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L’Isola di Agata di Alessandra Romano

 

Ho Letto: L’Isola di Agata

Autore: Alessandra Romano

Ricordo che da bambino ho passato tutti i giorni all’asilo delle suore. Dalle otto della mattina alle quattro del pomeriggio. Ricordo le preghiere obbligatorie, le preghierine come le chiamavano per renderle più avvincenti. Ricordo le giornate in punizione e, qualche volta, certi manrovesci degni del miglior tennista moderno, con la mia faccia a fungere da pallina. E ricordo i primi giorni di scuola elementare. Vivevo in un paesino piccolo piccolo, perso in una fredda valle abitata da più pecore che umani. In classe eravamo 13, ben distribuiti tra maschi e femmine. C’erano i bulli del paese, il vicino di casa, il vicino del vicino, quelli che abitavano nel borgo e quelli che, come me, vivevano a meno di 100 metri dal cartello che indicava l’inizio del paese. E già questo bastava per essere uno di fuori, uno non del posto. Altri tempi. Comunque, come sempre e ovunque, anche per me ci sono state simpatie e antipatie, legami indissolubili e persone svanite nei ricordi come nella vita. Ne ricordo uno in particolare, sempre pronto a scappare da scuola per tornare di corsa a casa dalla mamma. A pensarci, ancora sento le urla della maestra che provava a raggiungerlo in mezzo alla strada. E niente, sono sempre stato attratto da personalità biasimabili, già in età infantile, e siamo come fratelli ancora adesso.

Certo, asilo ed elementari di un piccolo paesino sono nulla se messe a confronto con la realtà di un orfanotrofio, seppur romanzato. Ma quello dell’Isola di Agata merita certamente di essere scoperto, con i suoi misteri e i suoi protagonosti. Ce ne parla, lasciandolo nascere nella propria fantasia, Alessandra Romano nel suo bel libro L’Isola di Agata.

Occorre un pò di pazienza nel leggere questo libro, almeno all’inizio. Sì perchè la protagonista, Natalia, non è un tipo facile. Superba e saccente, seppur piccola, con le proprie parole e il proprio atteggiamento riesce a infilare le unghie nel cervello di alcuni compagni proprio come in quello del lettore. Sono pochi attimi, pennellate della personalità di un personaggio che entrerà presto nel cuore di chi legge. Dinamiche di una personalità resa forte da subito, da quando una madre, una come tante, decide di non essere più tale, affidando la figlia a sconosciuti abitanti di un decandente palazzo. Altri tempi. Altri modi. E anche altri bambini, come Lorenzo, amico nemico per tutta una vita, Giosuè, subdolo e antipatico opportunista, Fulvia eterna innamorata, Virginia e tanti altri, ognuno con debolezze e virtù, ognuno con il proprio futuro ancora da scrivere, nonostante siano tutti in attesa di qualche sconosciuto che li porti a scriverlo da qualche altra parte.

E i grandi? Sì, in questo mondo di bambini ci sono anche gli adulti, dai più sfrontati ai più timorosi. Da suor Maria, tanto fredda e distaccata quanto apprensiva, ai fratelli D’Agata, così diversi l’uno dall’altro ma ugualmente dannati nella propria vita.

Alessandra Romano riesce, impercettibilmente pagina dopo pagina, a legare il lettore alle vicende di queto strano posto, intervallando con vera bravura i momenti di mistero a quelli di riflessione. Ci sono momenti concitati di azione, ci sono attimi toccanti di cuore, istanti di sogni e giorni di incubi che, in effetti, sempre sogni sono, ma meno belli. E mentre tutto ciò scorre sotto gli occhi, tra una parola e l’altra, non ci si accorge di essere arrivati alla fine del libro. E per magia si è di nuovo all’inizio. E niente, Alessandra Romano è stata brava. E scrive bene. E L’Isola di Agata è una piacevole lettura.

Dimenticavo. I ragazzi, ovviamente, crescono. E i misteri usciranno con loro dall’Isola di Agata. Se siete curiosi, non vi resta che leggere

Allor a presto e, se vi va, buona lettura!

 

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