
UPGRADE
Walter Pilaf Roncaglia presenta iO 40
A cura di Riccardo Gramazio_Ricky Rage
È tornato Pilaf, il nostro amico Walter Roncaglia, e lo ha fatto alla grande e a modo suo con un nuovo disco veloce, deciso e onesto ai massimi livello. iO 40 è il perfetto seguito di iO 36, l’aggiornamento dettato dal tempo trascorso e dai cambiamenti fuori e dentro. Rabbia, grinta, ma anche testimonianze pronte a diventare prossimamente nostalgie. Punk, sempre tanto punk, con qualche spruzzata sperimentale qui e lì. Insomma, come detto, è tornato Pilaf…
Ciao, ragazzo, e alla fine si torna sempre qui. Come stai, prima di tutto?
Ciao, che bello risentirti. E sì, si ritorna sempre, C’è sempre qualcosa da dire, sto benone, si suona, si lavora e si vive
Nel 2023 usciva Io 36, ora è il momento dell’upgrade, anagrafico e non solo. iO 40 è il tuo nuovo lavoro. Vai, narra liberamente…
Esatto è un upgrade, diciamo che è la normale conseguenza di iO 36, iO 40 è un disco fondamentalmente punk rock, con una aggiunta ogni tanto di elettronica, ma è dannatamente punk rock con riff incazzati, grintosi, e una voce però sempre abbastanza melodica. Sono quindici tracce che raccontano di me, del mio trascorso, delusioni, vittorie, conquiste e qua e la un po’ di amore.
Di sicuro parliamo di un disco non onesto, di più. Rabbia, solitudine, disagio e disincanto, ma ancora tanta voglia di gridare e di lasciarsi guidare da un certo tipo di sonorità e di istinti. Credo che sia questo l’aspetto più importante della storia, della tua storia?
È tutto puro istinto, non ho capacità tecniche e chissà che poesia. Ho l’ispirazione, le idee mi arrivano nello stomaco e poi passano alla penna. Il mio background è così, un pugno in faccia, diretto senza troppi fronzoli, anche perché non so mica suonare per tutti ‘sti fronzoli, meglio andar dritti.
Inutile girarci intorno, il tempo passa e, più o meno con il nostro contributo, dice, prende e tiene cose. Il titolo, affiancato al predecessore, testimonia un po’ questo. Com’è il tuo rapporto con il trascorrere?
Sono un fottuto nostalgico, ho tanti ricordi, e vivo per generare nuovi ricordi. La vita mi passa davanti, ogni tanto mi fermo e scatto una foto. Ho quarant’anni, ma sono molto legato al mio trascorso, quello che è stato e non è più, la sala prova, i concerti e tanti amici. Ecco quello che mi dispiace davvero è non avere più un giro di amicizie per poter suonare ogni tanto, anche se con gli Harry Popper ogni tanto riaccendiamo la macchina.
Dai, alleggeriamo la situazione, parlando del disco. Allora quindici tracce, poco più di mezz’ora in totale, canzoni che sono fulmini. In sostanza Pilaf è sempre Pilaf. Parlami della proposta sonora di iO 40…
Ma come hai detto tu è un upgrade, è un Pilaf 2.0. La proposta è del punk rock senza troppi giri di parole, mi piace andare diretto, sia con le liriche sia con la musica, mi viene tutto di getto e penso che si senta forte e chiaro.
Hai riproposto Vestito Di Vento. Una nuova veste però, e con un ospite. Cosa mi dici?
Che bello! Un pezzo a cui sono fortemente legato, sicuramente il migliore, ho voluto riproporlo in chiave elettrica, visto che nasce in acustico con una chitarra e basta. L’ho completamente riarrangiato con chitarre basso e batteria, e la chicca è la collaborazione: con me canta Dani Marceca (Pornoriviste, Yokoano). È stata una collaborazione venuta quasi naturale perché quel pezzo calza proprio bene con la sua voce e quindi niente, una sera è venuto da me in studio a Novara e ha fatto la magia. Ci ha dato un sacco di grinta vocale e ha aggiunto anche una chitarra acustica aperta che rimane sotto le strofe. Davvero un’esperienza fantastica, devo dire, ci siamo divertiti, lui poi è una persona speciale, grande uomo.
L’album scorre via che è un piacere, senza mai mollare un colpo. Poi arriva T.S.O. Tortura di stato obbligatoria, e qualcosa di sinistro prende il sopravvento. Ecco, qui dobbiamo per forza soffermarci. A una certa, ho provato un brivido strano…
Particolare vero? Stacca un po’ da tutto il resto dell’album. Eh, ero incazzato forte quando l’ho scritta. Il pezzo è una denuncia nei confronti dei trattamenti sanitari obbligatori imposti dai nostri governanti, gli fa il verso e diventa Tortura Di Stato Obbligatoria. Ho vomitato tutto la mia rabbia nei confronti di queste coercizioni di cui sono stato anche vittima e dovevo esorcizzare il momento. E la cosa migliore per dimenticare è imprimere su carta la rabbia che hai dentro.
iO 40 va preso tutto insieme perché, secondo me, ha il sapore di un concept e perché, come detto, non ci sono debolezze o momenti superiori ad altri. Tu hai delle preferenze o ti senti legato a un pezzo in particolare?
Ma guarda, il disco ha diverse fasi. È stato scritto in quattro anni. Sono sicuramente legato a Vestito Di Vento per via del tema e della collaborazione con il Dani, ma ci sono anche altri momenti, soprattutto i primi sei pezzi. Sono stati prodotti e registrati nel giro di pochi mesi, nel 2023, che è stato un momento molto felice della mia vita. L’ho impresso per sempre. Poi, beh, c’è un po’ di simpatia per Gorgonzola e Pompini, brano scritto in dialetto di Novara, poi c’è Inutile, dedicato a Silvio. Stasi è l’ultimo che ho prodotto, siamo a gennaio 2026. Ci tengo parecchio, parla di come ci si sente fermi nella vita, senza uno scopo. Diciamo che ogni brano ha un suo perché, ma se proprio devo scegliere, quello a cui tengo di più è Vestito Di Vento.
Novara… Che si dice?
Calma piatta, come sempre, anche se ultimamente c’è un po’ più di movimento. Sono nati dei festival alternativi e ci sono un paio di locali dove andare a sentire un po’ di musica.
E la tua attività da produttore?
Ma io ormai in studio lavoro su me stesso. Non ho i mezzi per mettermi sul mercato, lavoro in una stanzetta senza nessuna pretesa. Diciamo che lavoro per me.
Non abbiamo scuse, non servono confini, non vogliamo bambini, vogliamo solo gorgonzola… Chiudi tu, prima dei saluti. Questa diventerà uno slogan, ne sono certo…
Beh, vogliamo solo GORGONZOLA E POMPINI! Gran testo!
Un abbraccio, caro. Lascia qui i link per ascoltare questa nuova raccolta…
Certo di lascio lo spotify, ma lo trovate ovunque anche su YouTube basta scrivere Pilaf Music.
Grazie della chiacchierata, a presto.
Ecco il link:
https://open.spotify.com/intl-it/album/4owXcTgYqU1xYTy6wp2elD?si=CAnpU4diQIu8QpbVNLqzYA
