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CURVED AIR

CURVED AIR

Articolo di Emilio Aurilia

Nati nel 1969 intorno al nucleo Sonja Kristina (voce)-Darryl Way (violino e tastiere)-Francis Monkman (sintetizzatore) pare debbano il nome al noto album “A Rainbow In A Curved Air” del musicista contemporaneo Terry Riley.

L’attenzione di pubblico e critica li ottengono con il disco di esordio “Air Conditioning” (1970), in particolare con il lungo brano dal titolo inequivocabile “Vivaldi” composto e realizzato quasi interamente da Way, proiettando la band in quel preciso contesto definito progressive rock. Il terzo album “Phantasmagoria” (1972), caratterizzato da una maggiore concessione alla strumentazione, li consacra al grosso pubblico anche per i numerosi passaggi in programmi radio (come il nostro “Per Voi Giovani”). Nell’album è ospitata infatti una folta brass section e diversi percussionisti fra cui il leggendario Frank Ricotti.

Il successivo “Air Cut” (1973) è il più orientato verso il rock e nato in un momento di estrema difficoltà per la fuoriuscita di tre membri originali (Monkman, Way e il batterista Pilkington-Miksa) rimpiazzati da Jim Russell (batteria), da Kirby Gregory (basso) ed Eddie Jobson (violino) entrambi giovanissimi

Il culmine viene rappresentato dall’album dal vivo del 1975 “Curved Air-Live” che registra il ritorno di dei tre transfughi.

Poi è un continuo alternarsi di cambi di formazione senza più conoscere il successo di un gruppo di cui notevole e fondamentale è stata la presenza della Kristina che, pur possedendo una voce meno dolce e sottile della McShee (Pentangle) e meno potente della Haslan (Renaissance) è riuscita a sapientemente convogliare la band in un sound comprensivo di elementi eterogenei come folk, rock e soprattutto musica classica rielaborata.

 

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