MDN

La storia si ripete

 

Articolo di Ben Alessandro Magno Croce

 

Vorrei uscire una volta per tutte dall’Allegri in Allegri out. Mi ero illuso forse troppo facilmente che si uscisse con l’esonero di Allegri dall’Allegri in Allegri out. Forse perché io sono diverso e raramente mi occupo del passato ma la vita mi ha insegnato a esser sempre molto concentrato sul presente e sul futuro quindi davanti anche alle mie difficoltà svolto quasi sempre immediatamente. Per me Allegri è già il passato. La mia stima per l’uomo e l’allenatore resta ma di cosa farà non mi interessa. Non sono io che decido se un allenatore o giocatore resta o meno; da tifoso sono decisioni che subisco commento e che in ogni caso non mi spostano la mia voglia di tifare solo e sempre Juventus. Qualcuno ha deciso di festeggiare ed è partita anche un po’ la caccia all’ ”Allegriano”. Non so se in termini spiritosi o di rivalsa. A volte sicuramente grotteschi. Soprattutto quando magari questo avviene in redazioni di programmi seri e non nelle live di 4 ritardati su youtube.

Detto questo mi premeva sottolineare un aspetto che nessuno ha sottolineato. Forse ci prendo oppure mi sbaglio ed è una mia paranoia. Della Juve a Elkann non frega nulla anche se ci mette i soldi. Come tutti i ricchi annoiati è una cosa sua e guai a chi gliela tocca ma può essere come una delle innumerevoli ville dove non ci va mai o la macchina particolare che non usa mai e tiene comunque in garage a prendere polvere. È un auto esclusiva, e li che prende polvere, ma è la sua e guai a chi gliela tocca. Se poi a non usarla si deteriora poco importa è roba sua ne v quello che vuole. Credo che il suo approccio alla Juve sia lo stesso quindi direi non proprio un legame d’amore.

Elkann ha portato in poco più di 15 anni, alla Juventus il metodo che il nonno applicava ai manager Fiat con qualche eccezione per lo meno sui soldi. Gianni Agnelli aveva dei grandi manager che in primis si identificavano nella Fiat in tutto e per tutto e che quando poi per qualche caso, a volte qualche scandalo, cadevano in disgrazia, mandava al confino senza battere ciglio non prima di averne pagato il silenzio con delle liquidazioni importanti. Questi passavano da esser i salvatori della patria a esser dimenticati in un giorno e la Fiat andava avanti. Elkann ha applicato questo metodo a due barra tre persone in 18 anni. Del Piero, Andrea Agnelli, Max Allegri. Il primo a calciopoli in corso è stato investito di esser la Juve. Del Piero si è preso carico negli anni di Deschamps, Ferrara, Ranieri, Zaccheroni e Del Neri di esser non solo l’immagine della Juve ma l’incarnazione della società stessa. Del Piero faceva i messaggi social veniva messo sempre in prima pagina andava a parlare con i giornalisti. Del Piero, in anno tristi era diventato il parafulmine di tutto tanto è vero che i tifosi dicevano ”menomale che c’è Del Piero”. Poi a un certo punto Elkann decide che è diventato troppo quindi due calci nel culo e via e mettiamo un altro ovvero il cugino.

Andrea Agnelli a quel punto liquidato Del Piero si prende in mano tutto e diventa la Juve di Andrea Agnelli. Le cose vanno bene si vincono i titoli fino a quando anche Agnelli diventa troppo ingombrante. ”Attenzione che nessuno deve diventare più importante della Juve”. Prima te lo fanno credere poi però quando ti sei fatto il culo e arrivi oltre quando arrivi oltre allora vieni tagliato. Si approfitta di qualche errore gestionale commesso da Agnelli anche lui, come Del Piero lasciato solo contro tutti, e quindi si taglia Agnelli. A questo punto la Juve la si dà ”in gestione” ad Allegri. In un periodo nuovamente difficile come il post calciopoli dove gli attacchi dei nostri nemici diventano nuovamente pesanti, viene giusto pensare che Allegri sia l’uomo adatto per farsi carico del tutto. Così Allegri si fa carico del tutto. Anche lui onorato da un lauto ingaggio come Del Piero e come i manager Fiat e ci mancherebbe di farlo pure gratis. Allegri diventa il parafulmine della Juve per tre anni. Accetta di tutto mancati mercati e penalizzazioni e viene mandato sempre alla scontro da solo contro tutti. Non si lamenta mai della società ma anzi la giustifica in tutte le sedi. Alla fine finisce come finisce sempre. Grazie due calci nel culo e a non rivederci.

Ora non sono io che debba giudicare se questo sia giusto o meno anzi probabilmente è giusto, dato che lo sfruttare la gente anche pagandola lautamente, ha fatto si che sia la Fiat che la Juventus sopravvivessero negli anni a differenza di altre società. Probabilmente con il cuore io non sarei mai un buon manager. Tuttavia c’è da capire umanamente Del Piero, Agnelli e Allegri che dopo esser stati sfruttati a dovere e portati ai massimi onori e oneri, vengono poi cestinati come gli ultimi cretini.

In questo c’è stato probabilmente un solo elemento di rottura e lo ha fatto Allegri alla sua uscita di scena. Del Piero e Agnelli sono usciti dalla porta di servizio senza far rumore. Hanno rispettato fino in fondo la società e anche la dirigenza che di fatto li cacciava. Allegri è voluto invece uscire col botto e togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Si è tolto la soddisfazione di mandare a cagare qualcuno.

D’altronde essendo toscano è il meno Sabaudo dei tre.

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