fondata il 19 Giugno del 1919, compie quest’anno i suoi primi 100 anni di storia, ricchi di emozioni, passione, vittorie, ma anche dolori oltre le gioie ed è proprio il dolore che ci rende più forti contraddistinguendoci come splendida tifoseria. Comunque vada festeggeremo oltre tutto e tutti. Attendiamo il comunicato e il programma che decideranno tutti i grandi gruppi della curva sud. Posso accennarvi che sarà una  grande festa per noi tifosi perché, come ogni anno, sarà organizzata nei minimi particolari.

 

Scp sarà in prima linea come al solito?

Assolutamente si, certo! Sarà sempre marcata la nostra presenza a questi grandi eventi come ogni anno. Noi di S.C.P., ovvero l’acronimo di Salernitana Che Passione, siamo i ragazzi della provincia – sez. Fisciano/Valle dell’Irno. Quest’anno parteciperemo come sempre, ma con un pò più di emozione e brividi sulla pelle, anche perchè sono i nostri primi 100 anni di storia granata.

 

Che clima si respira in città attorno alla squadra?

Attualmente si respira un clima pesante e di sfiducia in quanto i nostri giocatori, che dovrebbero rappresentare la nostra città, non onorano la maglia e non lottano abbastanza. Ciò ci rattrista e ci fa andare su tutte le furie: siamo una grande piazza e una grande tifoseria seguita in tutta Italia. E’ bello gioire e caricare al massimo la nostra magica Salernitana nella vittoria ma anche nella sconfitta. Purtroppo ci rammarica il fatto che non si lotta più in campo, neanche dopo tanti goal subiti con squadre avversarie (su carta inferiori), senza la “ cazzimma” e grinta nel regalare un goal della bandiera a noi tifosi.

Come mai la curva sud siberiano ha deciso di disertare l’Arechi?

Come da comunicato della Curva Sud di qualche giorno fa, fino a fine campionato gli ultras disertano la curva, proprio per far manifestare il dissenso, in seguito alle tante prese in giro, da parte di tanti. Ma fuori dalla nostra curva resteremo sempre uniti e compatti, pronti a cantare fino a saliva zero, finchè la società non avrà liberato la nostra Salernitana.

Quali sono a vostro avviso i responsabili di questa situazione?

In società praticamente tutti. Non c’è  bisogno di evidenziare i nomi  poiché tutta Salerno sa bene di chi si parla.

Alcune scelte da parte della società sarebbero dovute essere differenti?

Più che scelte le chiamerei prese in giro. Quando non si rispettano i nostri colori ma anzi vengono calpestati e come se non bastasse si gioca con i nostri sentimenti, con la nostra passione e tutto quel che è Salerno, noi non digeriamo. Quindi: che si liberi subito e immediatamente la nostra Salernitana.

 

Essere ultras nel 2019. Cosa significa?

Secondo me essere ultras è combattere e battersi per la propria squadra. Rappresentare la propria città, lottare per un ideale. Secondo me Ultras lo si é anche nella vita quotidiana: a lavoro, all’università, con la fidanzata, con la famiglia, con gli amici, ovunque e con chiunque… perché  vuol dire sentire dentro un fuoco ed è la più alta forma di passione. Essere ultras al giorno d’oggi significa essere gli ultimi amanti di un calcio malato fatto solo di soldi e profitto, significa fare sacrifici infiniti e spendere comunque tantissimi soldi, apprezzare le piccole cose e crescere sulle delusioni.Essere ultras non significa essere un criminale o un delinquente; significa credere e lottare per un’ideale. I criminali sono altri, sono quelli che lo stato libera il giorno dopo per gravi fatti e (come dico io) ultras lo si è non solo ad una semplice partita, ma nella vita.

 

Quali sono le tifoserie che più ti piacciono in Italia? Perché?

Con i ragazzi di S.C.P. ci confrontiamo spesso sull’argomento. Per quanto mi riguarda le mie preferenze (inerenti a stile, colore e mentalità) ricadono sicuramente sulle tifoserie del Bari. I loro colori e il calore che si respira sia in casa che in trasferta. Sempre presenti in massa. Gli ultras biancorossi sono fratelli e gemellati da sempre. Per la mentalità, la storia e la passione sicuramente i fratelli di Reggio Calabria. Come non citare poi gli ultrà della Roma: il loro modo di cantare, sempre compatti e fieri. Rispettati ovunque e dovunque anche perché tra i nostri ragazzi  S.C.P. e alcuni ultras giallorossi sta nascendo una bella amicizia.

Altre tifoserie che ti hanno impressionato?

Brescia e Bergamo. Con i primi c’è rispetto da sempre, spettacolare il loro tifo al Rigamoni. Per quanto riguarda i nerazzurri, seppur rivali, apprezzo il loro attaccamento alla città e alla squadra. Sempre presenti con mentalità. Tra gemellati, amicizie e rivali queste credo siano le prime in assoluto, poi ovviamente ce ne sono tante altre.

Cosa ne pensate di quanto accaduto a Firenze qualche settimana fa tra polizia e ultras Atalanta?

Non mi sono informato su questo episodio in maniera specifica sui telegiornali o sui social, ma mi hanno riferito amici che è nato questo duro scontro tra tifosi dell’Atalanta e polizia e ci sono stati anche degli agenti feriti e tanti tifosi bergamaschi identificati. Questi episodi di violenza non fanno parte di noi; il calcio è uno sport e va amato per quello che è. No alla violenza. Dopo la partita, comunque vada, nella vittoria o nella sconfitta, tutti al bar con in nostri amici, con le nostre fidanzate e tutti insieme a divertici gridando sempre forza Salernitanaaaaaaaaa!!!

(Sabino)

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