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UN BASSO DISTRUTTO La perfezione di uno scatto imperfetto

UN BASSO DISTRUTTO

La perfezione di uno scatto imperfetto

A cura di Riccardo Gramazio_Ricky Rage

Diciamocelo, ci sono fotografie talmente importanti e potenti da non concedere scampo ai nostri occhi e, ancor di più, alle nostre emozioni. E stiamo lì a guardare, ad analizzare a godere di ogni dettaglio tutte le sante volte, come se non conoscessimo già abbastanza di quelli scatti o, nel caso di quelli celebri e popolari, come se non avessimo letto e riletto aneddoti e curiosità. Oggi, per esempio, mi è capitato per la centesima volta di soffermarmi sulla leggendaria copertina di London Calling, disco fondamentale nella storia del rock e lavoro più conosciuto dei Clash. Perché non scriverci su un nuovo articolino per il sito, ho pensato? Ed eccoci, allora.

La fotografia scattata da Pennie Smith, una che nel corso della sua carriera ha ritratto dai ‘70 in poi le più grandi figure del rock britannico, mostra il bassista Paul Simonon mentre distrugge con rabbia il proprio strumento sul palco del Palladium di New York al termine del concerto del 20 settembre del 1979. Una botta feroce ripresa, destinata a raccontare l’anima ribelle di un intero movimento e forse anche di più. La fotografa, lì davanti per assistere e per testimoniare lo show, riesce a immortalare alla meno peggio il momento esatto dell’impatto. Lo fa indietreggiando istintivamente per non farsi raggiungere dai pezzi del basso o da chissà cos’altro. Impossibile per lei mettere a fuoco l’istante o sfruttare le proprie abilità tecniche e professionali. Una volta rientrata a casa la Smith non può che confermare quanto immaginato: la fotografia purtroppo è offuscata, imprecisa e inutilizzabile. Peccato, un vero peccato, ma per una professionista con un passato al servizio del giornale New Musical Express (NME), dai ‘70 ai ‘90 audace punto fermo del mondo alternativo, l’immagine è da cestinare. Non la pensano però così il cantante Joe Strummer e il grafico ufficiale Ray Lowry, che in quella foto vedono a pieno l’energia e la filosofia della band. Insomma, l’imperfezione imposta dalla sfocatura costituisce quasi paradossalmente il valore aggiunto dell’istantanea, racconta un caos reale e onesto, lontano dall’artificialità.

Nessun ripensamento, quindi, la copertina di London Calling è lì, pronta a diventare emblematica e a racchiudere l’essenza di un album ricco e speciale.

A Ray Lowry viene addirittura la brillante idea di inserire le famose scritte in rosa e in verde, una verticale a sinistra (London) e una orizzontale in basso (Calling), per ricordare e omaggiare il primo disco del 1956 inciso dal Re Elvis Presley. Il messaggio finale sembra chiarissimo: le radici ribelli del rock and roll non saranno mai dimenticate, ma la visione rabbiosa del punk sarà ancora più distruttiva. E nella botta di Paul Simonon ci sono esattamente furia e viscere del punk. E nella botta di Paul Simonon ci sono i messaggi diretti e di ribellione sociale dei Clash, sempre contro le ingiustizie, le disuguaglianze e l’umano egoismo.

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