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YES

Articolo di Emilio Aurilia

Per una delle formazioni più in vista del rock progressivo con quasi sessant’anni di attività, resta quasi impossibile determinarne il cammino in modo dettagliato; c’è da dire che il periodo maggiormente brillante in qualità è quello realizzato dalla seguente formazione: Jon Anderson (voce), Chris Squire (basso), fondatori della band, Stevie Howe (chitarra, in sostituzione di Peter Banks), Rick Wakeman (tastiere, in sostituzione di Tony Kaye) e Bill Bruford (batteria, in sostituzione di Alan White), artefici degli album più significativi come Fragile (1971), che ci ha fatto conoscere brani indimenticabili (oggi si direbbe iconici) come Roundabout in apertura, Long Distance Runaround e il meditativo strumentale di Howe Mood for a day e i seguenti LP Close To The Edge e Tales From Topographic Ocean, quest’ultimo doppio con il ritorno di White, intrisi di un prog molto efficace condotto da indovinati dialoghi chitarra/tastiere sul ricamo della voce celestiale di Anderson a rendere il gruppo uno degli esperimenti più riusciti del progressive rock marcato anni settanta.

Esaurito il momento fulgido la band si concede una pausa con la pubblicazione di album solisti dei singoli membri di cui, quello che resisterà più a lungo, sarà il sodalizio di Anderson con il tastierista greco Vangelis Papathanassiou ex Aphrodite’s Child.

A seguito di ciò cominciano i destabilizzanti cambi di formazione il più massiccio dei quali quello che vede la fuoriuscita di Anderson e Wakeman, sostituiti rispettivamente da Trevor Horn e Geoff Downes, ossia i Buggles, un gruppo pop new wave che aveva riscosso in quegli anni un successo stellare con Video killed The Radio Stars e che vive però lo spazio di un album di studio: Drama (1980).

Da questo momento in poi la maratona dei cambi di formazione procede con fuoriuscite, lutti e ritorni da capogiro, da influire non sempre positivamente sulla qualità della musica del gruppo che mostra la corda e il pubblico che li ha amati e che comunque li segue ancora, denota meno entusiasmo.

 

 

 

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