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“Revoluzione” il secondo disco da solista del cantautore catanese

 

Oggi esce in digitale “Revoluzione” (Dcave Records), secondo disco da solista del cantautore catanese Paolo Miano. L’album è stato anticipato dal singolo, con videoclip, “Un mazzo di fiori”

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Revoluzione è il frutto di una gestazione accidentata – racconta l’artista, che torna con un album dopo dieci anni dal precedente lavoro  durata ben quattro anni, durante i quali ho saputo trarre l’energia necessaria per portare a termine il lavoro proprio grazie agli ostacoli incontrati. Il titolo dell’album è emblematico: esso richiama l’idea che i veri cambiamenti sono il risultato di processi evolutivi spesso faticosi.”

 

Il disco apre con “Uomoceronte”, uno spiritual contemporaneo ispirato al protagonista fittizio dell’omonimo metalibro dell’autore immaginario giapponese Z. Hachiko, ma in realtà frutto della fervida creatività dell’artista grafico Antonio Zagame. È un invito ad abbracciare senza paura le proprie fragilità ed aprirsi al mondo e alla vita con fiducia. “Un mazzo di fiori” è la seconda traccia e consiste in un blues rock contemporaneo grezzo e pieno di pathos, vagamente sullo stile di Gary Clarke jr., in cui la melodia del miglior cantautorato italiano si sposa con il soul americano come solo grandi autori tipo Battisti o Pino Daniele avevano saputo fare prima. Il testo narra in un mix agrodolce di emozioni della visita alla tomba del padre in occasione del ventennale della sua scomparsa. L’album prosegue con “L’equazione di Dirac” che descrive come due particelle che interagiscono tra di loro, continuano a farlo anche se vengono portate a distanza infinita, a dimostrazione di come tutte le cose dell’universo siano correlate tra loro e di quanto le separazioni siano illusorie. La canzone, quindi, è un invito a fare prevalere la cooperazione alla competizione, evitando spinte egoistiche distruttive per tutti. “Bad karma blues” invece è un blues pesante e crepuscolare che parla della frustrazione di confrontarsi con i propri limiti, qualunque strategia o azione si possa aver messo in atto per realizzare una qualsiasi nostra aspirazione. Arricchisce la narrazione, un cameo di Dinastia in un rap dai toni insolitamente notturni. “Sparta o Atene? in questo soul-rock dal marcato sapore anni ‘70, Paolo usa la storica contrapposizione tra le città greche di Sparta e Atene per ironizzare sui bastian contrario di professione, che fanno la voce fuori dal coro pensando così di distinguersi dalla massa, e su coloro che trovano la propria ragione di vita nel conflitto fine a sé stesso o che amano agitare le acque soltanto per soddisfare il proprio ego o per incolpare qualcuno delle proprie frustrazioni. Il testo di questa canzone è stato scritto a quattro mani con l’amico rapper Dinastia“L’unica difesa è un funk’n’blues in cui il tema è se cedere alle lusinghe dell’amore oppure no. Ma a giudicare dalle conclusioni del brano, l’amore non lascia molte vie di scampo. Il disco si accinge alla chiusura con In questa pelle anche questo funk con evidenti riferimenti vintage tratta il tema del fallimento e dell’inevitabile resa dei conti con sogni infranti, disillusioni e limiti personali. Infine “Calati juncu”scritta durante la pandemia, è una canzone ispirata ad un comune proverbio siciliano – Calati juncu ca passa la china (Calati giunco, ché passa la piena) – che esprime la capacità caratteristica del popolo isolano di sopportare pazientemente le avversità senza venirne sconfitto. La canzone vuole essere quindi un incoraggiamento alla resilienza ed alla possibilità di trasformare ogni difficoltà in un’opportunità.

 

La collaborazione di Daniele Grasso (Basile, Afterhours, Twilight Singer; RadioSabir, etc.) come musicista e produttore artistico impreziosisce e contribuisce a dar vita ad un lavoro innovativo, coerente e di grande impatto emotivo. Così viene fuori un disco che coniuga esperienza ma anche freschezza, considerando anche la giovane età di alcuni musicisti come il giovanissimo Giovanni Spadaro al quale sono state affidate le batterie del disco.

 

PAOLO MIANO inizia il suo percorso artistico dando il suo contributo alla ricca scena rock catanese degli anni ‘90 e ciò è evidenziato dalla sua presenza in alcune compilation dell’epoca, tra cui la celebre Lapilli, prodotta da Don Zientara, noto sound engineer dei Fugazi. Prende una lunga pausa dalla scena musicale per dedicarsi alla carriera di chimico.  Ma l’irrefrenabile amore per l’arte lo chiama e così sceglie il percorso musicale a tempo pieno. Nel 2013, pubblica il suo primo album solista Kokorozashi, influenzato dal pop elettro-acustico e caratterizzato da un tocco di freschezza e brio. L’album riceve consensi di critica e pubblico, tanto da essere ripubblicato in versione spagnola per la Produlam Records, un’etichetta basca di prestigio. Paolo promuove con un tour in diverse città iberiche. Successivamente, decide di intraprendere un progetto completamente diverso con il polistrumentista e programmatore Mario Ferrarese, dando vita a Chrome Sky, un duo col quale pubblica due album e un EP. L’incontro con la Dcave Records e con il musicista e produttore Daniele Grasso (Basile, Afterhours, Twilight Singer; RadioSabir etc.)  conduce Paolo Miano alla firma di un nuovo contratto per la pubblicazione del suo prossimo album solista, questa volta orientato ai generi afroamericani come il blues, il soul e il funk in una visione contemporanea. Il primo singolo, “Senz’amuri”, è già disponibile dal 26 febbraio 2022 in apertura ai singoli che anticipano l’uscita di “Revoluzione”, il secondo album da solista di Paolo Miano. Questo nuovo percorso rappresenta un’importante svolta nella carriera dell’artista, evidenziando la sua continua voglia di sperimentare e di esplorare. Da gennaio 2024 è disponibile “Un mazzo di fiori” (ascolta qui).

 

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